Fotografie di San Giobbe

Facoltà di Economia
Fond.ta San Giobbe, ex Macello
Cannaregio 873
- VENEZIA
 
Università
Ca' Foscari
VENEZIA
     
     

 

Le Scuole Piccole di San Giobbe
 
Schede tratte da "Le Scuole Piccole nella Venezia dei Dogi. Note d'archivio per la storia delle confaternite veneziane" opera di Gastone Vio, il quale in trent'anni di ricerche d'archivio ha raccolto una ricchissima documentazione sulle 925 confraternite veneziane che si sono succedute nel tempo. Edita dalla Fondazione Giorgio Cini, Regione Veneto, Angelo Colla Editore.
   
Scuola della Beata Vergine della Pietà Scuola di san Bernardino
   
 

Scuola della Beata Vergine della Pietà
Fonti: ASV, Scuole piccole, b. 201; Capi del Consiglio dei Dieci, b. 55; Provveditori di Comun, bb. 61, 66, 87

23 marzo 1580. Il Consiglio dei Dieci concede l'erezione della scuola "nella chiesa dell'Ospedaletto a san Joppo". La festa si celebri il 2 febbraio. I componenti della banca non abbiano meno di trent'anni.

12 maggio 1580. I Provveditori di Comun approvano la mariegola.

3 settembre 1581. Con 50 voti a favore e nessun voto contrario, il capitolo generale dichiara ce la festa era stata fissata arbitrariamente il 2 febbraio. La devozione è nata in settembre, si festeggi la Natività della MAdonna (8 settembre), nel qual giorno, prima della messa cantata si farà la processione "fino al Riello".

30 settembre 1583. La scuola sull'altare di san Simeone, nella chiesa di san Giobbe, fa celebrare una messa cantata ogni prima domenica del mese, e una mesa letta ogni venerdì, dando ai religiosi un'offerta di lire 3 e soldi 2.

26 aprile 1584. I provveditori alla Sanità concedono che possano questuare per la città.

30 gennaio 1585. La scuola chiede ai religiosi un'area per costruire la propria sede.

26 novembre 1585. La scuola ha pagato ai religiosi 100 ducati per un "terreno rovinoso" sul quale costruirà la propria sede. Per la messa solenne mensile e la messa letta ogni lunedì, dà ai religiosi 6 ducati l'anno.

18 marzo 1765. La scuola, che era quasi abbandonata da una decina d'anni, va riprendendosi.

21 aprile 1772. La scuola ha un suo oratorio, nel quale, per risparmiare nelle spese, chiede ai Provveditori di Comun di poter far celebrare la messa, nel giorno della propria festa.

24 settembre 1772. I Capi dei Dieci approvano l'accordo tra la scuola e i religiosi di san Giobbe stipulato il giorno precedente, con il quali si ricorre all'opera dei cantori, siano preferiti i religiosi, quand'anche fosse scritturato "qualche virtuoso secolare di merito distinto", restando piena libertà alla scuola nella scelta degli strumentisti. I religiosi riceveranno ogni anno 37 lire e 4 soldi per una messa solenne in canto, ogni prima domenica del mese all'altare di san Simeone e per la messa, letta di ogni lunedì, sul medesimo altare, sul quale dovrà essere celebrata la "solenne funzione della Beata Vergine... nel giorno della sua festività".


Scuola di san Bernardino
Fonti: ASV, Scuole piccole, b. 261; Provveditori di Comun, bb. 68, 77, 79, 87; convento di san Giobbe, b. 5

20 maggio 1453. Nasce la scuola nella cappella eretta dal nobiluomo Cristoforo Moro. La mariegola deve essere scritta in bella forma, come si usa a Venezia. Ogni terza domenica del mese messa in terzo, con l'accompagnamento d'organo, preceduta dalla processione; al lunedì messa in suffragio.

4 maggio 1471. Testamento del doge Moro che lascia le case alla scuola.

8 maggio 1471. Il doge Moro lascia alla scuola una casa: metà sarà adibita come sede della scuola, l'altra metà sarà affittata e con il ricavo si faranno gli interventi necessari per i restauri. In qualunque tempo la scuola non sita ai patti, tutto tornerà in possesso degli eredi del Doge.

20 novembre 1507. Viene fatta la riva davanti alla chiesa, su terreno della scuola di san Giobbe paga 2 ducati l'anno

6 ottobre 1583. I religiosi hanno ceduto al patriarca Lorenzo Priuli un'area perché possa fare la sua tomba, con il proposito di spostare l'altare del doge Moro.

16 febbraio 1584. Per le concessioni ottenute da Roma, la scuola si chiemerà di "santa Maria del Gonfalon e di san Bernardino".

1584."Capitoli delle Regole delli raccomandati oggi dette del Gonfalon della gloriosissima Vergine Maria", dall'anno 1264 eretta in Roma. Chi riceve "l'abito bianco con cordone bianco e corce bianca e rossa" dopo un anno di noviziato, deve impegnarsi a non frequentare osterie, donne (o uomini), eccetto il legittimo consorte, osservare il digiuno nelle vigilie delle feste mariane della Natività, Purificazione, Annunciazione e Assunta, e recitare ogni giorno 25 "Pater-Ave" e un Gloria più sette "Pater-Ave" e un Requiem. Al posto delle ore canoniche, ognuno reciterà la "coroncina d'oro". Prima dei pasti si deve recitare un "Pater-Ave". I sacerdoti, oltre alle ore canoniche, reciteranno i sette salmi penitenziali. Sei volte l'anno dovranno partecipare ad adunanze e sermoni, confessarsi e comunicarsi a Natale, Pasqua e nel giorno dell'Assunta.

23 aprile 1588. Misure della scuola.

19 gennaio 1590. Annuente il Patriarca, per evitare problemi, viene annullata la cessione del 1583.

10 giugno 1590. Siccome i religiosi si rifiutano di celebrare le messe dellas cuola sull'altare della medesima, perché è di legno, quest'ultima ordina che la mensa sia aftta di marmo.

19 dicembre 1590. Il nuovo altare viene consacrato dal vescovo di Nona.

19 gennaio 1592. I religiosi confermano che la cappella maggiore è di ragione del doge Moro, il quale ha permesso che la medesima venisse usata dalla scuola.

18 aprile 1607. La scuola ha deciso di rinnovare, a proprie spese, l'altare. I lavori di rinnovo e di doratura terminerà il 15 dicembre 1613.

21 maggio 1622. La scuola farà la sua festa all'altare maggiore. Potrà, volendolo, anche abbellire l'altare con dipinti o altro, però con le sue insegne deve porre anche quelle dei Moro, soot pena di distruizione delle sue opere.

24 febbraio 1646. La scuola deposita alla Zecca 40 scudi per la guerra contro i turchi.

24 settembre 1649. La scuola, oltra a 20 ducati stabiliti, aggiunge, una tantum, altri 40 ducati per la guerra contro i turchi.

26 luglio 1653. La scuola di san Giobbe si impegna a versare i 2 ducati l'anno dovuti per il livello, ottenendo il condono del debito per 138 anni nei quali si è trascurato detto obbligo.

13 novembre 1691. I religiosi fanno presente alla scuola che la cupola della cappella ha bisogno di restauri.

19 febbraio 1694. Rilievi del proto Francesco Tuzzato sulla scuola di san Giobbe, le cui opere murarie hanno circa 130 anni, sopra le quali furono fabbricate "celle per li padri" sopra il campo e il rio delle chiovere.

29 dicembre 1709. Tra gli obblighi nei nonzoli, c'è anche quello di tenere aperta la scuola fino a mezzogiorno in tutte le feste, e tenerla in ordine e pulita.

11 maggio 1710. Regolamento delle due grazie annue di 5 ducati per il loro matrimonio, a donzelle che estraranno balla d'oro.

20 febbraio 1711. Si faccia, nel giorno della festa, una sola processione l'anno, al posto delle dodici in uso, lungo le due fondamente con l'intervento dei religiosi. Ogni mese, prima della "messa granda, si celebri una messa di suffragio e ogni terza domenica si reciti, nell'oratorio, l'ufficio dei morti; nelle altre feste, quello della Madonna e la Salve Regina per "la conservazione della nostra serenissima Repubblica", assieme ad altre preghiere per la "maggiore esaltazione di santa madre Chiesa".

12 marzo 1711. Richiamo algi antichi accordi con i religiosi per le otto messe all'altare della scuola e per il canto dell'ufficio dei morti il 2 novembre, con la benedizione delle arche della scuola.

19 aprile 1712. Descrizione dello stabile della scuola, fatta dal perito Paulo Tremignon.

6 gennaio 1727. Grazia di 5 ducati della commissatia "de Forssetti", a Elisabetta Pellegrini, quondam Antonio, che ha estratto balla d'oro, per il "maritar o manacar".

1733. Nessuno se ne vada, nel compimaneto della sepoltura dei confratelli prima che sia termianto il canto del Miserere e sia stato sotterrato il cadavere.

1734. Per la processione a san Marco e per l'adorazione del Preziosissimo Sangue, ai religiosi cantori vengono date lire 104 e soldi 10.

23 maggio 1734. Per la festa di san Bernardino ai religiosi vengono date lire 101 e soldi 12, e viene offerto agli stessi un rinfresco che viene a costare lire 12 e soldi 8.

8 novembre 1734. Per l'ottavario per i defunti vennero dati ai religiosi 12 ducati, all'organista lire 3 e soldi 12. Per il rinfresco ai cantori si spesero lire 13 e soldi 16.

23 luglio 1792. I Provveditori di COmun giudicano in totale rovina il suffragio, che è "senza capo".

24 luglio 1792. Nella scuola ci sono nove quadri con episodi della vita di san Bernardino, e un'Annunciazione.

27 luglio 1792. Editto a stampa dei Provveditori di Comun, che dev'essere pubblicato non solo "sopra le scale di san Marco e di Rialto", ma anche nelle chiese di san Geremia e di san Giobbe alle porte delle quali dovrà anche essere affisso; con esso si ordina di comunicare alla stessa magistratura aventuali crediti nei confronti della scuola di san Bernardino, o se vi fossero taluni in possesso di "libri, carte, cere, denari e altro", spettanti alla stessa scuola.

10 agosto 1793. Né la scuola del Santissimo né il suffragio dei Morti di san Geremia, accettano gli attivi e i passivi della scuola soppressa, i cui beni vengono quindi affidati alla scuola del Santissimo di san Mercuola. Tra questi beni c'era la mariegola "coperta di velluto cremese, con due segnali nel mezzo, 8 broche e 9 cantoni con 2 passetti, e cassa". Il gonfalone della scuola, con l'immagine della Madonna e del santo patrono, era stato valutato 24 lire.

16 luglio 1793. Gli argenti della scuola sono consegnati alla scuola del Santissimo di san Marcuola.