Carlo Volpato on 2010-03-05
DOCUMENTO SULLA RIFORMA DELLO STATUTO DEI RPS
In questi giorni come rps abbiamo avuto modo di incontrare buona parte delle colleghe e dei colleghi pta/cel in diverse sedi dell’ateneo per raccogliere le loro osservazioni e commenti sul progetto di ristrutturazione a partire dalle linee guide approvate in Senato Accademico. Un progetto interessante che potrebbe migliorare le performance dell’Ateneo a vantaggio non solo degli stessi lavoratori ma anche degli utenti finali, gli studenti.
Il personale dell’ateneo ritiene infatti che le modifiche dello statuto, così come indicato - sebbene ancora genericamente - nelle stesse linee guida, possano essere proficuamente e concretamente condivise da tutti solamente se verranno garantiti espressamente, nelle norme che andranno ad accompagnare la riforma dello statuto, alcuni principi fondamentali che andiamo sommariamente a indicare.
Si ritiene che la ristrutturazione, nel suo disegno complessivo, non potrà comportare una riduzione dell’organico pta/cel dell’Ateneo, nelle forme di esuberi, riduzione dei punti organico, dequalificazione, anche economica, del personale a seguito delle modifiche introdotte.
Nè si dovrà ricorrere a processi di esternalizzazione dei servizi nè all’utilizzo di personale precario. Ma semmai, fornire servizi stabili con personale stabile dovrà essere un obiettivo cui l’Amministrazione finalmente potrà tendere, dopo anni di mancanza di una vera politica del personale.
Con l’occasione della ristrutturazione, inoltre, si dovrà procedere alla realizzazione di una analisi delle figure professionali attualmente impiegate e dei loro carichi di lavoro. Da questa potrà essere predisposta una “pianta organica” in grado di assegnare la giusta dotazione di competenze e di personale stabile e contrattualizzato nelle strutture in base al carico di lavoro richiesto, rapportata alla dimensione delle strutture medesime e alle loro complessità, prevedendo la tipologia professionale necessaria. E’ anche importante mantenere una più possibile omogeneità di figure professionali tra le strutture con caratteristiche affini, al fine di evitare gli odierni squilibri che rendono i carichi di lavoro troppo onerosi a scapito dell’efficienza.
Il passaggio del personale verso i nuovi uffici dovrà essere conforme alle norme previste nel regolamento sulla mobilità, secondo criteri di trasparenza e garantendo a tutti l’opzione di scegliere la nuova destinazione soprattutto nel caso in cui l’accorpamento tra più strutture prefiguri scenari completamente diversi per la tipologia di mansioni e professionalità fino a quel momento ricoperte. L’assegnazione del pta e dei cel ai nuovi dipartimenti dovrà passare attraverso procedure chiare, che evidenzino chi assumerà le decisioni e sulla base di quali criteri.
Il richiamo alla pianta organica per le strutture dell’Ateneo dovrà essere prevista nello statuto che ne stabilirà le forme per la sua realizzazione e modifica.
Per quanto riguarda la commissione con il compito di elaborare la parte tecnico-applicativa della riforma che coinvolge il pta/cel, che ci risulta composta dal D.A. e dal Dirigente DOGRU, sarà opportuno che preveda l’integrazione con rappresentanti del personale t.a. proveniente dalle Presidenze di Facoltà, Segreterie Studenti, Dipartimenti, dalle rsu di Ateneo, rps ecc.. Immaginiamo che la commissione potrà anche articolarsi in più gruppi di lavoro, specializzati nelle varie aree di competenza con i relativi rappresentanti, con il fine di studiare e concretizzare i passaggi alle nuove strutture, le quali dovranno garantire la funzionalità dei servizi sin d’ora erogati agli utenti.
Riteniamo importante sottolineare che per il corretto raggiungimento di questo obiettivo è necessario, oltre alla massima condivisione, un approfondito studio dei flussi e dei processi che regolano i servizi erogati.
La commissione, inoltre, dovrà continuare la sua attività anche nel periodo seguente alla ristrutturazione, con il compito di vigilare la sua corretta applicazione, modificare e correggere eventuali anomalie.
In particolare, si evidenzia la criticità del passaggio delle competenze, attualmente svolte dalle presidenze, ai nuovi dipartimenti (in particolare per la parte che riguarda la didattica), criticità che si potrebbero prevenire proprio con la partecipazione alla commissione di rappresentanti di questo personale.
Tutto il personale che sarà assegnato alle nuove strutture dovrà essere formato con precisi corsi di formazione, da svolgersi possibilmente prima della mobilità e con la previsione di forme di assistenza successiva durante durante la fase di avvio dell’attività nella nuova struttura.
Per formazione si intende corso di addestramento con docenti interni o esterni, teorico e pratico sulle attività da svolgere, con rilascio di certificazione finale valida anche ai fini della carriera personale (PEV e PEO). Inoltre i formatori interni dovranno ricevere incarico ufficiale e retribuzione ai sensi del CCNL di comparto.
A nostro avviso sarà importante prevedere una precisa tempistica della realizzazione della ristrutturazione, che dovrà articolarsi in più fasi correlate ai vari stadi della soppressione delle attuale strutture, Dipartimenti e Facoltà, senza dimenticare che attualmente le strutture di servizi stanno già vivendo particolari criticità e complessità dovute a precedenti riforme e intoppi vari nei servizi informativi recentemente acquisiti.
1. Una volta giunti alla individuazione dei nuovi dipartimenti, secondo le linee guida, si dovranno verificare criticità quali quelle legate a sedi, uffici, biblioteche, assegnazione del personale, sostenibilità dei costi.
2. Quindi andrà attivata la Commissione tecnica con i suoi gruppi di lavoro.
3. Saranno attivati i Corsi di formazione per il personale che preventivamente avrà accettato le nuove destinazioni.
4. Dovranno essere adeguate le procedure informatiche rispetto alle nuove situazioni ma soprattutto risolti i problemi connessi al nuovo sistema informativo della didattica.
5. Approvati i nuovi Dipartimenti e dopo un primo periodo di rodaggio, in ultima istanza si potrà procedere al passaggio delle competenze didattiche dalle presidenze ai dipartimenti sotto la supervisione del personale riqualificato, mantenendo ove possibile un doppio binario.
6. Superato questo ultimo scoglio sarà fattibile lo scioglimento delle facoltà.
Riteniamo, in conclusione, che la condivisione di queste indicazioni possano giovare ad un sereno ma soprattutto efficace passaggio dalla vecchia organizzazione delle strutture dell’ateneo ad una nuova. Il fine di tutti infatti è quello di migliorare le performance dei servizi dell’ateneo cui il personale pta/cel è preposto e nel contempo migliorare le condizioni di lavoro di ciascuno. Un peggioramento di quest’ultime, sia come presupposto che come realtà susseguente, non potrebbe avere di conseguenza un miglioramento della performance dei servizi.
Giungere invece ad una trasformazione, decisa senza il coinvolgimento del personale, rischia di essere massimamente critica e di configurarsi più come un danno che un beneficio per tutti.
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