tedesco in rete
glossario
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1
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A
Ablaut
vedi
apofonia
Abtönungspartikeln
Le
Abtönungspartikeln
, tradotto alla lettera "particelle di intonazione", sono una categoria che non esiste in italiano.
Le
Abtönungspartikeln
non appartengono a nessuna categoria grammaticale: non sono per esempio degli aggettivi o delle particelle modali, in quanto hanno soltanto la capacità di cambiare l'intenzione comunicativa dell' intera frase.
Sotto il punto di vista semantico sono paragonabili alle
Modalpartikeln
che però appartengono ad una precisa categoria grammaticale (
avverbi
) e ricoprono un preciso ruolo sintattico (
complemento di modo
).
22_05
Abtönungspartikeln
accusativo
L'accusativo è il caso in cui solitamente viene espresso l'oggetto del verbo. L'accusativo può svolgere le seguenti funzioni: far da
Akkusativ-Ergänzung
, ossia da complemento della frase
nome del predicato
, con quei verbi che reggono un doppio accusativo, oppure può servire ad esprimere dei complementi
complemento di tempo
.
03_06 I casi
20_01 La valenza al caso puro
Adverbialbestimmung
Le
Adverbialbestimmungen
(alla lettera: le "indicazioni avverbiali") sono dei
costituenti
facoltativi della frase, ossia delle parti del discorso non obbligatorie per la struttura della frase, ma essenziali per l'indicazione comunicativa.
Sotto il punto di vista
sintattico
le
Adverbialbestimmungen
non sono altro che gli avverbi nella loro funzione di
Angaben
.
22_03
Adverbialbestimmungen
affisso
L'affisso è un elemento morfologico che modifica sul piano formale e semantico la radice di una parola. In termini linguistici si parla di processo di affissazione.
Gli affissi si suddividono in:
prefissi
,
suffissi
e infissi.
14_02 La tipologia del verbo
aggettivo
L'aggettivo è quella parte del discorso che si accompagna al nome con il quale forma il
sintagma nominale
oppure al verbo, con il quale forma l'
aggettivo predicativo
.
Unendosi a uno di questi due elementi l'aggettivo dipende sintatticamente da loro.
In tedesco l'
aggettivo attributivo
declina seguendo le indicazioni del
sintagma nominale
da cui dipende; in caso di dipendenza dal verbo (
aggettivo predicativo
), l'aggettivo non flette.
L'aggettivo flette inoltre secondo i gradi di
comparazione
(= groß - größer - am größten)
.
04_01 Introduzione
aggettivo attributivo
L'aggettivo attributivo è l'aggettivo che si trova all'intero del
sintagma nominale
, ossia tra l'
articolo
e il
nome
, e che declina secondo il gioco dei
tratti distintivi
.
02_01 Sintagma nominale
04_03 L'aggettivo all'interno del sintagma nominale
aggettivo predicativo
L'aggettivo predicativo è quell'aggettivo che si trova fuori dal sintagma nominale e che assieme al verbo forma il predicato della frase (
Prädikativ
).
In tedesco, a differenza dell'italiano, l'aggettivo predicativo non concorda.
Per esempio: l
e
scarp
e
sono bell
e
die Schuhe sind schön
02_01 Sintagma nominale
04_02 La declinazione dell'aggettivo
aggettivo sostantivato
L'aggettivo sostantivato è un aggettivo o un participio (presente o passato) che mantiene le caratteristiche morfologiche di un aggettivo o di un participio, ma che sintatticamente diventa un sostantivo.
Cambiando categoria sintattica l'aggettivo sostantivato si scrive con la lettera maiuscola, ma si declina come un normale aggettivo.
Per esempio:
der Angestelle, ein Angestellte
r
05_03 La declinazione degli aggettivi sostantivati
agglutinazione
L'agglutinazione è un procedimento di formazione di nuove parole tramite la combinazione di elementi appartenenti alla stessa categoria oppure a categorie diverse.
Il tedesco è una lingua agglutinante e forma nuovi sostantivi o verbi tramite questo processo di agglutinazione.
Per esempio:
nome+nome:
Buch+Handlung = Buchhandlung
verbo+verbo:
spazieren+gehen = spazierengehen
avverbio+verbo:
fort+gehen = fortgehen
05_02 La formazione dei sostantivi composti
14_02 La tipologia del verbo
anafora
L'anafora è un riferimento ad un concetto già espresso nel testo (o nel discorso), per esempio: "Ho comprato un libro; voglio legger
lo
durante le vacanze." Dal contesto risulta chiaramente che la particella "
lo
" si può riferire solo al libro appena comprato.
In qualità di "sostituto" di una parte del discorso, l'anafora può formare un
costituente
; sotto il punto di vista morfologico l'anafora appartiene però alla
categoria vuota
.
Anafora
Angabe
L'
Angabe
, così come dice la parola stessa, è un' "indicazione", un' "informazione" molto importante dal punto di vista semantico, ma
in generale
non grammaticalmente richiesta dalla struttura del verbo della frase.
L'
Angabe
è il termine sintattico per designare le
Adverbialbestimmungen
.
L'
Angabe
corrisponde in linea di massima al nostro
complemento di tempo
complemento di causa
,
complemento di luogo
e
complemento di modo
.
01_05 I campi sintattici
22_01
Angaben
apofonia
L'apofonia
(= Ablaut)
è la variazione della vocale radicale del verbo forte nel formare i tempi del passato
(= ich tr
i
nke, ich tr
a
nk, ich habe getr
u
nken; ich g
e
he, ich g
i
ng, ich bin geg
a
ngen; ...).
Per formare correttamente i tempi del passato di questi verbi bisogna conoscerne il loro
paradigma
.
01_03 La flessione del verbo forte
15_03 Verbi forti
apposizione
L'apposizione è un elemento sintattico che aggiunge un'informazione supplementare a un altro elemento della frase (soggetto o complementi).
L'apposizione concorda nel
caso
con il nome a cui si riferisce.
20_04 Apposizione
articolo
E' la parola che determina genere, numero e caso del sostantivo tedesco.
Il tedesco distingue come in italiano tra
articolo determinativo
e
articolo indeterminativo
.
Il tedesco conosce una forma di articolo non presente in italiano che segnala la non esistenza del sostantivo
articolo negativo
kein
.
03_01 Articolo-Introduzione
articolo determinativo
L'articolo determinativo è quella parola che si premette al nome per indicarlo in modo determinato; in tedesco
der, die, das
.
03_01 Articolo-Introduzione
03_02 Articolo determinativo e indeterminativo
articolo indeterminativo
L'articolo indeterminativo è quella parola che si premette al nome per indicarlo in modo non determinato, non preciso; in tedesco
ein, eine, ein.
03_02 Articolo determinativo e indeterminativo
articolo negativo
kein
Il tedesco, oltre all'articolo determinativo e indeterminativo, conosce anche un articolo negativo, capace di aprire il sintagma nominale.
03_03 L'articolo negativo
kein
aspetto morfologico
L'aspetto morfologico è l'insieme delle informazioni grammaticali (= genere, numero caso, modo, tempo, persona, ...) che si possono ricavare da una parola osservandone il suo aspetto.
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
aspetto sintattico
L'aspetto sintattico è la qualità di una parola (o di un gruppo di parole) all'interno dell'analisi logica della frase, ossia la definizione delle parole nel loro ruolo di
costituente
.
Non tutte le parole possono assumere il ruolo sintattico di soggetto, complemento oggetto, o dei vari complementi di tempo, modo, luogo, ...
La definizione sintattica di una parola è di fondamentale importanza per stabilire il suo posto all'interno dell'ordine della frase.
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
attributo
L'attributo è una parola o un gruppo di parole che si associano ad un sostantivo, ad un aggettivo o ad un avverbio per determinarne meglio il significato.
L'attributo dipende sempre sintatticamente da un nome, e non è mai richiesto dalla struttura della frase.
Gli attributi possono essere preposti o posposti al nome a cui si riferiscono.
20_03 L'attributo
ausiliare
Nella classificazione generale del verbo gli ausiliari
(= Hilfsverben)
rappresentano una sottocategoria di verbi con significato autonomo, i quali possono ricorrere in combinazione con altri verbi nella formazione del
predicato verbale
.
Il tedesco conosce tre ausiliari
sein
,
haben
,
werden
per formare i tempi composti.
Inoltre conosce altri dieci ausiliari, detti
modali
o
semi-modali
:
dürfen, können, mögen, müssen, sollen, wollen, brauchen, lassen, heißen, tun.
09_01 Introduzione
avverbio
L'avverbio è la parte invariabile del discorso che ha la funzione di modificare o di determinare il significato di un verbo, di un sostantivo, di un aggettivo, oppure di un altro avverbio.
Nel suo aspetto morfologico di elemento di specificazione, l'avverbio può formare un
attributo
preposto o posposto all'elemento di riferimento.
Dal punto di vista sintattico l'avverbio può formare un
costituente
ed è quindi in grado di coprire il ruolo di un'
Angabe
, ossia di un complemento facoltativo.
Sotto il punto di vista semantico in tedesco, così come in italiano, esistono vari tipi di avverbi: avverbi di tempo, modo, luogo, causa, concessivi, condizionali e consecutivi.
22_02 L'avverbio
avverbio pronominale
L'avverbio pronominale
(= Pronominal-Adverb)
è un
costituente
, ossia un elemento sintattico in grado di sostituire una
Präpositional-Ergänzung
(
caso preposizionale
).
L'avverbio pronominale è formato da una parte avverbiale
da-
seguita dalle varie preposizioni
(= dabei, davon, dazu,...)
. Nel caso in cui la preposizione inizi con una vocale si aggiunge una
-r-
tra l'avverbio
da-
e la preposizione
(= da
r
an, da
r
auf, da
r
über,...)
.
Non è possibile tradurre il
Pronominaladverb
in italiano, poiché anche in tedesco è un elemento che morfologicamente non ha nessun significato, ma che sintatticamente è in grado di coprire un posto sintattico, essendo "la brutta copia" di un'intera
Präpositional-Ergänzung
.
21_02 La valenza preposizionale
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B
brauchen
Il verbo
brauchen
si trasforma in un semi-modale solo se usato in una frase negativa
(= nicht brauchen)
e non forma con il verbo pieno un'autentica parentesi verbale (
Verbalklammer
).
Di conseguenza il semi-modale
(nicht) brauchen
non elimina la particella sintattica
zu
, anche se nel parlato si tende sempre di più a toglierla. Nei tempi composti
brauchen
forma insieme al verbo pieno il cosiddetto doppio infinito
(= Wir haben nicht (zu) kommen brauchen).
11_03 Semi-modali
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C
campo sintattico
Il campo sintattico è un settore in cui gli elementi sono legati tra di loro da particolari rapporti sintattici. La frase tedesca è composta da ben tre campi sintattici, ognuno dei quali contiene elementi che svolgono un preciso ruolo sintattico all'interno della frase: il
Vorfeld
(= S)
è il campo sintattico riservato al soggetto della frase; il
Mittelfeld
(= O)
è il campo sintattico riservato ai vari complementi (obbligatori e facoltativi) della frase; a questi si aggiungono i due campi della parentesi verbale
Verbalklammer
, suddivisa in
V1
(= flessione del verbo) e
V2
(= posto originario del verbo), riservato come campo sintattico al predicato.
L'ordine fondamentale
SOV
si ripropone nel
Nachfeld
, il campo sintattico riservato alle frasi secondarie.
01_05 I campi sintattici
24_02 La costruzione della frase secondaria
caso
Il caso è l'aspetto morfologico assunto da una parola in relazione ad una determinata funzione grammaticale. In tedesco i casi sono quattro: nominativo, accusativo, dativo, genitivo.
03_06 I casi
caso puro
Il caso puro corrisponde alla declinazione del nome. Il tedesco distingue quattro casi:
nominativo
,
accusativo
,
dativo
,
genitivo
.
Sotto il punto di vista sintattico il caso puro può corrispondere alla valenza del verbo, se quest'ultimo richiede una reggenza al caso puro
(= Ich lese
den Brief
)
.
03_06 I casi
20_01 Introduzione
caso preposizionale
Il caso preposizionale è l'aspetto morfologico richiesto dalla valenza del verbo. Il caso preposizionale è introdotto da una
preposizione
seguita da un
caso
(= Ich antworte
auf die Frage
)
.
03_06 I casi
21_01 Introduzione
categoria aperta / categoria chiusa
La categoria aperta è una classe di parole che accetta facilmente nuove voci (= neologismi), ad esempio, nomi, verbi, aggettivi, avverbi.
La categoria chiusa è invece una classe di parole in cui non entrano facilmente nuove voci. Alla categoria chiusa fanno parte tutte le parole funzionali, ossia gli articoli, i pronomi, le preposizioni, le congiunzioni e le esclamazioni.
07_01 Introduzione
categoria piena / categoria vuota
La categoria piena è una
categoria aperta
, ossia una classe di parole autonome sia sotto il punto di vista morfologico che semantico.
"Pieni" sono i nomi, i verbi, gli aggettivi e gli avverbi. La lingua può creare facilmente nuove voci "piene", anche prendendo in prestito voci da lingue straniere (= neologismi), mantenendole inalterate (per esempio: il
mouse
), oppure adattandole alle proprie regole (per esempio: "resettare/risettare" da to
reset
).
La categoria vuota è formata da parole appartenenti alla
categoria chiusa
, ossia da parole funzionali, dotate solo di informazione grammaticale o sintattica, ma priva di un significato autonomo. "Vuoti" sono per esempio gli articoli, i pronomi, le preposizioni, le congiunzioni e le esclamazioni.
Categoria piena e categoria vuota
categoria morfologica
La categoria morfologica definisce le parole in base all'analisi grammaticale (= nome, aggettivo, verbo, preposizione, avverbio, ...).
La categoria morfologica si divide in
categoria aperta
(= nomi, verbi, aggettivi, avverbi) e in
categoria chiusa
(= parole funzionali come articoli, preposizioni, pronomi, congiunzioni ed esclamazioni).
07_01 Introduzione
categoria semantica
La categoria semantica è un concetto logico: raggruppa diverse categorie di parole non secondo la loro definizione grammaticale oppure secondo il loro comportamento sintattico, ma solo secondo una comune funzione semantica.
Si parla di categoria semantica soprattutto in riferimento ai
pronomi
. I singoli pronomi possono appartenere alle categorie grammaticali più svariate (per esempio ai nomi, agli articoli, agli aggettivi) e di conseguenza mostrare diversi comportamenti sintattici; sotto il punto di vista semantico tutti i pronomi svolgono però la stessa funzione, ossia quella di fornire un riferimento preciso a persone o a cose.
Sempre di categoria semantica si parla in riferimento ai
Funktionsverben
che sono verbi normali a tutti gli effetti per quanto riguarda la grammatica e la sintassi, ma che sotto il punto di vista semantico risultano come "indeboliti" e che quindi abbisognano di un'integrazione nominale per formare il predicato.
05_05 I pronomi
16_05
Funktionsverben
comparativo / comparazione
La comparazione è un confronto tra due unità o due gruppi. Il confronto si può ottenere attraverso un aggettivo, un participio con valore di aggettivo, oppure attraverso una frase di comparazione.
04_05 Il comparativo
comparativo di maggioranza
Il comparativo di maggioranza si ottiene quando la qualità espressa dall'aggettivo si afferma in grado maggiore in una delle due persone o cose.
In tedesco questo tipo di comparazione è espresso direttamente dalla declinazione dell'aggettivo
(= groß - größer; klein - kleiner; alt - älter;...).
04_05 Il comparativo
comparativo di minoranza
Il comparativo di minoranza si ottiene quando la qualità espressa dall'aggettivo si afferma in grado minore in una delle due persone o cose.
Per esprimere questo tipo di comparazione, il tedesco ricorre, come l'italiano, all'aiuto di appositi avverbi
(= groß -
weniger
groß; leicht -
weniger
leicht; ...)
04_05 Il comparativo
comparativo di uguaglianza
Il comparativo di uguaglianza si ottiene quando la qualità espressa dall'aggettivo si afferma uguale nelle due persone o cose.
04_05 Il comparativo
complemento
vedi:
Ergänzung / Angabe
complemento di causa
Il complemento di causa
(= Kausal-Angabe)
è un
costituente
facoltativo. Esso può essere formato da un'espressione avverbiale
(= deswegen, deshalb)
, ma di norma è espresso tramite un sintagma nominale introdotto da una precisa preposizione.
Le preposizioni più frequenti per indicare la causa oggettiva sono:
aufgrund + gen
(= a causa di),
infolge + gen
(= a causa di, per)
wegen + gen/dat
(= a causa di, per). Le preposizioni per indicare le cause a valutazione soggettiva sono:
aus
e
vor
(senza uso di articolo).
Molto spesso il complemento di causa viene espresso tramite un'appropriata frase secondaria
22_03
Adverbialbestimmungen
complemento di luogo
Il complemento di luogo (=
Ortsangabe
oppure
Lokal-Angabe
) è un
costituente
facoltativo. Esso può essere formato sia da espressioni avverbiali sia (molto più spesso) da sintagmi nominali introdotti da una preposizione seguita da un caso che, nelle accezioni di luogo, può variare.
I due casi che si trovano con le
Lokal-Angaben
sono l'accusativo e il dativo.
In linea di massima il complemento di "moto a luogo" richiede l'accusativo, il complemento di "stato in luogo" invece il dativo.
22_03
Adverbialbestimmungen
complemento di modo
Il complemento di modo
(= Modal-Angabe)
è un
costituente
facoltativo. Esso può essere formato sia da espressioni avverbiali che da sintagmi nominali introdotti da un'apposita preposizione. Spesso si ricorre a precise
particelle modali
per aggiungere alla frase un'ulteriore informazione, non riferita direttamente al soggetto della frase, bensì alla valutazione dell'operato tramite una terza persona sottintesa nel contesto
(= Er kommt
vermutlich: ich
vermute, dass
er
kommt)
.
22_04
Adverbialbestimmungen
complemento di tempo
Il complemento di tempo (=
Zeitangabe
oppure
Temporal-Angabe
) è un
costituente
facoltativo. Esso può essere formato sia da espressioni avverbiali che da sintagmi nominali al
caso puro
(= accusativo o genitivo) oppure al
caso preposizionale
.
I sintagmi nominali al caso puro indicano in linea di massima la funzione di tempo continuato (o generico), i sintagmi nominali introdotti da una preposizione invece indicano di norma una funzione di tempo preciso e determinato.
22_03
Adverbialbestimmungen
complementatore
Il complementatore è una
congiunzione subordinante
. In tedesco la frase subordinata introdotta da un apposito complementatore rende visibile in modo chiaro l'originario ordine
SOV
, poiché questo elemento linguistico blocca la risalita del verbo flesso. Infatti, la flessione del verbo, nella frase principale in posizione
V1
, non è altro che il complementatore strutturante dell'intera proposizione, che suddivide il campo sintattico del soggetto
(= Vorfeld)
da quello riservato ai complementi
(= Mittelfeld)
creando la tipica parentesi verbale tra
V1
e
V2
, il posto originario del verbo.
La congiunzione subordinante che si posiziona esattamente nella posizione di
V1
, bloccando l'accesso al verbo flesso, mette in evidenza la posizione originaria di quest'ultimo all'estrema destra della frase secondo l'ordine
SOV
.
24_01 Introduzione - La funzione dei complementatori
condizionale
Il condizionale è in italiano un modo del verbo. In tedesco il condizionale non è presente come categoria grammaticale ben definita, ma solo come indicazione semantica. Il condizionale italiano viene reso in tedesco di norma con le varie forme del
Konjunktiv 2
.
Attenzione richiede solo il diverso comportamento dell'italiano per quanto riguarda l'uso del condizionale in particolari contesti come per esempio il
discorso indiretto
. In questo caso al condizionale passato può essere affidato un'informazione che in realtà si riferisce ad un'azione futura, in tedesco mai traducibile con una forma del
Konjunktiv 2
.
Per esempio:
Disse che domani
sarebbe arrivato
tardi:
Er sagte, dass er morgen spät
kommen werde
.
15_02 Coniugazione del verbo
15_02 Coniugazione del verbo
congiuntivo
vedi:
forme del congiuntivo
congiunzione
La congiunzione è un elemento invariabile con la funzione di raccordare parole, sintagmi o proposizioni all'interno di una stessa frase. Le congiunzioni, essendo elementi della struttura sintattica, non sono mai costituenti.
Il tedesco distingue tra
congiunzione coordinante
e
congiunzione subordinante
, a seconda della gerarchia sintattica delle singole proposizioni messe in rapporto dalle apposite congiunzioni.
Sotto il punto di vista semantico le congiunzioni possono essere:
causali
(= weil, da, zumal, denn),
finali
(= damit, um ... zu),
concessive
(= obwohl, obgleich, zwar ... aber, auch wenn, selbst wenn),
consecutive
(= ..., so dass, ),
condizionali
(= wenn, falls, sofern, im Falle, dass, es sei denn),
modali
(= indem, dadurch, dass, ... ohne, dass, statt desse, wie, als, je ... desto, je nachdem),
temporali
(= während, solange, als, wenn, sooft, immer wenn, nachdem, sobald, wie, seitdem, seit, bis, bevor, ehe)
.
23_02 La costruzione della frase principale | Lista delle congiunzioni coordinanti
congiunzione coordinante
La congiunzione coordinante è un elemento invariabile con la funzione di raccordare parole, sintagmi o proposizioni della stessa qualità sintattica all'interno di un'unica frase. In tedesco, la congiunzione coordinante non può essere considerata un
complementatore
, in quanto non crea nessuna dipendenza sintattica tra i singoli elementi raccordati. La congiunzione coordinante non ha alcuna ripercussione sull'ordine sintattico della frase introdotta da essa.
23_02 La costruzione della frase principale | Lista delle congiunzioni coordinanti
congiunzione subordinante
La congiunzione subordinante è un elemento invariabile con la funzione di raccordare proposizioni di qualità sintattica diversa all'interno di un'unica frase. In tedesco, la congiunzione subordinante ricopre la funzione di un
complementatore
, in quanto crea un nesso sintattico ben preciso tra la frase principale e la frase secondaria introdotta da essa. La congiunzione subordinante introduce il campo sintattico del
Nachfeld
, bloccando nella sua qualità di complementatore, la risalita del verbo flesso. Nell'ordine sintattico del
Nachfeld
si vede quindi in modo evidente l'originario ordine
SOV
.
24_02 La costruzione della frase subordinata | Lista delle congiunzioni subordinanti
coniugazione
La coniugazione è la
flessione del verbo
, ossia la variazione morfologica secondo le categorie del tempo (= presente, perfetto, futuro, ...) del modo (= indicativo, congiuntivo, imperativo), della persona (= prima persona, seconda persona, ...) e del numero (= singolare, plurale).
Il tedesco distingue tra la
coniugazione del verbo debole
e la
coniugazione del verbo forte
.
15_02 La coniugazione del verbo
coniugazione del verbo debole
Il verbo debole coniuga secondo un sistema regolare, basato su un'unica radice per la formazione di tutto il paradigma. La stragrande maggioranza dei verbi tedeschi segue la coniugazione debole. La categoria dei verbi deboli è una classe morfologicamente aperta, ossia capace di formare nuove voci, per esempio adattando al tedesco verbi provenienti da lingue straniere (=
mailen
dall'inglese
to mail
,
verlinken
sempre dall'inglese, ...).
15_04 Verbi deboli
coniugazione del verbo forte
Il verbo forte coniuga come un verbo normale, ma si distingue da quello debole, perché è caratterizzato dall'alternanza della vocale tematica (
apofonia
) al
Präteritum
ed al
participio passato
.
Per coniugare correttamente i verbi forti bisogna essere a conoscenza del loro
paradigma
.
15_03 Verbi forti
coniugazione mista del verbo
I verbi misti coniugano secondo il sistema della
coniugazione del verbo forte
, presentando l'
apofonia
nei tempi del passato. Formano però il
Präteritum
e il
participio passato
con le desinenze del
verbo debole
. Per coniugare correttamente un verbo misto bisogna essere a conoscenza dell'intero
paradigma
del verbo.
15_05 Verbi misti
costituente
Il costituente è un concetto dell'analisi
logica
della frase. In parole semplici il costituente "costituisce" una parte del discorso, ossia il soggetto, il predicato oppure il complemento. Sotto il punto di vista morfologico il costituente può essere rappresentato sia da una sola parola oppure (più spesso) da un gruppo di parole con una precisa funzione sintattica.
Il costituente
criterio morfologico
Il criterio morfologico si basa sull'
aspetto morfologico
dei singoli componenti della frase, ossia se le parole che concretamente formano le varie parti del discorso appartengano alla
categoria piena
o a quella
vuota
.
Il criterio morfologico è fondamentale per stabilire l'
ordine degli elementi nel
Mittelfeld
.
18_03 Il criterio morfologico
22_01 Introduzione
criterio sintattico
Il criterio sintattico stabilisce l'
ordine degli elementi nel
Mittelfeld
, quando all'interno della frase sono presenti contemporaneamente
Angaben
e
Ergänzungen
, oppure solo
Angaben
di natura diversa, ma tutte formate da parole appartenenti alla
categoria piena
.
18_03 Il criterio sintattico
22_01 Introduzione
criterio
Thema-Rhema
Il
criterio
Thema-Rhema
è assieme al
criterio morfologico
e al
criterio sintattico
, un criterio per stabilire l'ordine degli elementi nominali all'interno del
Mittelfeld
.
Il
criterio
Thema-Rhema
è un criterio di ordine semantico e stabilisce che gli elementi noti (= il
Thema
) al parlante o all'interlocutore siano disposti a sinistra del
Mittelfeld
, mentre le informazioni nuove (= il
Rhema
) tendono a destra, il più vicino possibile al verbo (=
V2
).
Elementi morfologici che segnalano la presenza di
Rhema
sono per esempio l'articolo indeterminativo
(= der Roman
ein
Roman)
, sintagmi preposizionali
(= ich schreibe einen Roman
ich schreibe
an
einem Roman)
, varie apposizioni posposte
(= Ich schreibe an einem Roman
ich schreibe an einem Roman
über
den Untergang der Titanic)
. Più un elemento è portatore di Rhema, più deciso è il suo movimento verso destra.
23_02 La costruzione della frase principale
A
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B
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C
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D
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E
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F
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G
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H
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I
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Q
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T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
D
dativo
Il dativo viene solitamente attribuito al complemento di termine italiano. In tedesco, il dativo può avere la funzione di
Dativ-Ergänzung
, ossia di complemento della frase. Non pochi verbi richiedono obbligatoriamente la valenza al dativo
(= Ich helfe
dir
, ich begegne
ihm
)
oppure come reggenza facoltativa accanto alla valenza all'accusativo
(= Ich gebe
dir
das Buch, ich erzähle
ihm
eine Geschichte, ...).
03_06 I casi
20_01 La valenza al caso puro
declinazione
La declinazione è la variazione morfologica (
flessione
) di un articolo, nome o aggettivo (se in posizione attributiva) per mezzo della quale vengono espresse le funzioni morfosintattiche della parola (= caso, genere, numero).
04_01 Introduzione
declinazione dell'aggettivo
La declinazione dell'aggettivo è la
flessione
dell'
aggettivo attributivo
secondo il gioco dei
tratti distintivi
. In tedesco declina solo l'aggettivo in posizione attributiva, ossia all'interno del sintagma nominale. In posizione predicativa l'aggettivo non flette.
04_02 La declinazione dell'aggettivo
declinazione del nome
La declinazione del nome è la flessione del
nome
, secondo il genere, numero e caso. Il nome maschile e neutro possono seguire al singolare una declinazione forte, debole o mista, mentre il nome femminile al singolare non flette.
Al plurale tutti i nomi, indipendentemente dal loro genere, flettono secondo ben sette categorie diverse.
05_04 La declinazione del nome
derivazione
La derivazione è un processo di formazione di nuove parole attraverso l'affissazione (
affisso
).
In tedesco il processo di derivazione è particolarmente attivo nella formazione di nuovi verbi
(= stehen: aufstehen, verstehen, bestehen, gestehen, ...).
14_01 Introduzione
14_02 La tipologia del verbo
determinanti
I determinanti sono l'insieme di tutte le varie categorie che possono fungere da articoli e introdurre un sintagma nominale. All'interno di questa categoria vige una gerarchia ben precisa.
I determinanti oltre a svolgere la funzione di articoli svolgono anche quella di
pronome
.
03_04 I determinanti
La gerarchia tra i determinanti
dieresi
La dieresi
(= Umlaut)
è il segno grafico che segnala la palatalizzazione della vocale. Il tedesco non conosce consonanti palatalizzate come l'italiano (= in campo/in
c
iampo); il fenomeno della palatalizazione ha invece coinvolto il sistema vocalico creando le seguenti forme:
<a>
<ä>,
<o>
<ö>,
<u>
<ü>.
La dieresi può caratterizzare la declinazione del nome (=
Gast
Gäste
, ma:
Tag
Tage
), dell'aggettivo comparato (=
groß
größer
) oppure la coniugazione del verbo forte (=
trage
trägst
, ma:
frage
fragst
).
15_01 Introduzione
15.03 Verbi forti
discorso indiretto
Il discorso indiretto è un modo per riportare o citare enunciati. Di norma una frase riportata da un'altra persona non viene riprodotta tale e quale nel racconto, ma viene spesso introdotta da un elemento subordinante (per esempio:
er hat gesagt, dass ...
).
In tedesco in discorso indiretto viene espresso con il
Konjunktiv 1
.
15_02 La coniugazione del verbo
dürfen
l verbo
dürfen
esprime in linea di massima la modalità del permesso. Se viene usato al
Konjunktiv 2
aggiunge all'indicazione di modalità intrinseca al verbo modale un ulteriore informazione, e cioè la valutazione soggettiva espressa da chi parla.
Nel suo aspetto modale
dürfen
forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale (
Verbalklammer
). Se il modale
dürfen
viene usato con l'
infinito
presente di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale
dürfen
con
infinito passato
esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
11_04 Il modale con l'infinito passato
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
E
Ergänzung
L'
Ergänzung
(alla lettera: il "completamento") è il sintagma nominale richiesto in maniera obbligatoria dalla struttura del verbo. Sotto il punto di vista dell'analisi logica corrisponde al complemento oggetto della lingua italiana, solo che il tedesco conosce
Ergänzungen
per esempio anche al dativo o a vari casi preposizionali.
L'
Ergänzung
è l'elemento morfologico (
reggenza
) che riempie il posto sintattico creato dalla
valenza
del verbo.
Il tedesco distingue tra
Ergänzung
al caso puro
e
Ergänzung
al caso preposizionale
.
19_01 Introduzione
20_01 Caso puro
21_01 Caso preposizionale
Ergänzung
al caso puro
L'
Ergänzung
al caso puro è il sintagma nominale richiesto in maniera obbligatoria dalla struttura del verbo (
reggenza
) e formato direttamente dalla declinazione del nome
(= Ich lese
den Brief
)
.
Il tedesco conosce
Ergänzungen
al
nominativo
,
accusativo
,
dativo
,
genitivo
.
20_01 Caso puro
20_02 La valenza al caso puro
Ergänzungen
al caso preposizionale
L'
Ergänzung
al caso preposizionale è il sintagma nominale richiesto in maniera obbligatoria dal verbo (
reggenza
) e introdotto da una precisa
preposizione
seguita da un caso.
21_01 Caso preposizionale
21_02 La valenza al caso preposizionale
Es
vedi:
pronome
es
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
F
flessione
La flessione è quel processo morfologico che consiste nell'aggiungere alla radice di determinate parole, come per esempio il verbo o il nome, quegli affissi o quelle desinenze che servono ad esprimere le diverse caratteristiche morfologiche. La flessione del verbo
coniugazione
varia la persona, il numero, il tempo ecc., la flessione del nome
declinazione
varia invece genere, numero e caso.
01_03 La flessione
flessione del verbo
La flessione del verbo è il modo in cui un verbo (forte, debole o misto) coniuga.
01_03_La flessione
flessione del verbo composto
I verbi composti sono il risultato della combinazione del verbo base con parole appartenenti a categorie grammaticali diverse (= fenomeno dell'
agglutinazione
) oppure combinazioni del verbo base con affissi di derivazione (= fenomeno di
derivazione
).
I verbi composti possono essere
separabili
o
inseparabili
.
Nella flessione dei verbi composti flette solo la parte verbale, e in caso di verbo separabile la parte flessa del verbo risale in
V1
, mentre la parte non coniugabile rimane in
V2
, posto sintattico originario del verbo
(= Ich stehe gern früh auf)
.
01_03 La flessione
flessione del verbo debole
vedi:
coniugazione del verbo debole
flessione del verbo forte
vedi:
coniugazione del verbo forte
forme del congiuntivo
Il congiuntivo tedesco segnala solo un modo (=
Möglichkeitsform
, alla lettera: la "forma della possibilità) e non associa alle forme del congiuntivo alcun valore di tempo.
Di conseguenza il tedesco non distingue come in italiano tra congiuntivo presente e passato, ma tra due forme
Konjunktiv 1
e
Konjunktiv 2
.
Entrambi, il congiuntivo 1 e il congiuntivo 2, conoscono una forma semplice e una forma composta.
Le forme del congiuntivo 1 vengono utilizzate per riportare il discorso indiretto, ossia per riportare in modo neutrale ciò che un'altra persona ha detto. Le forme del congiuntivo 1 si trovano quasi esclusivamente nella lingua scritta, in modo particolare nel linguaggio giornalistico.
Il congiuntivo 2 è il vero congiuntivo tedesco e serve ad esprimere due aspetti modali:
La forma semplice, ricavata dal
Präteritum
, esprime possibilità
(= Potentialis)
.
La forma composta, ricavata dal piuccheperfetto, esprime irrealtà
(= Irrealis)
.
Il congiuntivo 2 è usato anche per esprimere delle richieste cortesi.
09_03 La formazione del congiuntivo
forme del passivo
Il tedesco conosce due forme di passivo: il
Vorgangspassiv
e il
Zustandspassiv
.
Il
Vorgangspassiv
si forma con l'ausiliare
werden
+ il
participio passato
del verbo; questa forma è il vero passivo che deriva dalla trasformazione di una frase attiva in passiva.
Il
Zustandspassiv
si forma con l'ausiliare
sein
+ il
participio passato
del verbo; questa forma di passivo non deriva direttamente dalla trasformazione di una frase attiva, ma descrive normalmente solo lo "stato" derivato da un'azione.
Il
Zustandspassiv
, essendo formato con l'aiuto dell'ausiliare
sein
+ participio passato del verbo, si avvicina spesso alle forme del
predicato nominale
.
Per esempio:
Ich öffne das Fenster
(= frase attiva),
Das Fenster
wird geöffnet
(= Vorgangspassiv),
Das Fenster
ist geöffnet
(= Zustandspassiv),
Das Fenster
ist offen
(= predicato nominale).
07_01 Introduzione
09_04 La formazione del passivo
frase
La frase è un'unità linguistica indipendente e di senso compiuto. La frase è composta da due grandi sintagmi:
sintagma nominale
e il
sintagma verbale
.
23_01 introduzione
24_01 Introduzione
frase affermativa
La frase affermativa è una
frase principale
con significato positivo, ossia senza l'elemento di
negazione
all'interno dell'unità sintattica.
23_02 La costruzione della frase principale
frase imperativa
La frase imperativa è una
frase principale
che esprime un ordine o un'intimazione. La costruzione della frase imperativa vede il verbo flesso (
V2
) direttamente all'inizio della frase e il soggetto, se espresso (= solo in caso di forma di cortesia), spostato obbligatoriamente nel
Mittelfeld
, come se il
Vorfeld
fosse occupato da un agente sintattico invisibile. Il comportamento sintattico della frase imperativa assomiglia a quello analogo della
frase interrogativa
in caso di domanda sì/no.
23_02 La costruzione della frase principale
frase interrogativa
La frase interrogativa è una frase che pone una domanda. Esistono due tipi di frasi interrogative: le frasi interrogative che chiedono informazioni su una cosa o su una persona, oppure le frasi interrogative che richiedono una risposta positiva (= "sì") o negativa (= "no").
Nel primo caso la frase interrogativa è introdotta dall'apposito
pronome interrogativo
(= wer? was? wieviel? ...)
che costituisce un
costituente
a tutti gli effetti. Secondo le regole sintattiche della frase principale tedesca, il pronome interrogativo copre quindi l'intero spazio disponibile all'interno del
Vorfeld
e costringe il soggetto a spostarsi nel
Mittelfeld
.
Nel secondo caso la frase inizia direttamente con il verbo flesso
(=
Hast
du Hans gesehen?)
e vede il soggetto sempre nel
Mittelfeld
, come se il
Vorfeld
fosse occupato da un agente sintattico invisibile.
La frase interrogativa indiretta, dipendente da una frase principale e introdotta da un apposito
complementatore
(= ob)
si comporta, sotto il punto di vista sintattico, come una qualsiasi frase subordinata.
23_04 La frase interrogativa
frase negativa
La frase negativa è una
frase principale
con significato negativo. La
negazione
può essere espressa tramite apposite particelle negative
(= nie, niemand, nirgends,...)
oppure negando il verbo con la particella
nicht
(= che corrisponde al "non" italiano). La particella
nicht
è sotto il punto di vista morfologico un
avverbio
che precede il verbo da negare, procedimento analogo in tedesco e in italiano.
In tedesco la
negazione del verbo
ha però particolari implicazioni sintattiche.
Non bisogna mai dimenticare che il tedesco è una lingua
SOV
, e di conseguenza il verbo si trova in ultima posizione, all'estrema destra della frase. In seconda posizione (
V1
) si colloca solo la
flessione del verbo
, mentre il verbo vero e proprio rimane sempre e comunque in
V2
. Ed è davanti a questo posto che va collocato la negazione
nicht
. In caso di tempo semplice quando l'intero verbo risale in
V1
(
risalita del verbo
), può sembrare che la negazione segua addirittura il verbo, mentre in realtà è sempre posta davanti a
V2
, la posizione originaria del verbo, che risulta non visibile, ma comunque coperta dalla
traccia
(
simbolo "zero" = Ø
) lasciata dal verbo risalito.
Per esempio:
Ich
komme
heute
nicht Ø
.
In caso di tempo semplice formato da un verbo separabile si vede chiaramente che la negazione si colloca esattamente prima del verbo, dato che la parte non coniugabile di un verbo composto non si muove dalla posizione originaria.
Per esempio:
Ich
komme
heute
nicht zurück
.
23_03 La frase negativa
frase principale
La frase principale è un'unità linguistica indipendente e di senso compiuto. Secondo l'ordine sintattico del tedesco, che è una lingua
SOV
, la frase principale prevede il soggetto (=
S
) in prima posizione, i vari complementi (=
O
) in posizione centrale e il verbo (=
V
) in posizione finale. In questo ordine di base interviene però la regola fondamentale della sintassi tedesca che muove il verbo verso sinistra (
risalita del verbo
) e lo colloca in seconda posizione sintattica, suddividendo i due
campi sintattici
riservati rispettivamente al soggetto (
Vorfeld
) e ai vari oggetti (
Mittelfeld
). Verso sinistra si muove comunque solo la
flessione
del verbo, mentre le parti con coniugate o non coniugabili del sintagma verbale rimangono nella loro posizione originaria alla fine della frase. In questo modo si genera la caratteristica parentesi verbale (
Verbalklammer
) della frase principale tedesca che vede il verbo flesso a sinistra (
V1
) e le parti non flesse del verbo a destra (
V2
) della frase, con in mezzo il campo sintattico riservato ai complementi che si trovano di conseguenza sotto il diretto e strettissimo controllo del sintagma verbale.
23_02 La frase principale
frase relativa
La frase relativa è una
frase subordinata
che però non dipende da un altro sintagma verbale, bensì da un nome, al quale si riferisce tramite l'apposito
pronome relativo
. Il pronome relativo funge da
complementatore
che blocca la
risalita del verbo
tipica delle frasi principali e genera quindi, sotto il punto di vista sintattico, un'autentica frase subordinata. La frase relativa non è però un
costituente
autonomo, in quanto si muove solo assieme al nome di riferimento, cosi come fa l'
attributo
o l'
apposizione
.
24_03 La frase relativa
frase subordinata
La frase subordinata è un'unità linguistica che dipendente da una
frase principale
, assieme alla quale forma un periodo di senso compiuto. La frase subordinata è di norma introdotta da un
complementatore
, ossia da un'apposita congiunzione subordinante che determina anche il nesso semantico tra la frase principale e la frase subordinata in questione.
In tedesco, il complementatore blocca la
risalita del verbo
che caratterizza la costruzione della frase principale, mettendo in evidenza l'originale ordine
SOV
.
La frase subordinata costituisce un
costituente
autonomo del periodo intero e può di conseguenza occupare il
Vorfeld
, costringendo in questo caso il soggetto a spostarsi nel
Mittelfeld
.
24_01 Frase subordinata
Funktionsverb
Il
Funktionsverb
, così come dice la parola stessa, è un verbo funzionale, ossia un verbo che fa da supporto a una parte nominale, con la quale forma il predicato della frase.
Dal punto di vista sintattico il
Funktionsverb
è simile ai verbi ausiliari, poiché fa da supporto ad una parte nominale, mentre dal punto di vista morfologico rimane un verbo vero e proprio (
Vollverb
).
La combinazione tra il verbo funzionale e la sua parte nominale genera una nuova struttura verbale chiamata
Funktionsverbgefüge
, alla lettera: "incastro" funzionale.
16_05
Funktionsverben
Funktionsverbgefüge
I
Funktionsverbgefüge
sono dei complessi verbali costituiti da un verbo funzionale (
Funktionsverb
) e da una parte nominale.
Dal punto di vista sintattico i
Funktionsverbgefüge
si comportano come un predicato nominale (
Prädikativ
): la parte nominale che costituisce i
Funktionsverbgefüge
è parte integrante del verbo e si posiziona in
V2
.
16_05
Funktionsverben
16_05 Il comportamento sintattico dei
Funktionsverbgefüge
futuro anteriore
Il futuro anteriore
(= Futur II)
è un
tempo composto
formato dall'ausiliare
werden
al presente più l'
infinito passato
del verbo
(= Ich werde getan haben)
.
Il futuro anteriore viene utilizzato raramente, quasi esclusivamente nella lingua scritta.
Il futuro anteriore si usa per esprimere:
un'azione compiuta nel futuro
(= In sechs Jahren werden wir unsere Wohnung abbezahlt haben)
;
una probabilità
(= Er ist in Verspätung. Er wird in einen Stau gekommen sein)
;
un forte valore ipotetico della frase
(= Tina und Peter? Ich habe lange nichts von den beiden gehört. Sie werden geheiratet haben, denke ich)
.
15_02 La coniugazione del verbo
futuro semplice
Il futuro semplice in tedesco è un
tempo composto
e si forma con l'ausiliare
werden
al presente più l'
infinito
presente del verbo.
Il futuro viene utilizzato per esprimere:
un' azione futura
(= Ich werde es morgen erledigen)
;
un' intenzione
(= Nächstes Jahr werden wir das Geschäft unserer Mutter weiterführen)
;
un' aspettativa o un timore
(= Er wird schon kommen)
;
una supposizione
(= Er ist nicht zu Hause. Er wird wohl noch beim Arzt sein)
;
un ordine impartito in maniera brusca
(= Du wirst sofort deine Stiefel ausziehen!)
.
15_02 La coniugazione del verbo
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
G
genitivo
Il genitivo viene solitamente attribuito al complemento di specificazione italiano. In tedesco, questa funzione è assorbita dall'
attributo
posposto al genitivo
(= Das Haus
des Vaters
)
.
Oltre a questa funzione il genitivo può coprire in qualità di
Ergänzung
la
valenza
di quei rari verbi che richiedono una
reggenza
al genitivo
(= ich bin mir
dessen
bewusst)
.
Il genitivo può essere utilizzato nelle espressioni di tempo determinato
(=
montags
kann ich nie)
.
03_06 I casi
20_01 La valenza al caso puro
genitivo sassone
Struttura linguistica tipica dell'inglese e del tedesco che sostituisce il complemento di specificazione italiano in caso di nomi propri.
In tedesco, il genitivo sassone si forma aggiungendo il suffisso
-s
al nome proprio (anche a quello femminile) che deve precedere il sostantivo di riferimento
(= Peter
s
Geschenk, Tina
s
Geburtstag)
.
Il genitivo sassone non tollera nessuna forma di
determinante
prima dell'intero sintagma nominale
(= *** Das Peters Geschenk)
.
03_05 Nullartikel
gerundio
Il gerundio è in italiano un modo del verbo, utilizzato in forma invariabile, specialmente nelle frasi secondarie per esprimere un valore temporale, strumentale, causale, modale e ipotetico. In italiano il gerundio si articola in un tempo presente e in un tempo passato.
In tedesco invece non esiste questo modo e per riuscire a tradurre il gerundio italiano bisogna ricorrere a delle perifrasi particolari. È comunque sempre consigliabile riformulare l'intera frase secondo normali strutture tedesche.
15_02 La coniugazione del verbo
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
H
haben
Il verbo
haben
è uno dei tre ausiliari del tedesco. Viene utilizzato per la formazione del
tempo composto
del passato.
La voce
haben
corrisponde all'ausiliare italiano "avere", conosce però un uso diverso in tedesco e in italiano.
La coniugazione dei
verbi riflessivi
richiede per esempio in tedesco l'uso dell'ausiliare
haben
(= ich
habe
mich gewaschen)
.
09_02 La coniugazione degli ausiliari
heißen
Il verbo semi-modale
heißen
segue la coniugazione forte
(= heißen - h
ie
ß - geh
ei
ßen)
, si comporta come un autentico modale in quanto forma assieme al verbo pieno la parentesi verbale (
Verbalklammer
) senza la particella sintattica zu; nei tempi composti forma con il verbo pieno il cosiddetto doppio infinito, esattamente come gli autentici modali
(= ich habe ihn
kommen heißen
)
.
In qualità di verbo modale
heißen
indica un ordine blando, un'intimazione decisa, ma formulata in maniera cortese.
Oltre all'aspetto modale, il verbo heißen può ricoprire il ruolo di verbo pieno, con accezioni completamente diverse
(= Ich heiße Tina)
.
11_03 semi-modali
Hilfsverben
vedi:
ausiliare
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
I
imperativo
L'imperativo è un modo finito del verbo che esprime un comando o un'esortazione.
L'imperativo vero e proprio conosce solo due forme, cioè la seconda persona singolare e la seconda persona plurale
(= geh!; geht!)
. Una terza forma è riservata alla forma di cortesia, in tedesco espressa tramite la terza persona plurale
(= gehen Sie bitte!)
.
L'imperativo è l'unico modo del sistema verbale tedesco a non avere il soggetto espresso nel
Vorfeld
, ma nel
Mittelfeld
.
15 02_ La coniugazione del verbo
indicativo
L'indicativo è un modo del verbo. In tedesco l'indicativo corrisponde alla
Wirklichkeitsform
, ossia alla forma "della realtà".
L'indicativo è il modo destinato all'asserzione o alla semplice presentazione di un fatto oggettivo.
07_01 Introduzione
15_02 La coniugazione del verbo
infinito
L'infinito è un modo che esprime l'idea verbale senza determinare la persona e il numero.
Il tedesco conosce tre tipi di infinito:
Infinitiv Präsens
(= l'infinito presente),
Infinitiv Perfekt
(= l'infinito passato),
Infinitiv Futur
(= forma non presente in italiano), che a sua volta si divide nella forma dell'
Infinitiv Futur I
e
Infinitiv Futur II
.
L'infinito presente può diventare un
sostantivo
. In questo caso prende la lettera maiuscola e il genere neutro
(= lesen
das Lesen)
.
15_02 La coniugazione del verbo
infinito passato
L'infinito passato è uno dei vari tipi di
infinito
che questo modo verbale conosce.
In tedesco la parentesi verbale (
Verbalklammer
) formata da un verbo modale assieme all'infinito passato del verbo pieno crea una struttura con particolari accezioni semantiche (=
Peter
könnte
den Film
gesehen haben
:
"Potrebbe anche darsi che Peter abbia visto il film").
11_04 Il modale con l'infinito passato
infinito sintattico
L'infinito sintattico o infinito con zu non è altro che la frase secondaria (di norma una frase oggettiva) espressa in modo infinito, non introdotta da una
congiunzione subordinante
.
Per esempio:
Tina hat versprochen,
dass
sie morgen früher kommt
(= frase secondaria, di tipo oggettivo);
Tina hat versprochen, morgen früher
zu kommen
(= infinito sintattico sostitutivo della frase oggettiva).
L'infinito sintattico (= sostitutivo di una frase) è sempre accompagnato dalla particella zu per segnalare la presenza del
Nachfeld
, ossia del campo sintattico riservato alle frasi secondarie.
Bisogna stare attenti a non confondere l'infinito sintattico con l'infinito preceduto dall'omofona preposizione
zu
che risponde invece alla
valenza
di precisi verbi.
Così gli stessi ausiliari
sein
e
haben
possono richiedere, in qualità di verbi
modali
una valenza all'infinito
(= ich habe
zu tun
)
. In questo caso la combinazione della preposizione
zu
con un infinito non è un infinito sintattico, bensì nient'altro che una specie di complemento oggetto espresso tramite un sintagma verbale invece che da un sintagma nominale.
24_02. L'infinito con zu
09_05 Uso di sein e haben come verbo modale
inversione
La cosiddetta "inversione" non è un concetto della grammatica tedesca, ma la descrizione di un fenomeno, certo vistoso ma del tutto normale, dovuto alle specifiche regole della sintassi tedesca. Per "inversione" si intende lo spostamento del soggetto, di norma collocato nel
Vorfeld
, verso il
Mittelfeld
, se il
Vorfeld
è occupato da un altro
costituente
. Questo spostamento non è una regola in sé, bensì semplicemente la conseguenza del fatto che il
Vorfeld
contiene un unico posto sintattico e non tollera la presenza contemporanea di più costituenti. Questa particolarità del
Vorfeld
è a sua volta dovuta alla regola fondamentale della sintassi tedesca, ossia alla
risalita del verbo
che muove il verbo dalla sua posizione originaria in
V2
verso l'inizio della frase e lo colloca esattamente in seconda posizione sintattica, suddividendo il
Vorfeld
dal
Mittelfeld
. Di conseguenza lo spazio disponibile all'interno del
Vorfeld
risulta ristretto ad un unico posto, seguito immediatamente dalla
flessione
del verbo (
V1
).
23_02 La costruzione della frase principale
(Vorfeld)
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
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M
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N
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O
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P
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Q
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R
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S
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T
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V
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W
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X
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Y
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Z
J
A
|
B
|
C
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D
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E
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F
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G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
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O
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P
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Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
K
Kausal-Angabe
vedi:
complemento di causa
Konjunktiv
vedi:
forme del congiuntivo
Konjunktion
vedi:
congiunzione
Konjunktiv 1
Il
Konjunktiv 1
è una delle due forme del congiuntivo tedesco.
Il
Konjunktiv 1
viene utilizzato per riportare il
discorso indiretto
, ossia per riportare in modo neutrale ciò che un'altra persona ha detto.
Il vero congiuntivo, ossia quello che riporta un modo del verbo, è invece il
Konjunktiv 2
.
Le forme del
Konjunktiv 1
sono presenti quasi esclusivamente nella lingua scritta, in modo particolare nel linguaggio giornalistico.
09_03 La formazione del congiuntivo
09_03 La formazione del congiuntivo
Konjunktiv 2
Il
Konjunktiv 2
è la vera forma del congiuntivo tedesco, ossia quella che riporta un preciso modo del verbo. In tedesco, il congiuntivo non segnala mai un aspetto temporale, ma solo un aspetto modale, legato al grado di
Möglichkeit
(= possibilità):
La forma semplice del
Koniunktiv 2
, ricavata dal
Präteritum
, esprime possibilità
(= Potentialis)
;
la forma composta, ricavata dal
piuccheperfetto
, esprime irrealtà
(= Irrealis)
.
Il congiuntivo 2 è usato anche per esprimere delle richieste cortesi.
Solo i verbi forti sono in grado di formare tutte le forme del congiuntivo chiaramente distinguibili dalle forme dell'indicativo. I verbi deboli devono invece ricorrere a perifrasi, soprattutto per la forma semplice che corrisponde al
Potentialis
. La forma sostitutiva si forma con l'ausiliare
werden
al congiuntivo seguito dall'infinito del verbo
(= ich
würde
reden)
.
La perifrasi con
würde
sta diventando ormai la forma più usata del congiuntivo, anche per i verbi forti
(= ich käme: ich würde kommen)
.
09_03 La formazione del congiuntivo
09_03 La formazione del congiuntivo
können
l verbo
können
esprime in linea di massima la modalità della capacità e della possibilità. Se viene usato al
Konjunktiv 2
aggiunge all'indicazione di modalità intrinseca al verbo modale un ulteriore informazione, e cioè la valutazione soggettiva espressa da chi parla.
Nel suo aspetto modale
können
forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale (
Verbalklammer
). Se il modale
können
viene usato con l'
infinito
presente di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale
können
con
infinito passato
esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
11_04 Il modale con l'infinito passato
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
L
lassen
Il verbo semi-modale
lassen
segue la coniugazione forte
(= lassen - l
ie
ß - gel
a
ssen)
, si comporta come un autentico modale in quanto forma assieme al verbo pieno la parentesi verbale (
Verbalklammer
) senza la particella sintattica
zu
; nei tempi composti forma con il verbo pieno il cosiddetto doppio infinito, esattamente come gli autentici modali
(= ich habe ihn
kommen lassen
)
.
In qualità di verbo modale
lassen
indica ordinazione, incarico, il "far fare qualcosa".
Il verbo
lassen
può ricoprire il ruolo di verbo pieno; più diffusi (come verbi pieni) sono però i verbi derivati
(sich) verlassen
oppure
etwas belassen
.
11_03 semi-modali
Linke Satzklammer
La
Linke Satzklammer
(= parentesi sinistra) è il primo posto sintattico riservato al verbo della frase. Nella
Linke Satzklammer
entra solo il verbo flesso. La
linke Satzklammer
(
V1
) è collocata immediatamente dopo il campo sintattico del
Vorfeld
e apre la
Verbalklammer
(= parentesi verbale) introducendo il campo sintattico del
Mittelfeld
.
01_05 I campi sintattici
08_02 Linke Satzklammer
Links-Ergänzung
La
Links-Ergänzung
è la
reggenza
che tende a posizionarsi a sinistra del
Mittelfeld
. Le
Links-Ergänzungen
sono le reggenze espresse al
caso puro
, in primo luogo il soggetto, sempre espresso al caso nominativo. Il soggetto si colloca di norma nel campo sintattico del
Vorfeld
; se deve spostarsi a causa di un altro
costituente
che occupa il
Vorfeld
, allora il soggetto occupa il posto più a sinistra disponibile nel
Mittelfeld
, diventando la
Links-Ergänzung
più importante di tutta la frase.
18_03 La distribuzione all'interno del Mittelfeld
Lokal-Angabe
vedi:
complemento di luogo
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
M
Mittelfeld
Il
Mittelfeld
è il secondo campo sintattico, dopo il
Vorfeld
, riservato agli elementi nominali della frase. La disposizione degli elementi all'interno del
Mittelfeld
è regolata da principi morfologici (
criterio morfologico
) e sintattici (
criterio sintattico
) ben precisi.
18_01 Introduzione
18_02 L'ordine sintattico nel Mittelfeld
modale
In italiano i verbi modali vengono comunemente chiamati verbi servili (= dovere, potere, volere) e formano, se associati ad altri verbi, con questi un unico predicato verbale.
In tedesco il verbo modale è un
ausiliare
vero e proprio, il quale forma assieme ad un altro verbo la parentesi verbale (
Verbalklammer
). Di conseguenza, il modale si posiziona sempre in
V1
, poiché porta le indicazioni grammaticali del sintagma verbale, mentre il secondo verbo, all'infinito, rimane collocato nella posizione originaria del verbo, ossia in
V2
(= Ich
kann
heute leider nicht
kommen
)
.
Il tedesco conossce ben sei verbi modali e quattro
semi-modali
. I verbi modali sono:
können
,
dürfen
,
müssen
,
wollen
,
mögen/möchte
e
sollen
.
A questi modali si aggiungono poi i semi-modali:
brauchen
,
lassen
,
heißen
,
tun
.
10_01 Introduzione
10_02 La coniugazione
Modalverb
vedi:
modale
Modalangabe
vedi:
complemento di modo
Modalpartikel
vedi:
particella modale
mögen/möchte
l verbo
mögen/möchte
esprime in linea di massima la modalità della simpatia e dell'ordinazione. Se viene usato al
Konjunktiv 2
aggiunge all'indicazione di modalità intrinseca al verbo un' ulteriore informazione, e cioè la valutazione soggettiva espressa da chi parla.
Nel suo aspetto modale
mögen/möchte
forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale (
Verbalklammer
). Se il modale
mögen/möchte
viene usato con l'
infinito presente
di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale
mögen/möchte
con
infinito passato
esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
11_04 Il modale con l'infinito passato
Möglichkeitsform
vedi:
congiuntivo
morfologia
La morfologia è quel sottocampo della linguistica che studia la struttura interna delle parole.
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
müssen
Il verbo
müssen
esprime in linea di massima la modalità della necessità. Se viene usato al
Konjunktiv 2
aggiunge all'indicazione di modalità intrinseca al verbo modale un ulteriore informazione, e cioè la valutazione soggettiva espressa da chi parla.
Nel suo aspetto modale
müssen
forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale (
Verbalklammer
). Se il modale
müssen
viene usato con l'
infinito presente
di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale
müssen
con
infinito passato
esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
11_04 Il modale con l'infinito passato
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
N
Nachfeld
Il
Nachfeld
è il campo sintattico riservato alle frasi secondarie. Il
Nachfeld
è introdotto di norma da una congiunzione subordinante con funzione di
complementatore
che blocca la caratteristica
risalita del verbo flesso
in
V1
. L'ordine sintattico all'interno del
Nachfeld
mette quindi in evidenza la struttura fondamentale del tedesco, che è una lingua
SOV
.
01_05 I campi sintattici
24_01 Introduzione
negazione
La negazione è un concetto semantico che a livello grammaticale e sintattico può essere attuato attraverso delle modifiche al verbo (
negazione del verbo
) oppure ai singoli sintagmi. In italiano, la negazione più diffusa si serve dell'avverbio negativo "non", preposto direttamente all'elemento che si vuole negare.
In tedesco la negazione funziona in linea di massima allo stesso modo, solo che non bisogna mai dimenticare che il tedesco è una lingua
SOV
: in caso di negazione del verbo la particella
nicht
si posiziona davanti a
V2
che è il posto originario del verbo, e non davanti a
V1
che contiene solo la
flessione del verbo
.
Oltre alla
negazione con
nicht
il tedesco dispone di una seconda strategia efficace per rendere negativa una frase, e cioè l'
articolo negativo
kein
, struttura grammaticale non presente in italiano. L'articolo
kein
può negare ovviamente solo sintagmi nominali, per cui è impiegato soprattutto in forme di predicato nominale.
Per esempio:
Ich bin Student/ich bin
kein
Student;
Ich habe Hunger/ich habe
keinen
Hunger.
23_03 La frase negativa
negazione con
nicht
La particella
nicht
corrisponde al "non" italiano ed è come quest'ultimo un
avverbio
che precede sempre l'elemento della frase che viene negato.
Problemi con la posizione della particella
nicht
sorgono solo in caso di
negazione del verbo
, poiché il verbo in tedesco occupa l'ultima posizione della frase, secondo l'ordine fondamentale
SOV
. In seconda posizione (
V1
) si trova solo la
flessione del verbo
, ma non il verbo vero e proprio che bisogna negare. In caso di tempo semplice, quando l'intero verbo risale in
V1
, può sembrare che la negazione segua addirittura il verbo, mentre in realtà è sempre posto davanti a
V2
, la posizione originaria del verbo, che risulta non visibile, ma comunque coperta dalla
traccia
(
simbolo "zero" = Ø
) lasciata dal verbo risalito.
Per esempio:
Ich
komme
heute
nicht Ø
.
23_03 La frase negativa
negazione del verbo
La negazione del verbo viene chiamata in tedesco Satznegation, ossia alla lettera: "negazione della frase", poiché solo la negazione del verbo (
predicato
) crea un'intera frase con accezione negativa.
La frase può essere negata tramite diverse particelle negative, tra cui la più importante la particella
nicht
che corrisponde alla voce italiana "non".
Se si sceglie la
negazione con
nicht
questa particella si posiziona subito prima del verbo. Non bisogna però mai dimenticare che il tedesco è una lingua
SOV
, e di conseguenza il verbo si trova in ultima posizione, all'estrema destra della frase. In seconda posizione (
V1
) si colloca solo la
flessione del verbo
, mentre il verbo vero e proprio rimane sempre e comunque in
V2
. Ed è davanti a questo posto che si colloca la negazione. In caso di tempo semplice quando l'intero verbo risale in
V1
, può sembrare che la negazione segua addirittura il verbo, mentre in realtà è sempre posto davanti a
V2
, la posizione originaria del verbo, che risulta non visibile, ma comunque coperta dalla
traccia
(
simbolo "zero" = Ø
) lasciato dal verbo risalito.
Per esempio:
Ich
komme
heute
nicht Ø
.
In caso di tempo semplice formato da un verbo separabile si vede chiaramente che la negazione si colloca esattamente prima del verbo, dato che la parte non coniugabile di un verbo composto non si muove dalla posizione originaria.
Per esempio:
Ich
komme
heute
nicht zurück
.
23_03 La frase negativa
negazione di un singolo elemento
La negazione di un singolo elemento viene chiamata in tedesco
Sondernegation
, ossia alla lettera "negazione particolare". La
Sondernegation
ricorre, come la
negazione del verbo
(= Satznegation)
alla particella nicht che precede direttamente l'elemento da negare.
Per esempio:
Ich, nicht
er
, müssen gleich weg.
Ich will mit dir sprechen, nicht
mit ihm
.
Nicht
dieses
Buch meine ich, sondern jenes dort.
23_03 La frase negativa
nome
Il nome o sostantivo è un elemento linguistico che serve a individuare e a designare le persone e le cose. Il nome declina variando sul piano morfologico il genere, il numero e il caso.
In tedesco esistono tre generi per il nome: maschile
(
der
Saft)
, femminile
(
die
Luft)
e neutro
(
das
Gift)
che declinano secondo schemi forti, deboli o misti. Il plurale, unico per tutti e tre i generi, si differenzia però in ben sette categorie diverse.
Nella stragrande maggioranza dei casi non è possibile risalire dalla sola forma del nome al suo genere né alla sua appartenenza alla declinazione forte o debole.
Per questo è fondamentale imparare ogni nuovo termine con il suo articolo (= definizione del genere), la forma del genitivo singolare (= definizione di declinazione forte o debole) e la forma del nominativo plurale (= definizione della categoria del plurale).
Per esempio:
der
Tag, des Tag
es
, die Tag
e
,
der
Herr, des Herr(
e
)
n
, die Herr
en
,
das
Buch, des Buch
es
, die B
ü
ch
er
,
das
Herz, des Herz
ens
, die Herz
en
,
die
Blume, -, die Blum
en
,
die
Angst, -, die
Ä
ngst
e
,...
05_01 Introduzione
05_04 La declinazione del nome
nome del predicato
Il nome del predicato è il sintagma nominale che assieme al verbo forma il predicato della frase (
Prädikativ
). In italiano il nome del predicato corrisponde al complemento predicativo del soggetto che può formare il predicato della frase solo con l'ausiliare "essere" (e con pochi altri verbi).
La struttura del
Prädikativ
tedesco comprende invece molte possibilità di predicato nominale.
03_05 Nullartikel
nominativo
Il nominativo è il caso in cui solitamente viene espresso il soggetto della frase.
Oltre alla funzione di soggetto, il caso nominativo può formare il
nome del predicato
in presenza dei verbi ausiliari o di determinati verbi funzionali.
03_06 I casi
Nullartikel
Il termine
Nullartikel
, alla lettera "articolo zero", indica il particolare comportamento morfologico e sintattico di tutti quei sostantivi (nomi geografici, di persona, espressioni generiche, …) che non tollerano l'uso dell'articolo.
03_05 Nullartikel
numerali
I numerali sono degli aggettivi che indicano i numeri. Oltre che come aggettivi possono essere usati come avverbi o sostantivi.
04_06 I numerali
numerali cardinali
I numeri cardinali indicano una quantità numerica in senso assoluto. I numeri cardinali possono essere utilizzati come sostantivi, aggettivi o avverbi.
04_06 I numerali
numerali ordinali
I numeri ordinali indicano la posizione di un elemento all'interno di un insieme ben ordinato. I numeri ordinali possono essere utilizzati come sostantivi, aggettivi o avverbi.
04_06 I numerali
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
O
ordine
SOV
L'ordine
SOV
è l'ordine sintattico degli elementi della frase tedesca. La sigla indica semplicemente l'ordine obbligatorio in cui si susseguono le fondamentali parti del discorso:
S
è il
s
oggetto che apre la frase (
Vorfeld
),
O
indica gli
o
ggetti che si posizionano al centro della frase (
Mittelfeld
) e
V
è il
v
erbo che in tedesco si trova alla fine della frase.
In tedesco i complementi
precedono
quindi il verbo (=
SOV
), mentre in italiano
seguono
il verbo (=
SVO
) che si trova in centro della frase, subito dopo il soggetto.
01_02 La struttura SOV
06_02 La costruzione sintattica OV
ordine delle
Angaben
Le
Angaben
(alla lettera le "indicazioni" che corrispondono in linea di massima ai
complementi
di tempo, causa, luogo e modo) si collocano di norma all'interno del
Mittelfeld
, ossia il
campo sintattico
riservato agli oggetti. Nel
Mittelfeld
l'ordine seguito dai singoli
costituenti
non è mai casuale, ma è governato dalla struttura del verbo che a sua volta chiude la frase (
V2
). L'ordine delle
Angaben
, sintagmi non obbligatori, è regolato da principi morfologici e sintattici molto precisi.
22_03 Adverbialbestimmungen
ordine marcato
Per ordine marcato si intende un ordine sintattico che diverge dall'ordine normale della frase. Per la realizzazione di precise intenzioni comunicative può risultare necessario lo spostamento di un
costituente
dal suo posto normale verso una posizione sintatticamente possibile, ma inconsueta. L'elemento per così dire "fuori posto" cade sotto fortissimo accento e attira di conseguenza la particolare attenzione dell'interlocutore.
Il tedesco conosce due strategie di ordine marcato:
collocare il costituente da accentuare nel
Vorfeld
, ossia il
campo sintattico
riservato di norma al soggetto. Questo procedimento costringe a sua volta il soggetto a spostarsi nel
Mittelfeld
(= il fenomeno della cosiddetta "inversione") e assegna al costituente in questione un forte rilievo;
collocare il costituente da accentuare in posizione di rilievo all'interno del
Mittelfeld
. Questo procedimento richiede più attenzione, poiché l'ordine all'interno del
Mittelfeld
è regolato direttamente dalle esigenze del verbo. In linea di massima si cercherà di collocare l'elemento da marcare il più a destra possibile del
Mittelfeld
, se questo è possibile secondo il
criterio morfologico
, regola fondamentale non violabile all'interno del
Mittelfeld
.
22_01 Introduzione
ordine nel
Mittelfeld
All'interno del
Mittelfeld
, ossia il
campo sintattico
riservato agli oggetti, si collocano tutti i sintagmi nominali richiesti dal verbo ad eccezione del soggetto, che di norma si colloca nel
Vorfeld
. Nel
Mittelfeld
l'ordine seguito dai singoli
costituenti
non è mai casuale, ma è governato dalla struttura del verbo che a sua volta chiude la frase (
V2
). Lo spazio disponibile nel
Mittelfeld
è regolato sempre dall'ordine fondamentale
SOV
che vede il verbo in ultima posizione: più un sintagma è legato per struttura al verbo, e più si avvicina al posto sintattico originario, ossia a
V2
. I complementi obbligatori (
Ergänzungen
) si collocano quindi più a destra possibile del
Mittelfeld
, i complementi liberi (
Angaben
) sono spinti invece a sinistra.
Questo ordine può essere capovolto dal
criterio morfologico
che stabilisce la superiorità assoluta della
categoria piena
su quella vuota. In presenza di
anafore
(p.es. sintagmi nominali ridotti a pronomi) saranno quindi queste ultime ad essere spinte a sinistra, a prescindere dalla loro importanza sintattica
(= Ich habe meinem Vater ein Buch geschenkt
Ich habe
es
meinem Vater geschenkt)
.
22_01 Introduzione
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
P
paradigma
Il paradigma è l'elenco fondamentale di tutte le forme del verbo, dal quale derivano poi i tempi semplici e composti. Nel paradigma del verbo vengono solitamente messe in risalto le forme dell'
infinito
, del
presente
(= solo in caso di presenza di
dieresi
), del
Präteritum
e del
participio passato
.
15_03 Verbi forti | Ulteriori spiegazioni - Paradigma dei verbi forti
paradigma dei verbi forti
Il paradigma dei verbi forti è caratterizzato dall'
apofonia
, ossia dall'alternanza della vocale radicale. L'apofonia crea una voce apposita per il
Präteritum
ed una seconda per il
participio passato
. L'intero paradigma dei verbi forti comprende dunque tre voci:
l'infinito
(= f
a
hren)
, da cui si formano il tempo del presente, le forme infinite, il futuro e le forme del congiuntivo 1;
il
Präteritum
(= f
u
hr)
, da cui si ricavano i tempi del
Präteritum
e del congiuntivo 2;
il participio passato
(= gef
a
hren)
, da cui si ricavano i tempi composti del passato, perfetto e piuccheperfetto, e l'intero passivo.
Nel caso del verbo
fahren
bisogna indicare anche la presenza della
dieresi
in precise forme del presente:
du f
ä
hrst, er f
ä
hrt
.
15_03 Verbi forti | Ulteriori spiegazioni - Paradigma dei verbi forti
paradigma dei verbi deboli
Il paradigma dei verbi deboli è molto regolare, non essendoci variazioni della vocale radicale. Il paradigma dei verbi deboli presenta un'unica radice per la formazione di tutto il paradigma
(=
leb
en,
leb
te, ge
leb
t)
.
15_04 Verbi deboli
particella modale
Le particelle modali sono
avverbi
capaci di formare una
Modalangabe
(
complemento di modo
). Oltre alla loro qualità sintattica di
costituente
le particelle modali possono però fungere anche da
Satzäquivalent
, ossia da sintagma che equivale da solo ad un'intera frase. Le particelle modali sono molto usate anche in questa loro seconda funzione, ossia come risposta breve
(= Ja, sicher! Doch! Vermutlich nicht,...)
.
22_05 Abtoenungspartikel
participio
Il participio è un modo infinitivo del verbo che prevede due forme, ossia il participio presente e il
participio passato
. Tutte le forme di participio possono essere utilizzate come un
aggettivo
, come
sostantivo
, come parte del predicato, come
avverbio
.
In funzione di
aggettivo attributivo
il participio rimane morfologicamente un participio, ma sintatticamente diventa un aggettivo e soggiace quindi al gioco dei
tratti distintivi
.
In funzione di sostantivo il participio deve essere scritto con la lettera maiuscola.
15_02 La coniugazione del verbo
participio passato
Il participio passato è il modo infinito del verbo che viene utilizzato nella coniugazione dei tempi composti del passato e nella formazione del passivo.
Il participio passato può essere utilizzato come
aggettivo
oppure come
sostantivo
.
Se usato come aggettivo soggiace al gioco dei
tratti distintivi
, se viene usato come sostantivo si scrive con la lettera maiuscola e si declina come un normale
aggettivo sostantivato
.
15_02 la coniugazione del verbo
Partizipialkonstruktion
La
Partizipialkonstruktion
è una costruzione complessa che presenta un participio assieme alle sue reggenze in
posizione attributiva
, e quindi sottoposto al gioco dei
tratti distintivi
.
Il participio che caratterizza le
Partizipialkonstruktionen
rimane morfologicamente sempre un participio, ma sintatticamente diventa un aggettivo.
04_04 La reggenza degli aggettivi
passivo
vedi:
forme del passivo
perfetto
Il perfetto
(= Perfekt)
è un
tempo composto
del passato formato dal presente dell'
ausiliare
sein
o
haben
più il
participio passato
del verbo.
Sul piano morfologico il
Perfekt
tedesco assomiglia al passato prossimo italiano, sul piano semantico invece ci sono delle differenze. Il perfetto può essere utilizzato per esprimere:
un fatto del passato ancora collegato al presente
(= Ich habe das Buch gerade gekauft)
;
un fatto del passato, ma verificabile fin da subito
(= Letzte Woche sind wir zusammen nach Manchester geflogen)
;
un fatto futuro e in questo caso il perfetto ha il valore di un futuro anteriore
(= Nächstes Jahr haben wir das Haus fertig gebaut)
.
15_02 La coniugazione del verbo
piuccheperfetto
Il piuccheperfetto
(= Plusquamperfekt)
è un
tempo composto
del passato formato dal
Präteritum
dell'
ausiliare
sein
o
haben
più il
participio passato
del verbo.
Sul piano morfologico il
Plusquamperfekt
tedesco assomiglia alle forme del trapassato italiano (= trapassato prossimo e remoto), in quanto viene utilizzato esclusivamente per esprimere l'anteriorità nel passato
(= Bevor ich auf die Uni ging, hatte ich drei Jahre lang im Hotelfach gearbeitet)
.
15_02 La coniugazione del verbo
posto sintattico
Il posto sintattico è l'insieme della particolare struttura del verbo tedesco, ossia della
Verbalklammer
che si apre con il posto
V1
, riservato solo verbo flesso, e si chiude con
V2
, il posto originario del verbo secondo l'ordine fondamentale
SOV
. Il posto sintattico
V1
divide il
Vorfeld
, ossia il campo sintattico riservato al soggetto, dal
Mittelfeld
, ossia dal campo sintattico che accoglie i complementi. A differenza del
campo sintattico
che può contenere più
costituenti
, il posto sintattico del verbo contiene sempre solo un unico elemento verbale: in
V1
si posiziona sempre e solo la parte del sintagma verbale che porta la
flessione
, ossia le varie informazioni grammaticali; in
V2
trovano spazio tutte le parti con coniugate o non coniugabili del sintagma verbale, compreso il
Prädikativ
.
01_05 I campi sintattici
01_05 I campi sintattici
posizione sintattica
La posizione sintattica è la collocazione che un elemento occupa all'interno della frase. A seconda della posizione sintattica che un elemento assume, questo varia in alcuni casi il suo aspetto morfologico, ma soprattutto il suo ruolo sintattico all'interno della frase. Per esempio il participio che viene utilizzato nelle
Partizipialkonstruktionen
, pur variando il suo aspetto morfologico rimane sempre un participio, ossia una forma del verbo, ma sintatticamente diventa un aggettivo.
01_03 La flessione
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
Prädikativ
Il
Prädikativ
tedesco corrisponde in linea di massima al predicato nominale italiano.
Il
Prädikativ
è composto da una parte verbale (costituita di solito da un
ausiliare
oppure da un
Funktionsverb
) più una parte nominale che può essere composta da un
nome
, un
aggettivo
o
avverbio
.
Sintatticamente il
Prädikativ
si comporta come un
verbo separabile
, colloca cioè la parte del predicato che porta la
flessione
in
V1
, mentre la parte nominale rimane in
V2
, ossia nella posizione originaria del verbo.
A differenza dell'italiano, la parte nominale del
Prädikativ
tedesco può essere composta da un intero complemento che però, essendo parte integrante del verbo, non si colloca nel campo sintattico riservato ai complementi, ossia nel
Mittelfeld
, bensì in
V2
come parte non coniugabile del sintagma verbale.
03_05 Nullartikel
17_01 Introduzione
Prädikats-Ergänzung
La
Prädikats-Ergänzung
è l'elemento morfologico che assieme al verbo forma il predicato della frase. La
Prädikats-Ergänzung
corrisponde al complemento predicativo del soggetto e può essere costituita da un
nome
, da un
aggettivo
, oppure da un
avverbio
.
17_01
Prädikativ
17_02 La formazione del predicato
Präteritum
Il
Präteritum
è un tempo del passato, ma che non ha nessuna corrispondenza con i tempi passati italiani. Il
Präteritum
può corrispondere all'imperfetto, al passato remoto e al passato prossimo italiani.
Il
Präteritum
è infatti il tempo della narrazione scritta e orale, e viene utilizzato per descrivere con obiettività un avvenimento al quale il parlante non ha partecipato direttamente. E' il tempo delle fiabe, il tempo delle cose vissute, ma non verificabili direttamente.
Nel parlato il
Präteritum
viene utilizzato indifferentemente come il
Perfekt
, dato che i due tempi hanno in pratica lo stesso valore.
15_02 La coniugazione del verbo
predicato
Il predicato è un concetto dell'analisi logica della frase e indica quella parte del discorso che contiene l'informazione sul soggetto. In italiano esistono due tipi di predicato: il
predicato verbale
e il
predicato nominale
. Si parla di predicato verbale, quando il predicato della frase è formato di soli verbi. Si parla invece di predicato nominale, quando il predicato della frase è formato da una voce del verbo "essere" (oppure da altri verbi) più un nome, un aggettivo o un pronome.
Per quanto riguarda il predicato verbale, non ci sono differenze tra italiano e tedesco (a parte la diversa struttura sintattica).
Per quanto riguarda invece il predicato nominale, bisogna tenere presente che la struttura in tedesco è assai più complessa. In linea di massima il predicato nominale corrisponde al
Prädikativ
che differisce però dal predicato nominale italiano per motivi di carattere morfologico e sintattico.
17_02 La formazione del predicato
predicato con l'aggettivo
Il predicato con l'aggettivo è composto da una parte verbale, che può essere un ausiliare (=
sein
,
haben
,
werden
) oppure un
Funktionsverb
più un aggettivo.
L'aggettivo predicativo, essendo parte integrante del verbo non si declina e si colloca nel campo sintattico
V2
.
17_02 La formazione del predicato
predicato con l'avverbio
Il predicato con l'avverbio è composto da una parte verbale, che può essere un ausiliare (=
sein
,
haben
,
werden
) oppure un
Funktionsverb
più un avverbio.
L'avverbio, che solitamente svolge il ruolo sintattico di una
Angabe
, si trova ora ad essere la parte nominale del verbo con il quale forma il predicato della frase. Essendo parte integrante del verbo, l'avverbio si sposta dal
Mittelfeld
e si colloca nel campo sintattico
V2
.
17_02 La formazione del predicato
predicato con il nome
Il predicato con il nome è composto da una parte verbale, che può essere un ausiliare (=
sein
,
haben
,
werden
) oppure un
Funktionsverb
più un nome.
Il nome, essendo parte integrante del verbo si colloca nel campo sintattico
V2
.
Il predicato con il nome corrisponde in linea di massima al
Prädikativ
.
17_02 La formazione del predicato
predicato nominale
Il predicato nominale è un predicato formato da una voce del verbo "essere" (oppure da altri verbi) più un nome, un aggettivo o un pronome.
Il predicato nominale si contrappone al predicato verbale che è invece composto da soli verbi.
In linea di massima il predicato nominale corrisponde al Prädikativ che differisce però dal predicato nominale italiano per motivi di carattere morfologico e sintattico.
17_02 La formazione del predicato
predicato verbale
Il predicato verbale è un predicato formato da soli verbi. Il predicato verbale si contrappone al
predicato nominale
che è composto da un parte verbale più una parte nominale.
In tedesco il predicato verbale si esprime nella caratteristica
Verbalklammer
(= parentesi verbale) formata dai due posti sintattici
V1
e
V2
.
17_01 Introduzione
prefisso
Il prefisso è l'
affisso
che precede la radice di un nome o di un verbo.
Nel processo di
derivazione
che in tedesco è molto attivo per quanto riguarda la creazione di nuove voci, il prefisso gioca un ruolo di primissimo piano.
Per esempio:
voce base
stehen
, voci derivate:
be
-stehen,
ge
-stehen,
ver
-stehen,...
Il prefisso, a differenza del
suffisso
, non provoca in generale mutamenti sintattici alla parola.
05_02_ La formazione dei sostantivi composti.
14_02 La tipologia del verbo
preposizione
La preposizione è un elemento invariabile del discorso che ha la funzione di porre in relazione gli elementi della frase. Le preposizioni fanno parte della
categoria chiusa
. In tedesco è difficile attribuire alle singole preposizioni un significato, in quanto queste variano a seconda del ruolo sintattico che svolgono all'interno della frase. Le preposizioni possono infatti:
contribuire alla formazione di
verbi separabili
(=
auf
stehen,
vor
kommen,
an
fahren,...)
;
introdurre la reggenza di tutti quei verbi che reggono una
valenza
al
caso preposizionale
(= kommen auf + akk, suchen nach + dat, ...)
;
introdurre i vari complementi facoltativi (
Angaben
) come i complementi di tempo, di causa, di luogo, di modo.
21_01 Introduzione - spiegazioni: Lista delle preposizioni
preposizione articolata
Le preposizioni articolate sono delle preposizioni formate dall'unione di una preposizione e di un articolo determinativo
(zu + de
m
=
zum
; an + de
m
=
am
;...)
.
03_02 Articolo determinativo e indeterminativo
presente
Il presente è il tempo che indica un'azione che avviene, o si considera che avvenga nel momento in cui si parla.
In tedesco il presente viene utilizzato per esprimere:
un'azione presente
(= Er trinkt ein Glas Wasser)
;
un'azione ripetuta o abituale
(= Er geht jeden Tag zur Schule)
;
un'azione continua
(= Er wohnt seit zwei Jahren hier)
;
un'azione futura
(= Morgen fahre ich nach Rom)
;
un ordine
(= Du kommst sofort mit!)
;
una verità universale (= presente con valore atemporale:
Gott ist überall und nirgends
).
15_02 La coniugazione
pronome
Il pronome è quella parte del discorso che si sostituisce al nome, assumendone le proprietà morfologiche, sintattiche e semantiche.
03_04 I determinanti
05_05 I Pronomi
pronome dimostrativo
Il pronome dimostrativo
(= der, die, das, dieser, jener, solcher, derselbe, derjenige)
declina secondo
i tratti distintivi
. Il pronome dimostrativo
der, die, das
serve inoltre come
pronome relativo
nelle
frasi relative
. I pronomi dimostrativi possono svolgere sia la funzione di
articolo
che di pronome. È la posizione all'interno della frase ad attribuire loro il ruolo.
05_05 pronomi
pronome
es
Il pronome
es
è un pronome tuttofare in quanto svolge la funzione di:
pronome personale
(= er, sie,
es
)
;
parte integrante di espressioni verbali
(=
es
eilig haben)
;
soggetto fittizio (spesso utilizzato in frasi passive, p.es.
es
ist viel gelacht worden
);
pronome correlativo (quando l'es anticipa una frase subordinata, p.es.
Ich habe
es
dir gesagt, dass du den Termin nicht schaffen kannst
).
05_05 Pronomi
pronome indefinito e negativo
I pronomi indefiniti e negativi
(= einer, eine, eines, keiner, irgendein, irgendetwas, ein wenig, ein bisschen, ein paar, jeder, jemand / niemand, mancher, etwas, alles, nichts, mehrere / einige, welcher, man, wer immer ...)
si chiamano così per la funzione logica che svolgono, cioè per la loro capacità di indicare una persona o una cosa non meglio definita. I pronomi indefiniti possono comportarsi:
come
nomi
, simili ai pronomi personali, per esempio
niemand, man, irgendwer
ecc.;
come
articoli
, simili ai
pronomi possessivi
e ai
pronomi dimostrativi
, per esempio
irgendein, jeder, mancher
ecc.;
come
aggettivi
, per esempio
mehrere, etliche, einige
ecc.;
come
congiunzioni
simili ai pronomi relativi se introducono una frase relativa, per esempio
wer immer, welcher
ecc.
05_05 Pronomi
pronome interrogativo
I pronomi interrogativi
(= wer?, was?, welcher? was für ein?)
si chiamano così perché hanno la capacità di introdurre una frase interrogativa.
I pronomi interrogativi possono comportarsi:
come
nomi
, simili ai pronomi personali, per esempio
wer? was?
;
come
articoli
, simili ai
pronomi possessivi
e
pronomi dimostrativi
, per esempio
welcher?
;
come
congiunzioni
, simili ai pronomi relativi, se introducono una frase interrogativa indiretta.
05_05 Pronomi
pronome personale
Il pronome personale è quel pronome che indica la persona che parla
(= ich, wir)
, la persona o le persone a cui si parla
(= du, ihr)
, la persona o le persone di cui si parla
(= er, sie, es, sie, Sie)
. I pronomi personali vengono utilizzati solo nella funzione di soggetto o di oggetto della frase.
05_05 Pronomi
pronome possessivo
Il pronome possessivo
(= mein, dein, sein, ihr, sein, unser, euer, ihr, Ihr)
declina secondo i
tratti distintivi
dell'articolo determinativo. Il pronome possessivo può svolgere sia la funzione di
articolo
che di pronome. È la posizione all'interno della frase ad attribuirgli il ruolo.
05_05 Pronomi
pronome relativo
Il pronome relativo è uguale, come forma, all'
articolo determinativo
(= der, die, das)
, fatta eccezione per il genitivo di tutti e tre i generi e per il dativo plurale. I pronomi relativi svolgono la funzione di
congiunzione subordinante
, in quanto introducono una
frase secondaria
, ossia la
frase relativa
.
05_05 Pronomi
pronome riflessivo
I pronomi riflessivi
(= mir/mich, dir/dich, sich, unser, euer, sich)
declinano come i
pronomi personali
, fatta eccezione per la terza persona singolare e plurale che conosce solo la forma
sich
.
05_05 Pronomi
Pronominal-Adverb
vedi:
avverbio pronominale
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
Q
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
R
Rechte Satzklammer
La
rechte Satzklammer
(= parentesi destra) è il secondo
posto sintattico
riservato al verbo.
La
rechte Satzklammer
è collocata alla fine della frase, dopo il
Mittelfeld
, e chiude la parentesi verbale (
Verbalklammer
).
La
rechte Satzklammer
è la posizione originaria del verbo, secondo l'ordine sintattico della lingua tedesca (
SOV
).
01_05 I campi sintattici
13_02 Rechte Satzklamer
Rechts-Ergänzung
La
Rechts-Ergänzung
è una
reggenza
del verbo che si posiziona nella parte destra del
Mittelfeld
. Le reggenze che hanno la tendenza a spostarsi a destra sono le
reggenze preposizionali
, la reggenza al
genitivo
, al
dativo
e al
accusativo
se espresse da una
categoria piena
.
18_03 La distribuzione all'internro del Mittelfeld
reggenza
La reggenza è l'elemento morfologico richiesto in maniera obbligatoria per completare un sintagma. Reggenze possono essere richieste dal
nome
, dall'
aggettivo
e soprattutto dal
verbo
.
La reggenza del verbo corrisponde all'
Ergänzung
(= complemento obbligatorio) che è quell'elemento che riempie la
valenza
.
Per il verbo si distingue tra
reggenza al caso puro
e
reggenza al caso preposizionale
.
04_04 La reggenza degli aggettivi
06_03 La valenza del verbo
05_06 Comportamento sintattico del nome - Ulteriori spiegazioni
reggenza al caso puro
La reggenza al caso puro è l'elemento morfologico richiesto obbligatoriamente dal verbo (
Ergänzung
) che corrisponde direttamente alla declinazione del nome (
nominativo
,
accusativo
,
dativo
,
genitivo
).
20_02 La valenza al caso puro
20_02 La valenza al caso puro - Ulteriori spiegazioni
reggenza al caso preposizionale
La reggenza al caso preposizionale è l'elemento morfologico richiesto obbligatoriamente dal verbo (
Ergänzung
) che viene introdotto da una
preposizione
seguita da un
caso
.
21_02 La valenza al caso preposizionale
21_02 La valenza al caso preposizionale - Ulteriori spiegazioni
risalita del verbo
La risalita del verbo è la regola fondamentale della sintassi tedesca che genera la caratteristica parentesi verbale (
Verbalklammer
). Il verbo, che in tedesco, lingua
SOV
, si trova sempre alla fine della frase dopo i complementi, risale verso l'inizio della frase per posizionarsi esattamente nella seconda posizione sintattica, dividendo il
campo sintattico
del
Vorfeld
da quello del
Mittelfeld
. A muoversi verso sinistra è però solo la
flessione
del verbo, ossia quella parte del verbo che porta le informazioni grammaticali (= modo, tempo, numero e persona). In caso di tempo semplice risale quindi l'intero verbo in
V1
(= Das Kind
spielt
mit dem Ball)
; in caso di tempo composto si muove invece solo l'ausiliare, mentre il participio, ossia la parte non flessa del verbo, rimane in
V2
, nel posto originario
(= Das Kind
hat
mit dem Ball
gespielt
)
.
La regola della risalita genera tutte le
frasi principali
tedesche, comprese la frase imperativa e quella interrogativa.
Nella costruzione della
frase subordinata
invece, la risalita del verbo viene bloccata dalla presenza di un
complementatore
che occupa esattamente il posto sintattico del verbo flesso (
V1
). In questo caso il movimento del verbo verso sinistra non è possibile, e di conseguenza si vede nell'ordine sintattico della frase subordinata la struttura fondamentale del tedesco, ossia
SOV
(= ..., dass das Kind mit dem Ball
gespielt hat
)
.
08_01 Introduzione
08_02
Linke Satzklammer
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
S
Satzäquivalent
Un
Satzäquivalent
, così come dice la parola stessa, sono elementi che "equivalgono ad una intera frase". Tipici
Satzäquivalente
sono gli avverbi affermativi o negativi
(= ja, nein, aber gern,...)
che sostituiscono (sempre solo in un contesto preciso) una frase.
Un altro
costituente
che può fungere da
Satzäquivalent
sono le
particelle modali
(= vermutlich, wahrscheinlich,...)
.
22_04
Modalangaben
Satzglied - satzgliedfähig
Un
Satzglied
, alla lettera una "parte del discorso" è il termine tedesco per indicare il
costituente
, ossia un elemento che è in grado di occupare da solo un posto sintattico.
Stabilire se un qualche elemento in questione sia
satzgliedfähig
(= "capace di occupare un posto sintattico") è di fondamentale importanza per la sintassi tedesca, in quanto solo un elemento dotato di questo requisito può essere spostato nel
Vorfeld
, ossia nel
campo sintattico
riservato di norma al soggetto. Se nel
Vorfeld
entra un elemento che abbia la capacità sintattica richiesta, il soggetto è costretto a spostarsi nel
Mittelfeld
, poiché il campo sintattico del
Vorfeld
tollera sola la presenza di un unico
Satzglied
. Questo fenomeno viene chiamato in italiano l'"inversione"
(= Ich habe dich deshalb angerufen/
Deshalb
habe
ich
dich angerufen)
.
22_02 Avverbio
Satznegation
vedi:
negazione del verbo
secondo posto sintattico
vedi:
risalita del verbo
sein
Il verbo
sein
è uno dei tre ausiliari del tedesco. Viene utilizzato per la formazione del
tempo composto
del passato e del
Zustandspassiv
.
La voce
sein
corrisponde all'ausiliare italiano "essere", ma conosce però un uso diverso in tedesco.
Il verbo
sein
può svolgere anche la funzione di
modale
, ossia di ausiliare che dà una particolare sfumatura al verbo vero e proprio. L'uso di
sein
come modale serve soprattutto per rendere costruzioni passive tramite eleganti strutture attive
(= Das muss getan werden
das
ist
zu tun)
.
09_02 La coniugazione degli ausiliari
semi-modale
I semi-modali sono una categoria di verbi in trasformazione, in quanto oscillano tra la categoria dei verbi normali e quella dei verbi
modali
.
Attualmente il tedesco conosce tre verbi con comportamenti semi-modali,
lassen
,
heißen
,
brauchen
, a cui si sta aggiungendo
tun
, non ancora entrato nell'uso della lingua scritta, ma sempre più diffuso nel parlato.
11_03 Semi-modali
simbolo "zero" = Ø
Il simbolo Ø segnala la presenza di un elemento grammaticale non visibile, ossia apparentemente assente, le cui ripercussioni sulla frase sono però molto evidenti.
La presenza di un agente grammaticale nascosto è per esempio riscontrabile nel comportamento dell'aggettivo attributivo all'interno del sintagma nominale: l'aggettivo declina in tedesco secondo il gioco dei
tratti distintivi
, ossia secondo l'alternarsi di precisi elementi morfologici. In caso di assenza di articolo, l'aggettivo si fa carico dell'informazione grammaticale non visibile, ma comunque attiva.
Fondamentale è il concetto del simbolo Ø per la corretta comprensione della parentesi verbale (
Verbalklammer
): secondo la struttura
SOV
il verbo segue i complementi e chiude la frase (
V2
), risale però in seconda posizione sintattica (
V1
), suddividendo tramite la
flessione
i due campi sintattici riservati agli elementi nominali, ossia al soggetto (
Vorfeld
) e agli oggetti (
Mittelfeld
). Anche in caso di completa
risalita del verbo
, la posizione originaria (=
V2
) non rimane mai vuota, ma risulta comunque occupata da una cosiddetta
traccia
, segnalata tradizionalmente con il simbolo Ø. La presenza di questo elemento grammaticale non visibile, ma attivo, spiega molti fenomeni altrimenti non comprensibili della sintassi tedesca, come per esempio la
negazione del verbo
.
01_02 La struttura
SOV
03_02 Articolo determinativo e indeterminativo
sintagma
Il sintagma è un costituente sintattico autonomo. In tedesco si distinguono fondamentalmente due grandi sintagmi: il
sintagma nominale
e il
sintagma verbale
.
L'ordine all'interno del sintagma non è libero, ma è governato da determinate leggi linguistiche.
02_01 Introduzione
sintagma nominale
Il sintagma nominale è un'unità sintattica costituita da un
articolo
e da un
nome
. Tra l'articolo e il nome si forma una parentesi nominale che funziona in linea di massima esattamente come la caratteristica parentesi verbale (
Verbalklammer
): l'articolo apre la parentesi e il nome la chiude, e nello spazio che si crea tra i due elementi può essere inserito l'aggettivo, il quale trovandosi all'interno del sintagma nominale segue il gioco dei
tratti distintivi
. Se nello spazio all'interno del sintagma nominale entrano più elementi, si parla di un
sintagma nominale complesso
.
02_01 Introduzione
sintagma nominale complesso
Si parla di sintagma nominale complesso quando all'interno del sintagma, ossia nello spazio tra l'articolo e il nome, sono presenti più
aggettivi
, aggettivi con
avverbi
oppure interi complementi richiesti dalle reggenze dell'aggettivo (
Partizipialkonstruktion
). Il comportamento all'interno di un sintagma nominale complesso è regolato dagli stessi principi morfologici e sintattici che sovrintendono all'ordine all'interno del
Mittelfeld
.
Di sintagma nominale complesso si parla anche in presenza di più
determinanti
che aprono il sintagma. Il comportamento dei singoli determinanti è regolato da una precisa gerarchia interna.
04_03 L'aggettivo all'interno del sintagma nominale
03_04 I determinanti
sintagma verbale
Il sintagma verbale è il costituente della frase che contiene il verbo.
In tedesco il sintagma verbale controlla il
posto sintattico
del verbo, ossia la caratteristica parentesi verbale (
Verbalklammer
) formata dalla
flessione
del verbo (
V1
) e dalle parti coniugate o non coniugabili di esso rimaste nella posizione originaria del verbo (
V2
); inoltre il sintagma verbale domina anche il
campo sintattico
riservato ai complementi, ossia il
Mittelfeld
racchiuso nella parentesi verbale.
06_01 Introduzione
sintassi
La sintassi è quel sottocampo della linguistica che studia la struttura interna della frase e i rapporti che intercorrono tra i vari elementi che la compongono.
In tedesco la sintassi è molto più importante della morfologia: a compromettere la comunicazione non è tanto l'errata declinazione di un aggettivo quanto la sua posizione all'interno della frase.
01_01_Introduzione
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
sollen
Il verbo
sollen
è una forma difettiva:
questo verbo non conosce l'indicativo, e quindi non segnala mai aspetti temporali, ma solo aspetti modali.
Le due forme
soll
e
sollte
segnalano due diversi gradi di possibilità: la forma sollte è paragonabile in linea di massima al condizionale italiano; la forma soll invece può ricoprire diverse accezioni: dovere morale, norma, comandamento; per esempio:
Du sollst pünktlich sein
(= norma);
Der Arzt meint, ich soll mit dem Rauchen aufhören
(= ordine esterno);
Er soll krank sein
(= resoconto, asserzione di altri);
Sollen wir ins Kino gehen?
(=indicazione di intenzione).
Nel suo aspetto modale
sollen
forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale (
Verbalklammer
). Se il modale
sollen
viene usato con l'
infinito
presente di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale
sollen
con
infinito passato
esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
12_02 Le funzioni semantiche di
sollen
Sondernegation
vedi:
negazione di un singolo elemento
sostantivo
Il sostantivo in analisi grammaticale è il
nome
che serve a designare persone, animali e cose.
05_06 Comportamento sintattico del sostantivo
sostantivo composto
Il sostantivo composto è un sostantivo formato dall'unione di due elementi che possono appartenere alla stessa categoria oppure a due categorie diverse. Questo fenomeno (
agglutinazione
) è molto attivo in tedesco ed è capace di formare in continuazione nuovi concetti (= neologismi).
05_02 La formazione
sostantivazione
Si parla di sostantivazione quando alcuni elementi (= aggettivi, verbi) vengono utilizzati in funzione di sostantivi. In tedesco questo slittamento di categoria ha delle ripercussioni sull'aspetto morfologico delle parole.
Parole sostantivate si scrivono con la lettera maiuscola
(= lesen / das Lesen)
.
05_01 Introduzione
SOV
La sigla
SOV
indica l'ordine fondamentale del tedesco. Le singole lettere indicano l'esatto susseguirsi degli elementi sintattici:
S
(=
s
oggetto)
O
(=
o
ggetto)
V
(=
v
erbo).
Il tedesco, a differenza dell'italiano, vede il verbo a destra della frase, il predicato segue quindi i complementi, e non li precede, come succede in italiano.
01_02 La struttura SOV
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
suffisso
Il suffisso è l'
affisso
che segue la radice di un nome o di un verbo.
Il suffisso, a differenza del
prefisso
, provoca mutamenti morfologici e sintattici alla parola.
Al suffisso è per esempio affidata l'intera coniugazione del verbo (
les
en
= infinito,
ich les
e
= prima persona singolare del presente).
Inoltre i suffissi possono ricavare nuove categorie di parole da radici esistenti,
per esempio:
les
en
= verbo,
les
bar
= aggettivo,
die Les
ung
= sostantivo.
05_02_ La formazione dei sostantivi composti.
superlativo
Il superlativo è il terzo grado della comparazione dell'aggettivo. Il grado superlativo può essere
assoluto
o
relativo
.
04_05 Superlativo
superlativo assoluto
Il
superlativo assoluto
esprime la qualità dell'aggettivo al suo massimo grado senza alcuna idea di paragone.
04_05 Il superlativo
superlativo relativo
Il
superlativo relativo
indica una qualità posseduta al massimo grado, ma relativamente ad un gruppo di persone o di cose che si prendono in considerazione.
04_05 Il superlativo
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
T
tempo del verbo
Il tempo del verbo è manifestato nell'apposita
coniugazione
attraverso la morfologia del verbo (
affissi
).
Gli affissi indicano non solo il tempo, ma anche il modo, il numero e la persona del verbo.
07_01 Introduzione
15_02 la coniugazione del verbo
tempo semplice
Il tempo semplice è il tempo espresso da una sola voce verbale. Il tedesco conosce solo due tempi semplici, ossia il
presente
e il
Präteritum
, mentre il perfetto, il piuccheperfetto, il futuro semplice e il futuro anteriore sono
tempi composti
.
07_01 Introduzione
tempo composto
Il tempo composto è un tempo formato da due voci verbali, ossia da una forma infinita del verbo stesso (infinito o participio) e da un ausiliare coniugato. In tedesco sono tempi composti il
perfetto
, il
piuccheperfetto
, il
futuro semplice
e il
futuro anteriore
.
Il perfetto e il piuccheperfetto sono formati dagli ausiliari
haben
oppure
sein
, rispettivamente al presente (= perfetto) o al
Präteritum
(= piuccheperfetto) più il
participio passato
del verbo;
il futuro semplice è formato dall'ausiliare
werden
coniugato al presente più l'
infinito
del verbo;
il futuro anteriore è formato invece sempre dall'ausiliare
werden
coniugato al presente seguito dall'
infinito passato
del verbo.
07_01 Introduzione
Temporal-Angabe
vedi:
complemento di tempo
Thema-Rhema
Vedi:
criterio
Thema-Rhema
tipologia del verbo
Per tipologia del verbo si intende la descrizione delle varie categorie di verbi secondo il loro caratteristico comportamento sintattico. Attraverso il processo di
agglutinazione
e di
derivazione
il tedesco è in grado di formare continuamente nuove voci verbali variando una semplice radice
(= fahren: erfahren, wegfahren, hinfahren, zurückfahren, weiterfahren,...)
. Questi verbi derivati sono i
verbi composti
.
A seconda del loro comportamento sintattico, i verbi composti si dividono poi in
verbi separabili
e
verbi inseparabili
.
14_02 La tipologia del verbo
traccia
vedi:
simbolo "zero" = Ø
tratti distintivi
I tratti distintivi sono dei segni che portano le informazioni grammaticali fondamentali all'interno del
sintagma nominale
.
I tratti distintivi possono essere di tipo
forte
(= informazione grammaticale completa) oppure di tipo
debole
(= richiamo all'informazione già presente). All'interno del sintagma nominale (= articolo + aggettivo + nome) i tratti distintivi seguono delle regole ben precise: il tratto distintivo
forte
appare sempre almeno una volta, ma mai più di una. Di norma il tratto distintivo
forte
viene espresso dall'articolo (o dal determinante), mentre l'aggettivo richiama solo il tratto
debole
. In assenza di articolo (o di determinante indefinito) il tratto distintivo
forte
passa all'aggettivo
(= de
r
jung
e
Mann / ein jung
e
r
Mann)
.
02_02 I tratti distintivi
04_02 La declinazione dell'aggettivo
tun
Il verbo tun segue la coniugazione forte e si comporta di norma come un verbo pieno a tutti gli effetti.
Inoltre può comportarsi come un autentico modale in quanto forma assieme al verbo pieno la caratteristica parentesi verbale (
Verbalklammer
).
Il comportamento da semi-modale si è sviluppato solo di recente e non è ancora entrato nell'uso della lingua scritta. Nel parlato invece l'uso di tun in qualità di modale è molto diffuso
(= Ich tu mir nur noch schnell was überziehen)
.
11_03 Semi-modali
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
U
Umlaut
vedi:
dieresi
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
V
V1
(= linke Satzklammer)
V1
, la "parentesi sinistra" (
linke Satzklammer
) è il
posto sintattico
riservato al verbo flesso. Secondo la struttura
SOV
del tedesco il verbo segue i complementi e chiude la frase. Di conseguenza il posto originario del verbo è sempre alla fine della frase, in
V2
.
Seconda la regola fondamentale della sintassi tedesca il verbo si muove verso sinistra, all'inizio della frase (
risalita del verbo
) e si colloca in seconda posizione, dividendo i due campi sintattici riservati agli elementi nominali, ossia il
Vorfeld
(= soggetto) dal
Mittelfeld
(= oggetti).
In
V1
si trova esclusivamente la
flessione
del verbo, quindi:
i verbi flessi nei tempi semplici;
tutti i verbi
ausiliari
, che aiutano a formare i tempi composti oppure il passivo;
i verbi
modali
e
semi-modali
che in tedesco appartengono alla categoria dei verbi ausiliari.
08_01 Introduzione
08_02
Linke Satzklammer
V2
(= rechte satzklammer)
V2
, la "parentesi destra" (
rechte Satzklammer
) è il
posto sintattico
originario del verbo secondo l'ordine
SOV
.
V2
è il perno della frase, attorno al quale ruotano tutti gli altri elementi.
Il posto sintattico originario del verbo (=
V2
) non è mai vuoto: anche se il verbo risale in
V1
secondo la regola della risalita del verbo, in
V2
rimane sempre una invisibile, ma attiva traccia (
simbolo "zero" = Ø
).
In
V2
si trovano, oltre alla traccia del verbo risalito, tutte le parti non coniugate o non coniugabili del verbo, come:
l'
infinito
o un
participio
del verbo;
la particella di un
verbo composto
;
un
aggettivo
, un
avverbio
o un
nome
in caso di
predicato nominale
.
V2
può quindi essere occupato da svariati elementi, che però sono sempre parte integrante dell' espressione verbale.
13_01 Introduzione
13_02
Rechte Satzklammer
valenza
La valenza è la capacità del verbo di aprire posti sintattici all'interno della frase. Questi posti sintattici possono essere riempiti da una o più
reggenze
legate in maniera obbligatoria (
Ergänzungen
) oppure facoltativa (
Angaben
) al verbo stesso della frase.
Anche alcuni aggettivi (e in misura minore pure gli avverbi e i nomi) possono avere delle valenze, ossia la capacità di attirare a sé altre parole. Queste valenze dell'aggettivo (o dell'avverbio o del nome) sono create sempre all'interno del
predicato nominale
, ossia quando il predicato è formato da un verbo
ausiliare
integrato da un elemento nominale. Le valenze vengono poi riempite dalle
reggenze
che l'aggettivo (o l'avverbio o il nome) conserva anche se si sposta all'interno di un
sintagma nominale
.
04_04 La reggenza degli aggettivi
06_03 La valenza
Verbalklammer
La
Verbalklammer
(= "parentesi verbale") è la caratteristica struttura verbale della frase tedesca che abbraccia tutti gli elementi (nominali e verbali) del
sintagma verbale
. La
Verbalklammer
si apre subito dopo il
Vorfeld
, ossia il
campo sintattico
riservato al soggetto, con il
posto sintattico
del verbo flesso (
V1
), e si chiude con il posto sintattico originario del verbo,
V2
.
La
Verbalklammer
include il campo sintattico del
Mittelfeld
, ossia lo spazio riservato agli oggetti che si trovano di conseguenza sotto il diretto controllo del verbo.
07_03 Verbalklammer
verbo
Il verbo è la categoria grammaticale che descrive l'azione o il processo che il soggetto compie, oppure che subisce, ma può anche descrivere lo stato o la qualità del soggetto stesso.
Sotto il punto di vista grammaticale il verbo si comporta in modo assai analogo sia in italiano che in tedesco.
Fondamentale invece è la differenza nel comportamento sintattico: secondo l'ordine fondamentale del tedesco,
SOV
, il verbo segue i
complementi
e chiude la frase. Il verbo si trova quindi sempre alla fine della frase, e non al centro, subito dopo il soggetto, come in italiano.
07_01 Introduzione
verbo composto
I verbi composti sono il risultato della combinazione di un verbo base con parole appartenenti a categorie grammaticali diverse (= fenomeno dell'
agglutinazione
) oppure combinazioni del verbo base con suffissi di derivazione (= fenomeno di
derivazione
). I verbi composti possono essere di tipo separabile (
verbo separabile
) oppure di tipo inseparabile (
verbo inseparabile
).
14_02 I verbi composti
verbo debole
vedi:
coniugazione del verbo debole
verbo forte
vedi:
coniugazione del verbo forte
verbo impersonale
I verbi impersonali sono quei verbi che si usano solo alla terza persona singolare, per esempio i verbi che indicano fenomeni atmosferici
(= es regnet, es schneit,...)
I verbi impersonali non hanno un soggetto determinato, poiché esprimono un'azione compiuta in sé.
I verbi impersonali usano come soggetto il pronome personale es (
pronome
es
).
16_03 Verbi impersonali
verbo inseparabile
I verbi inseparabili sono quei verbi composti che provengono dal fenomeno della
derivazione
, cioè che premettono al verbo base un
prefisso
non dotato di significato autonomo
(= fahren:
er
-fahren,
be
-fahren,
ver
-fahren,...)
I verbi inseparabili non separano mai il verbo base dalla particella. In caso di tempo semplice risale quindi l'intero verbo in
V1
, mentre in
V2
rimane solo la
traccia
(
simbolo "zero" = Ø
).
14_02_ La tipologia del verbo
14_02 La tipologia del verbo - Ulteriori spiegazioni | Verbi separabili
verbo pieno
Il verbo pieno
(= Vollverb)
è il verbo vero e proprio, autonomo sotto il punto di vista semantico e sintattico, capace cioè di reggere da solo l'interno predicato. Il
Vollverb
può essere costituito da un verbo semplice
(= fahren, stehen, gehen,...)
oppure da un
verbo composto
(= erfahren, aufstehen, weitergehen,...)
A differenza del
Vollverb
, il verbo
ausiliare
(= Hilfsverb)
non contiene da solo un preciso significato, ma serve invece a fare i
tempi composti
del
Vollverb
o a modificarne l'aspetto modale.
A metà strada tra
Vollverb
e il
Hilfsverb
si trova il
Funktionsverb
che abbisogna di un'integrazione con una parte nominale per fornire un significato completo.
14_01 Introduzione
verbo riflessivo
I verbi riflessivi indicano un'azione o un sentimento che si riflette sul soggetto, oppure possono indicare un'azione reciproca. I verbi riflessivi sono contraddistinti sempre all'infinito dal pronome
sich
.
A differenza dell'italiano i verbi riflessivi in tedesco:
reggono sempre l'ausiliare
haben
per la formazione dei tempi composti del passato, e non "essere" (
sein
) come in italiano;
il pronome riflessivo tedesco può essere al caso
dativo
o al caso
accusativo
.
16_04 Verbi riflessivi
verbo separabile
I verbi separabili sono quei verbi composti che provengono dal fenomeno dell'
agglutinazione
, cioè che premettono al verbo base una parola appartenente ad un'altra categoria (= nome, aggettivo, preposizione, verbo,..., p. es.
fahren:
weg
-fahren,
auto
-fahren,
spazieren
-fahren,...)
dotata di significato autonomo. I verbi separabili muovono solo la loro parte coniugabile verso sinistra, in posizione
V1
, mentre l'elemento autonomo, non coniugabile, rimane nel posto sintattico originario del verbo, ossia in
V2
.
14_01 Introduzione
14_02 I verbi separabili
Vollverb
vedi:
verbo pieno
Vorfeld
Il
Vorfeld
è il primo
campo sintattico
riservato ai nomi. Il
Vorfeld
è di norma occupato dal soggetto della frase, ma è possibile spostare nel
Vorfeld
qualsiasi altro elemento che sia un
costituente
, ossia una parte del discorso, anche un'intera
frase subordinata
.
Come conseguenza della
risalita del verbo
che vede il verbo flesso obbligatoriamente in seconda posizione sintattica, il
Vorfeld
può però ospitare un unico elemento sintattico, mai meno di uno e mai più di uno. Se quest'unico posto nel
Vorfeld
è occupato da un altro costituente, il soggetto è costretto a spostarsi nel
Mittelfeld
.
01_05 I campi sintattici
23_02 La funzione dei campi sintattici
Vorgangspassiv
vedi:
forme del passivo
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
W
werden
Il verbo
werden
è uno dei tre ausiliari del tedesco. Viene utilizzato per la formazione del
tempo composto
del futuro e del futuro anteriore e di tutte le forme del
Vorgangspassiv
.
La voce
werden
non ha nessuna corrispondenza con gli ausiliari italiani.
A differenza dell'ausiliare
sein
e
haben
che formano il tempo composto ricorrendo alle proprie forme
(= ich bin gewesen / ich habe gehabt)
, l'ausiliare
werden
forma i suoi tempi composti ricorrendo all'ausiliare
sein
(= ich bin
geworden
)
. In caso di tempi composti del passivo, il participio di
werden
usa la forma breve
worden
accanto al participio del verbo pieno
(= ich bin geliebt
worden
)
.
09_02 La coniugazione degli ausiliari
Wirklichkeitsform
vedi:
indicativo
wollen
l verbo
wollen
esprime in linea di massima la modalità della volontà e del desiderio.
Nel suo aspetto modale
wollen
forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale (
Verbalklammer
). Se il modale
wollen
viene usato con l'
infinito
presente di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale
wollen
con
infinito passato
esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
X
A
|
B
|
C
|
D
|
E
|
F
|
G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
|
P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
Y
A
|
B
|
C
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D
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E
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F
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G
|
H
|
I
|
J
|
K
|
L
|
M
|
N
|
O
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P
|
Q
|
R
|
S
|
T
|
U
|
V
|
W
|
X
|
Y
|
Z
Z
Zeit-Angabe (= Temporal-Angabe)
vedi:
complemento di tempo
Zustandspassiv
vedi:
forme del passivo
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], dov' è spiegato.
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