TEDESCO IN RETE - home tedesco in rete
indiceche cos'ècome si usainiziamoaiutochi siamomailmappa del sito

glossario

torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

1

torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

A

Ablaut
vedi apofonia
Abtönungspartikeln
Le Abtönungspartikeln, tradotto alla lettera "particelle di intonazione", sono una categoria che non esiste in italiano.
Le Abtönungspartikeln non appartengono a nessuna categoria grammaticale: non sono per esempio degli aggettivi o delle particelle modali, in quanto hanno soltanto la capacità di cambiare l'intenzione comunicativa dell' intera frase.
Sotto il punto di vista semantico sono paragonabili alle Modalpartikeln che però appartengono ad una precisa categoria grammaticale ( avverbi) e ricoprono un preciso ruolo sintattico ( complemento di modo).
22_05 Abtönungspartikeln
accusativo
L'accusativo è il caso in cui solitamente viene espresso l'oggetto del verbo. L'accusativo può svolgere le seguenti funzioni: far da Akkusativ-Ergänzung, ossia da complemento della frase nome del predicato, con quei verbi che reggono un doppio accusativo, oppure può servire ad esprimere dei complementi complemento di tempo.
03_06 I casi
20_01 La valenza al caso puro
Adverbialbestimmung
Le Adverbialbestimmungen (alla lettera: le "indicazioni avverbiali") sono dei costituenti facoltativi della frase, ossia delle parti del discorso non obbligatorie per la struttura della frase, ma essenziali per l'indicazione comunicativa.
Sotto il punto di vista sintattico le Adverbialbestimmungen non sono altro che gli avverbi nella loro funzione di Angaben.
22_03 Adverbialbestimmungen
affisso
L'affisso è un elemento morfologico che modifica sul piano formale e semantico la radice di una parola. In termini linguistici si parla di processo di affissazione.
Gli affissi si suddividono in: prefissi, suffissi e infissi.
14_02 La tipologia del verbo
aggettivo
L'aggettivo è quella parte del discorso che si accompagna al nome con il quale forma il sintagma nominale oppure al verbo, con il quale forma l' aggettivo predicativo.
Unendosi a uno di questi due elementi l'aggettivo dipende sintatticamente da loro.
In tedesco l' aggettivo attributivo declina seguendo le indicazioni del sintagma nominale da cui dipende; in caso di dipendenza dal verbo ( aggettivo predicativo), l'aggettivo non flette.
L'aggettivo flette inoltre secondo i gradi di comparazione (= groß - größer - am größten).
04_01 Introduzione
aggettivo attributivo
L'aggettivo attributivo è l'aggettivo che si trova all'intero del sintagma nominale, ossia tra l' articolo e il nome, e che declina secondo il gioco dei tratti distintivi.
02_01 Sintagma nominale
04_03 L'aggettivo all'interno del sintagma nominale
aggettivo predicativo
L'aggettivo predicativo è quell'aggettivo che si trova fuori dal sintagma nominale e che assieme al verbo forma il predicato della frase ( Prädikativ).
In tedesco, a differenza dell'italiano, l'aggettivo predicativo non concorda.
Per esempio: le scarpe sono belle die Schuhe sind schön
02_01 Sintagma nominale
04_02 La declinazione dell'aggettivo
aggettivo sostantivato
L'aggettivo sostantivato è un aggettivo o un participio (presente o passato) che mantiene le caratteristiche morfologiche di un aggettivo o di un participio, ma che sintatticamente diventa un sostantivo.
Cambiando categoria sintattica l'aggettivo sostantivato si scrive con la lettera maiuscola, ma si declina come un normale aggettivo.
Per esempio: der Angestelle, ein Angestellter
05_03 La declinazione degli aggettivi sostantivati
agglutinazione
L'agglutinazione è un procedimento di formazione di nuove parole tramite la combinazione di elementi appartenenti alla stessa categoria oppure a categorie diverse.
Il tedesco è una lingua agglutinante e forma nuovi sostantivi o verbi tramite questo processo di agglutinazione.
Per esempio:
nome+nome: Buch+Handlung = Buchhandlung
verbo+verbo: spazieren+gehen = spazierengehen
avverbio+verbo: fort+gehen = fortgehen
05_02 La formazione dei sostantivi composti
14_02 La tipologia del verbo
anafora
L'anafora è un riferimento ad un concetto già espresso nel testo (o nel discorso), per esempio: "Ho comprato un libro; voglio leggerlo durante le vacanze." Dal contesto risulta chiaramente che la particella "lo" si può riferire solo al libro appena comprato.
In qualità di "sostituto" di una parte del discorso, l'anafora può formare un costituente; sotto il punto di vista morfologico l'anafora appartiene però alla categoria vuota.
Anafora spiegazione
Angabe
L'Angabe, così come dice la parola stessa, è un' "indicazione", un' "informazione" molto importante dal punto di vista semantico, ma in generale non grammaticalmente richiesta dalla struttura del verbo della frase.
L'Angabe è il termine sintattico per designare le Adverbialbestimmungen.
L'Angabe corrisponde in linea di massima al nostro complemento di tempo complemento di causa, complemento di luogo e complemento di modo.
01_05 I campi sintattici
22_01 Angaben
apofonia
L'apofonia (= Ablaut) è la variazione della vocale radicale del verbo forte nel formare i tempi del passato (= ich trinke, ich trank, ich habe getrunken; ich gehe, ich ging, ich bin gegangen; ...).
Per formare correttamente i tempi del passato di questi verbi bisogna conoscerne il loro paradigma.
01_03 La flessione del verbo forte
15_03 Verbi forti
apposizione
L'apposizione è un elemento sintattico che aggiunge un'informazione supplementare a un altro elemento della frase (soggetto o complementi).
L'apposizione concorda nel caso con il nome a cui si riferisce.
20_04 Apposizione
articolo
E' la parola che determina genere, numero e caso del sostantivo tedesco.
Il tedesco distingue come in italiano tra articolo determinativo e articolo indeterminativo.
Il tedesco conosce una forma di articolo non presente in italiano che segnala la non esistenza del sostantivo articolo negativo kein.
03_01 Articolo-Introduzione
articolo determinativo
L'articolo determinativo è quella parola che si premette al nome per indicarlo in modo determinato; in tedesco der, die, das.
03_01 Articolo-Introduzione
03_02 Articolo determinativo e indeterminativo
articolo indeterminativo
L'articolo indeterminativo è quella parola che si premette al nome per indicarlo in modo non determinato, non preciso; in tedesco ein, eine, ein.
03_02 Articolo determinativo e indeterminativo
articolo negativo kein
Il tedesco, oltre all'articolo determinativo e indeterminativo, conosce anche un articolo negativo, capace di aprire il sintagma nominale.
03_03 L'articolo negativo kein
aspetto morfologico
L'aspetto morfologico è l'insieme delle informazioni grammaticali (= genere, numero caso, modo, tempo, persona, ...) che si possono ricavare da una parola osservandone il suo aspetto.
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
aspetto sintattico
L'aspetto sintattico è la qualità di una parola (o di un gruppo di parole) all'interno dell'analisi logica della frase, ossia la definizione delle parole nel loro ruolo di costituente.
Non tutte le parole possono assumere il ruolo sintattico di soggetto, complemento oggetto, o dei vari complementi di tempo, modo, luogo, ...
La definizione sintattica di una parola è di fondamentale importanza per stabilire il suo posto all'interno dell'ordine della frase.
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
attributo
L'attributo è una parola o un gruppo di parole che si associano ad un sostantivo, ad un aggettivo o ad un avverbio per determinarne meglio il significato.
L'attributo dipende sempre sintatticamente da un nome, e non è mai richiesto dalla struttura della frase.
Gli attributi possono essere preposti o posposti al nome a cui si riferiscono.
20_03 L'attributo
ausiliare
Nella classificazione generale del verbo gli ausiliari (= Hilfsverben) rappresentano una sottocategoria di verbi con significato autonomo, i quali possono ricorrere in combinazione con altri verbi nella formazione del predicato verbale.
Il tedesco conosce tre ausiliari sein, haben, werden per formare i tempi composti.
Inoltre conosce altri dieci ausiliari, detti modali o semi-modali: dürfen, können, mögen, müssen, sollen, wollen, brauchen, lassen, heißen, tun.
09_01 Introduzione
avverbio
L'avverbio è la parte invariabile del discorso che ha la funzione di modificare o di determinare il significato di un verbo, di un sostantivo, di un aggettivo, oppure di un altro avverbio.
Nel suo aspetto morfologico di elemento di specificazione, l'avverbio può formare un attributo preposto o posposto all'elemento di riferimento.
Dal punto di vista sintattico l'avverbio può formare un costituente ed è quindi in grado di coprire il ruolo di un' Angabe, ossia di un complemento facoltativo.
Sotto il punto di vista semantico in tedesco, così come in italiano, esistono vari tipi di avverbi: avverbi di tempo, modo, luogo, causa, concessivi, condizionali e consecutivi.
22_02 L'avverbio
avverbio pronominale
L'avverbio pronominale (= Pronominal-Adverb) è un costituente, ossia un elemento sintattico in grado di sostituire una Präpositional-Ergänzung ( caso preposizionale).
L'avverbio pronominale è formato da una parte avverbiale da- seguita dalle varie preposizioni (= dabei, davon, dazu,...). Nel caso in cui la preposizione inizi con una vocale si aggiunge una -r- tra l'avverbio da- e la preposizione (= daran, darauf, darüber,...).
Non è possibile tradurre il Pronominaladverb in italiano, poiché anche in tedesco è un elemento che morfologicamente non ha nessun significato, ma che sintatticamente è in grado di coprire un posto sintattico, essendo "la brutta copia" di un'intera Präpositional-Ergänzung.
21_02 La valenza preposizionale
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

B

brauchen
Il verbo brauchen si trasforma in un semi-modale solo se usato in una frase negativa (= nicht brauchen) e non forma con il verbo pieno un'autentica parentesi verbale ( Verbalklammer).
Di conseguenza il semi-modale (nicht) brauchen non elimina la particella sintattica zu, anche se nel parlato si tende sempre di più a toglierla. Nei tempi composti brauchen forma insieme al verbo pieno il cosiddetto doppio infinito (= Wir haben nicht (zu) kommen brauchen).
11_03 Semi-modali
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

C

campo sintattico
Il campo sintattico è un settore in cui gli elementi sono legati tra di loro da particolari rapporti sintattici. La frase tedesca è composta da ben tre campi sintattici, ognuno dei quali contiene elementi che svolgono un preciso ruolo sintattico all'interno della frase: il Vorfeld (= S) è il campo sintattico riservato al soggetto della frase; il Mittelfeld (= O) è il campo sintattico riservato ai vari complementi (obbligatori e facoltativi) della frase; a questi si aggiungono i due campi della parentesi verbale Verbalklammer, suddivisa in V1 (= flessione del verbo) e V2 (= posto originario del verbo), riservato come campo sintattico al predicato.
L'ordine fondamentale SOV si ripropone nel Nachfeld, il campo sintattico riservato alle frasi secondarie.
01_05 I campi sintattici
24_02 La costruzione della frase secondaria
caso
Il caso è l'aspetto morfologico assunto da una parola in relazione ad una determinata funzione grammaticale. In tedesco i casi sono quattro: nominativo, accusativo, dativo, genitivo.
03_06 I casi
caso puro
Il caso puro corrisponde alla declinazione del nome. Il tedesco distingue quattro casi: nominativo, accusativo, dativo, genitivo.
Sotto il punto di vista sintattico il caso puro può corrispondere alla valenza del verbo, se quest'ultimo richiede una reggenza al caso puro (= Ich lese den Brief).
03_06 I casi
20_01 Introduzione
caso preposizionale
Il caso preposizionale è l'aspetto morfologico richiesto dalla valenza del verbo. Il caso preposizionale è introdotto da una preposizione seguita da un caso (= Ich antworte auf die Frage).
03_06 I casi
21_01 Introduzione
categoria aperta / categoria chiusa
La categoria aperta è una classe di parole che accetta facilmente nuove voci (= neologismi), ad esempio, nomi, verbi, aggettivi, avverbi.
La categoria chiusa è invece una classe di parole in cui non entrano facilmente nuove voci. Alla categoria chiusa fanno parte tutte le parole funzionali, ossia gli articoli, i pronomi, le preposizioni, le congiunzioni e le esclamazioni.
07_01 Introduzione
categoria piena / categoria vuota
La categoria piena è una categoria aperta, ossia una classe di parole autonome sia sotto il punto di vista morfologico che semantico.
"Pieni" sono i nomi, i verbi, gli aggettivi e gli avverbi. La lingua può creare facilmente nuove voci "piene", anche prendendo in prestito voci da lingue straniere (= neologismi), mantenendole inalterate (per esempio: il mouse), oppure adattandole alle proprie regole (per esempio: "resettare/risettare" da to reset).
La categoria vuota è formata da parole appartenenti alla categoria chiusa, ossia da parole funzionali, dotate solo di informazione grammaticale o sintattica, ma priva di un significato autonomo. "Vuoti" sono per esempio gli articoli, i pronomi, le preposizioni, le congiunzioni e le esclamazioni.
Categoria piena e categoria vuota spiegazione
categoria morfologica
La categoria morfologica definisce le parole in base all'analisi grammaticale (= nome, aggettivo, verbo, preposizione, avverbio, ...).
La categoria morfologica si divide in categoria aperta (= nomi, verbi, aggettivi, avverbi) e in categoria chiusa (= parole funzionali come articoli, preposizioni, pronomi, congiunzioni ed esclamazioni).
07_01 Introduzione
categoria semantica
La categoria semantica è un concetto logico: raggruppa diverse categorie di parole non secondo la loro definizione grammaticale oppure secondo il loro comportamento sintattico, ma solo secondo una comune funzione semantica.
Si parla di categoria semantica soprattutto in riferimento ai pronomi. I singoli pronomi possono appartenere alle categorie grammaticali più svariate (per esempio ai nomi, agli articoli, agli aggettivi) e di conseguenza mostrare diversi comportamenti sintattici; sotto il punto di vista semantico tutti i pronomi svolgono però la stessa funzione, ossia quella di fornire un riferimento preciso a persone o a cose.
Sempre di categoria semantica si parla in riferimento ai Funktionsverben che sono verbi normali a tutti gli effetti per quanto riguarda la grammatica e la sintassi, ma che sotto il punto di vista semantico risultano come "indeboliti" e che quindi abbisognano di un'integrazione nominale per formare il predicato.
05_05 I pronomi
16_05 Funktionsverben
comparativo / comparazione
La comparazione è un confronto tra due unità o due gruppi. Il confronto si può ottenere attraverso un aggettivo, un participio con valore di aggettivo, oppure attraverso una frase di comparazione.
04_05 Il comparativo
comparativo di maggioranza
Il comparativo di maggioranza si ottiene quando la qualità espressa dall'aggettivo si afferma in grado maggiore in una delle due persone o cose.
In tedesco questo tipo di comparazione è espresso direttamente dalla declinazione dell'aggettivo (= groß - größer; klein - kleiner; alt - älter;...).
04_05 Il comparativo
comparativo di minoranza
Il comparativo di minoranza si ottiene quando la qualità espressa dall'aggettivo si afferma in grado minore in una delle due persone o cose.
Per esprimere questo tipo di comparazione, il tedesco ricorre, come l'italiano, all'aiuto di appositi avverbi (= groß - weniger groß; leicht - weniger leicht; ...)
04_05 Il comparativo
comparativo di uguaglianza
Il comparativo di uguaglianza si ottiene quando la qualità espressa dall'aggettivo si afferma uguale nelle due persone o cose.
04_05 Il comparativo
complemento
vedi: Ergänzung / Angabe
complemento di causa
Il complemento di causa (= Kausal-Angabe) è un costituente facoltativo. Esso può essere formato da un'espressione avverbiale (= deswegen, deshalb), ma di norma è espresso tramite un sintagma nominale introdotto da una precisa preposizione.
Le preposizioni più frequenti per indicare la causa oggettiva sono: aufgrund + gen (= a causa di), infolge + gen (= a causa di, per) wegen + gen/dat (= a causa di, per). Le preposizioni per indicare le cause a valutazione soggettiva sono: aus e vor (senza uso di articolo).
Molto spesso il complemento di causa viene espresso tramite un'appropriata frase secondaria
22_03 Adverbialbestimmungen
complemento di luogo
Il complemento di luogo (= Ortsangabe oppure Lokal-Angabe) è un costituente facoltativo. Esso può essere formato sia da espressioni avverbiali sia (molto più spesso) da sintagmi nominali introdotti da una preposizione seguita da un caso che, nelle accezioni di luogo, può variare.
I due casi che si trovano con le Lokal-Angaben sono l'accusativo e il dativo.
In linea di massima il complemento di "moto a luogo" richiede l'accusativo, il complemento di "stato in luogo" invece il dativo.
22_03 Adverbialbestimmungen
complemento di modo
Il complemento di modo (= Modal-Angabe) è un costituente facoltativo. Esso può essere formato sia da espressioni avverbiali che da sintagmi nominali introdotti da un'apposita preposizione. Spesso si ricorre a precise particelle modali per aggiungere alla frase un'ulteriore informazione, non riferita direttamente al soggetto della frase, bensì alla valutazione dell'operato tramite una terza persona sottintesa nel contesto (= Er kommt vermutlich: ich vermute, dass er kommt).
22_04 Adverbialbestimmungen
complemento di tempo
Il complemento di tempo (= Zeitangabe oppure Temporal-Angabe) è un costituente facoltativo. Esso può essere formato sia da espressioni avverbiali che da sintagmi nominali al caso puro (= accusativo o genitivo) oppure al caso preposizionale.
I sintagmi nominali al caso puro indicano in linea di massima la funzione di tempo continuato (o generico), i sintagmi nominali introdotti da una preposizione invece indicano di norma una funzione di tempo preciso e determinato.
22_03 Adverbialbestimmungen
complementatore
Il complementatore è una congiunzione subordinante. In tedesco la frase subordinata introdotta da un apposito complementatore rende visibile in modo chiaro l'originario ordine SOV, poiché questo elemento linguistico blocca la risalita del verbo flesso. Infatti, la flessione del verbo, nella frase principale in posizione V1, non è altro che il complementatore strutturante dell'intera proposizione, che suddivide il campo sintattico del soggetto (= Vorfeld) da quello riservato ai complementi (= Mittelfeld) creando la tipica parentesi verbale tra V1 e V2, il posto originario del verbo.
La congiunzione subordinante che si posiziona esattamente nella posizione di V1, bloccando l'accesso al verbo flesso, mette in evidenza la posizione originaria di quest'ultimo all'estrema destra della frase secondo l'ordine SOV.
24_01 Introduzione - La funzione dei complementatori
condizionale
Il condizionale è in italiano un modo del verbo. In tedesco il condizionale non è presente come categoria grammaticale ben definita, ma solo come indicazione semantica. Il condizionale italiano viene reso in tedesco di norma con le varie forme del Konjunktiv 2.
Attenzione richiede solo il diverso comportamento dell'italiano per quanto riguarda l'uso del condizionale in particolari contesti come per esempio il discorso indiretto. In questo caso al condizionale passato può essere affidato un'informazione che in realtà si riferisce ad un'azione futura, in tedesco mai traducibile con una forma del Konjunktiv 2.
Per esempio:
Disse che domani sarebbe arrivato tardi: Er sagte, dass er morgen spät kommen werde.
15_02 Coniugazione del verbo
15_02 Coniugazione del verbo
congiuntivo
vedi: forme del congiuntivo
congiunzione
La congiunzione è un elemento invariabile con la funzione di raccordare parole, sintagmi o proposizioni all'interno di una stessa frase. Le congiunzioni, essendo elementi della struttura sintattica, non sono mai costituenti.
Il tedesco distingue tra congiunzione coordinante e congiunzione subordinante, a seconda della gerarchia sintattica delle singole proposizioni messe in rapporto dalle apposite congiunzioni.
Sotto il punto di vista semantico le congiunzioni possono essere:
causali (= weil, da, zumal, denn),
finali (= damit, um ... zu),
concessive (= obwohl, obgleich, zwar ... aber, auch wenn, selbst wenn),
consecutive (= ..., so dass, ),
condizionali (= wenn, falls, sofern, im Falle, dass, es sei denn),
modali (= indem, dadurch, dass, ... ohne, dass, statt desse, wie, als, je ... desto, je nachdem),
temporali (= während, solange, als, wenn, sooft, immer wenn, nachdem, sobald, wie, seitdem, seit, bis, bevor, ehe).
23_02 La costruzione della frase principale | Lista delle congiunzioni coordinanti  Ulteriori spiegazioni |
congiunzione coordinante
La congiunzione coordinante è un elemento invariabile con la funzione di raccordare parole, sintagmi o proposizioni della stessa qualità sintattica all'interno di un'unica frase. In tedesco, la congiunzione coordinante non può essere considerata un complementatore, in quanto non crea nessuna dipendenza sintattica tra i singoli elementi raccordati. La congiunzione coordinante non ha alcuna ripercussione sull'ordine sintattico della frase introdotta da essa.
23_02 La costruzione della frase principale | Lista delle congiunzioni coordinanti  Ulteriori spiegazioni |
congiunzione subordinante
La congiunzione subordinante è un elemento invariabile con la funzione di raccordare proposizioni di qualità sintattica diversa all'interno di un'unica frase. In tedesco, la congiunzione subordinante ricopre la funzione di un complementatore, in quanto crea un nesso sintattico ben preciso tra la frase principale e la frase secondaria introdotta da essa. La congiunzione subordinante introduce il campo sintattico del Nachfeld, bloccando nella sua qualità di complementatore, la risalita del verbo flesso. Nell'ordine sintattico del Nachfeld si vede quindi in modo evidente l'originario ordine SOV.
24_02 La costruzione della frase subordinata | Lista delle congiunzioni subordinanti  Ulteriori spiegazioni |
coniugazione
La coniugazione è la flessione del verbo, ossia la variazione morfologica secondo le categorie del tempo (= presente, perfetto, futuro, ...) del modo (= indicativo, congiuntivo, imperativo), della persona (= prima persona, seconda persona, ...) e del numero (= singolare, plurale).
Il tedesco distingue tra la coniugazione del verbo debole e la coniugazione del verbo forte.
15_02 La coniugazione del verbo
coniugazione del verbo debole
Il verbo debole coniuga secondo un sistema regolare, basato su un'unica radice per la formazione di tutto il paradigma. La stragrande maggioranza dei verbi tedeschi segue la coniugazione debole. La categoria dei verbi deboli è una classe morfologicamente aperta, ossia capace di formare nuove voci, per esempio adattando al tedesco verbi provenienti da lingue straniere (= mailen dall'inglese to mail, verlinken sempre dall'inglese, ...).
15_04 Verbi deboli
coniugazione del verbo forte
Il verbo forte coniuga come un verbo normale, ma si distingue da quello debole, perché è caratterizzato dall'alternanza della vocale tematica ( apofonia) al Präteritum ed al participio passato.
Per coniugare correttamente i verbi forti bisogna essere a conoscenza del loro paradigma.
15_03 Verbi forti
coniugazione mista del verbo
I verbi misti coniugano secondo il sistema della coniugazione del verbo forte, presentando l' apofonia nei tempi del passato. Formano però il Präteritum e il participio passato con le desinenze del verbo debole. Per coniugare correttamente un verbo misto bisogna essere a conoscenza dell'intero paradigma del verbo.
15_05 Verbi misti
costituente
Il costituente è un concetto dell'analisi logica della frase. In parole semplici il costituente "costituisce" una parte del discorso, ossia il soggetto, il predicato oppure il complemento. Sotto il punto di vista morfologico il costituente può essere rappresentato sia da una sola parola oppure (più spesso) da un gruppo di parole con una precisa funzione sintattica.
Il costituente spiegazione
criterio morfologico
Il criterio morfologico si basa sull' aspetto morfologico dei singoli componenti della frase, ossia se le parole che concretamente formano le varie parti del discorso appartengano alla categoria piena o a quella vuota.
Il criterio morfologico è fondamentale per stabilire l' ordine degli elementi nel Mittelfeld.
18_03 Il criterio morfologico
22_01 Introduzione
criterio sintattico
Il criterio sintattico stabilisce l' ordine degli elementi nel Mittelfeld, quando all'interno della frase sono presenti contemporaneamente Angaben e Ergänzungen, oppure solo Angaben di natura diversa, ma tutte formate da parole appartenenti alla categoria piena.
18_03 Il criterio sintattico
22_01 Introduzione
criterio Thema-Rhema
Il criterio Thema-Rhema è assieme al criterio morfologico e al criterio sintattico, un criterio per stabilire l'ordine degli elementi nominali all'interno del Mittelfeld.
Il criterio Thema-Rhema è un criterio di ordine semantico e stabilisce che gli elementi noti (= il Thema) al parlante o all'interlocutore siano disposti a sinistra del Mittelfeld, mentre le informazioni nuove (= il Rhema) tendono a destra, il più vicino possibile al verbo (= V2).
Elementi morfologici che segnalano la presenza di Rhema sono per esempio l'articolo indeterminativo (= der Roman ein Roman), sintagmi preposizionali (= ich schreibe einen Roman ich schreibe an einem Roman), varie apposizioni posposte (= Ich schreibe an einem Roman ich schreibe an einem Roman über den Untergang der Titanic). Più un elemento è portatore di Rhema, più deciso è il suo movimento verso destra.
23_02 La costruzione della frase principale
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

D

dativo
Il dativo viene solitamente attribuito al complemento di termine italiano. In tedesco, il dativo può avere la funzione di Dativ-Ergänzung, ossia di complemento della frase. Non pochi verbi richiedono obbligatoriamente la valenza al dativo (= Ich helfe dir, ich begegne ihm) oppure come reggenza facoltativa accanto alla valenza all'accusativo (= Ich gebe dir das Buch, ich erzähle ihm eine Geschichte, ...).
03_06 I casi
20_01 La valenza al caso puro
declinazione
La declinazione è la variazione morfologica ( flessione) di un articolo, nome o aggettivo (se in posizione attributiva) per mezzo della quale vengono espresse le funzioni morfosintattiche della parola (= caso, genere, numero).
04_01 Introduzione
declinazione dell'aggettivo
La declinazione dell'aggettivo è la flessione dell' aggettivo attributivo secondo il gioco dei tratti distintivi. In tedesco declina solo l'aggettivo in posizione attributiva, ossia all'interno del sintagma nominale. In posizione predicativa l'aggettivo non flette.
04_02 La declinazione dell'aggettivo
declinazione del nome
La declinazione del nome è la flessione del nome, secondo il genere, numero e caso. Il nome maschile e neutro possono seguire al singolare una declinazione forte, debole o mista, mentre il nome femminile al singolare non flette.
Al plurale tutti i nomi, indipendentemente dal loro genere, flettono secondo ben sette categorie diverse.
05_04 La declinazione del nome
derivazione
La derivazione è un processo di formazione di nuove parole attraverso l'affissazione ( affisso).
In tedesco il processo di derivazione è particolarmente attivo nella formazione di nuovi verbi (= stehen: aufstehen, verstehen, bestehen, gestehen, ...).
14_01 Introduzione
14_02 La tipologia del verbo
determinanti
I determinanti sono l'insieme di tutte le varie categorie che possono fungere da articoli e introdurre un sintagma nominale. All'interno di questa categoria vige una gerarchia ben precisa.
I determinanti oltre a svolgere la funzione di articoli svolgono anche quella di pronome.
03_04 I determinanti
La gerarchia tra i determinanti Ulteriori spiegazioni |
dieresi
La dieresi (= Umlaut) è il segno grafico che segnala la palatalizzazione della vocale. Il tedesco non conosce consonanti palatalizzate come l'italiano (= in campo/inciampo); il fenomeno della palatalizazione ha invece coinvolto il sistema vocalico creando le seguenti forme:
<a> <ä>,
<o> <ö>,
<u> <ü>.
La dieresi può caratterizzare la declinazione del nome (= Gast Gäste, ma: Tag Tage), dell'aggettivo comparato (= groß größer) oppure la coniugazione del verbo forte (= trage trägst, ma: frage fragst).
15_01 Introduzione
15.03 Verbi forti
discorso indiretto
Il discorso indiretto è un modo per riportare o citare enunciati. Di norma una frase riportata da un'altra persona non viene riprodotta tale e quale nel racconto, ma viene spesso introdotta da un elemento subordinante (per esempio: er hat gesagt, dass ...).
In tedesco in discorso indiretto viene espresso con il Konjunktiv 1.
15_02 La coniugazione del verbo
dürfen
l verbo dürfen esprime in linea di massima la modalità del permesso. Se viene usato al Konjunktiv 2 aggiunge all'indicazione di modalità intrinseca al verbo modale un ulteriore informazione, e cioè la valutazione soggettiva espressa da chi parla.
Nel suo aspetto modale dürfen forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale ( Verbalklammer). Se il modale dürfen viene usato con l' infinito presente di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale dürfen con infinito passato esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
11_04 Il modale con l'infinito passato
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

E

Ergänzung
L' Ergänzung (alla lettera: il "completamento") è il sintagma nominale richiesto in maniera obbligatoria dalla struttura del verbo. Sotto il punto di vista dell'analisi logica corrisponde al complemento oggetto della lingua italiana, solo che il tedesco conosce Ergänzungen per esempio anche al dativo o a vari casi preposizionali.
L'Ergänzung è l'elemento morfologico ( reggenza) che riempie il posto sintattico creato dalla valenza del verbo.
Il tedesco distingue tra Ergänzung al caso puro e Ergänzung al caso preposizionale.
19_01 Introduzione
20_01 Caso puro
21_01 Caso preposizionale
Ergänzung al caso puro
L' Ergänzung al caso puro è il sintagma nominale richiesto in maniera obbligatoria dalla struttura del verbo ( reggenza) e formato direttamente dalla declinazione del nome (= Ich lese den Brief).
Il tedesco conosce Ergänzungen al nominativo, accusativo, dativo, genitivo.
20_01 Caso puro
20_02 La valenza al caso puro
Ergänzungen al caso preposizionale
L' Ergänzung al caso preposizionale è il sintagma nominale richiesto in maniera obbligatoria dal verbo ( reggenza) e introdotto da una precisa preposizione seguita da un caso.
21_01 Caso preposizionale
21_02 La valenza al caso preposizionale
Es
vedi: pronome es
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

F

flessione
La flessione è quel processo morfologico che consiste nell'aggiungere alla radice di determinate parole, come per esempio il verbo o il nome, quegli affissi o quelle desinenze che servono ad esprimere le diverse caratteristiche morfologiche. La flessione del verbo coniugazione varia la persona, il numero, il tempo ecc., la flessione del nome declinazione varia invece genere, numero e caso.
01_03 La flessione
flessione del verbo
La flessione del verbo è il modo in cui un verbo (forte, debole o misto) coniuga.
01_03_La flessione
flessione del verbo composto
I verbi composti sono il risultato della combinazione del verbo base con parole appartenenti a categorie grammaticali diverse (= fenomeno dell' agglutinazione) oppure combinazioni del verbo base con affissi di derivazione (= fenomeno di derivazione).
I verbi composti possono essere separabili o inseparabili.
Nella flessione dei verbi composti flette solo la parte verbale, e in caso di verbo separabile la parte flessa del verbo risale in V1, mentre la parte non coniugabile rimane in V2, posto sintattico originario del verbo (= Ich stehe gern früh auf).
01_03 La flessione
flessione del verbo debole
vedi: coniugazione del verbo debole
flessione del verbo forte
vedi: coniugazione del verbo forte
forme del congiuntivo
Il congiuntivo tedesco segnala solo un modo (= Möglichkeitsform, alla lettera: la "forma della possibilità) e non associa alle forme del congiuntivo alcun valore di tempo.
Di conseguenza il tedesco non distingue come in italiano tra congiuntivo presente e passato, ma tra due forme Konjunktiv 1 e Konjunktiv 2.
Entrambi, il congiuntivo 1 e il congiuntivo 2, conoscono una forma semplice e una forma composta.
Le forme del congiuntivo 1 vengono utilizzate per riportare il discorso indiretto, ossia per riportare in modo neutrale ciò che un'altra persona ha detto. Le forme del congiuntivo 1 si trovano quasi esclusivamente nella lingua scritta, in modo particolare nel linguaggio giornalistico.
Il congiuntivo 2 è il vero congiuntivo tedesco e serve ad esprimere due aspetti modali:
La forma semplice, ricavata dal Präteritum, esprime possibilità (= Potentialis).
La forma composta, ricavata dal piuccheperfetto, esprime irrealtà (= Irrealis).
Il congiuntivo 2 è usato anche per esprimere delle richieste cortesi.
09_03 La formazione del congiuntivo
forme del passivo
Il tedesco conosce due forme di passivo: il Vorgangspassiv e il Zustandspassiv.
Il Vorgangspassiv si forma con l'ausiliare werden + il participio passato del verbo; questa forma è il vero passivo che deriva dalla trasformazione di una frase attiva in passiva.
Il Zustandspassiv si forma con l'ausiliare sein + il participio passato del verbo; questa forma di passivo non deriva direttamente dalla trasformazione di una frase attiva, ma descrive normalmente solo lo "stato" derivato da un'azione.
Il Zustandspassiv, essendo formato con l'aiuto dell'ausiliare sein + participio passato del verbo, si avvicina spesso alle forme del predicato nominale.
Per esempio:
Ich öffne das Fenster (= frase attiva),
Das Fenster wird geöffnet (= Vorgangspassiv),
Das Fenster ist geöffnet (= Zustandspassiv),
Das Fenster ist offen
(= predicato nominale).
07_01 Introduzione
09_04 La formazione del passivo
frase
La frase è un'unità linguistica indipendente e di senso compiuto. La frase è composta da due grandi sintagmi: sintagma nominale e il sintagma verbale.
23_01 introduzione
24_01 Introduzione
frase affermativa
La frase affermativa è una frase principale con significato positivo, ossia senza l'elemento di negazione all'interno dell'unità sintattica.
23_02 La costruzione della frase principale
frase imperativa
La frase imperativa è una frase principale che esprime un ordine o un'intimazione. La costruzione della frase imperativa vede il verbo flesso ( V2) direttamente all'inizio della frase e il soggetto, se espresso (= solo in caso di forma di cortesia), spostato obbligatoriamente nel Mittelfeld, come se il Vorfeld fosse occupato da un agente sintattico invisibile. Il comportamento sintattico della frase imperativa assomiglia a quello analogo della frase interrogativa in caso di domanda sì/no.
23_02 La costruzione della frase principale
frase interrogativa
La frase interrogativa è una frase che pone una domanda. Esistono due tipi di frasi interrogative: le frasi interrogative che chiedono informazioni su una cosa o su una persona, oppure le frasi interrogative che richiedono una risposta positiva (= "sì") o negativa (= "no").
Nel primo caso la frase interrogativa è introdotta dall'apposito pronome interrogativo (= wer? was? wieviel? ...) che costituisce un costituente a tutti gli effetti. Secondo le regole sintattiche della frase principale tedesca, il pronome interrogativo copre quindi l'intero spazio disponibile all'interno del Vorfeld e costringe il soggetto a spostarsi nel Mittelfeld.
Nel secondo caso la frase inizia direttamente con il verbo flesso (= Hast du Hans gesehen?) e vede il soggetto sempre nel Mittelfeld, come se il Vorfeld fosse occupato da un agente sintattico invisibile.
La frase interrogativa indiretta, dipendente da una frase principale e introdotta da un apposito complementatore (= ob) si comporta, sotto il punto di vista sintattico, come una qualsiasi frase subordinata.
23_04 La frase interrogativa
frase negativa
La frase negativa è una frase principale con significato negativo. La negazione può essere espressa tramite apposite particelle negative (= nie, niemand, nirgends,...) oppure negando il verbo con la particella nicht (= che corrisponde al "non" italiano). La particella nicht è sotto il punto di vista morfologico un avverbio che precede il verbo da negare, procedimento analogo in tedesco e in italiano.
In tedesco la negazione del verbo ha però particolari implicazioni sintattiche.
Non bisogna mai dimenticare che il tedesco è una lingua SOV, e di conseguenza il verbo si trova in ultima posizione, all'estrema destra della frase. In seconda posizione ( V1) si colloca solo la flessione del verbo, mentre il verbo vero e proprio rimane sempre e comunque in V2. Ed è davanti a questo posto che va collocato la negazione nicht. In caso di tempo semplice quando l'intero verbo risale in V1 ( risalita del verbo), può sembrare che la negazione segua addirittura il verbo, mentre in realtà è sempre posta davanti a V2, la posizione originaria del verbo, che risulta non visibile, ma comunque coperta dalla traccia ( simbolo "zero" = Ø) lasciata dal verbo risalito.
Per esempio:
Ich komme heute nicht Ø.
In caso di tempo semplice formato da un verbo separabile si vede chiaramente che la negazione si colloca esattamente prima del verbo, dato che la parte non coniugabile di un verbo composto non si muove dalla posizione originaria.
Per esempio:
Ich komme heute nicht zurück.
23_03 La frase negativa
frase principale
La frase principale è un'unità linguistica indipendente e di senso compiuto. Secondo l'ordine sintattico del tedesco, che è una lingua SOV, la frase principale prevede il soggetto (= S) in prima posizione, i vari complementi (= O) in posizione centrale e il verbo (= V) in posizione finale. In questo ordine di base interviene però la regola fondamentale della sintassi tedesca che muove il verbo verso sinistra ( risalita del verbo) e lo colloca in seconda posizione sintattica, suddividendo i due campi sintattici riservati rispettivamente al soggetto ( Vorfeld) e ai vari oggetti ( Mittelfeld). Verso sinistra si muove comunque solo la flessione del verbo, mentre le parti con coniugate o non coniugabili del sintagma verbale rimangono nella loro posizione originaria alla fine della frase. In questo modo si genera la caratteristica parentesi verbale ( Verbalklammer) della frase principale tedesca che vede il verbo flesso a sinistra ( V1) e le parti non flesse del verbo a destra ( V2) della frase, con in mezzo il campo sintattico riservato ai complementi che si trovano di conseguenza sotto il diretto e strettissimo controllo del sintagma verbale.
23_02 La frase principale
frase relativa
La frase relativa è una frase subordinata che però non dipende da un altro sintagma verbale, bensì da un nome, al quale si riferisce tramite l'apposito pronome relativo. Il pronome relativo funge da complementatore che blocca la risalita del verbo tipica delle frasi principali e genera quindi, sotto il punto di vista sintattico, un'autentica frase subordinata. La frase relativa non è però un costituente autonomo, in quanto si muove solo assieme al nome di riferimento, cosi come fa l'attributo o l'apposizione.
24_03 La frase relativa
frase subordinata
La frase subordinata è un'unità linguistica che dipendente da una frase principale, assieme alla quale forma un periodo di senso compiuto. La frase subordinata è di norma introdotta da un complementatore, ossia da un'apposita congiunzione subordinante che determina anche il nesso semantico tra la frase principale e la frase subordinata in questione.
In tedesco, il complementatore blocca la risalita del verbo che caratterizza la costruzione della frase principale, mettendo in evidenza l'originale ordine SOV.
La frase subordinata costituisce un costituente autonomo del periodo intero e può di conseguenza occupare il Vorfeld, costringendo in questo caso il soggetto a spostarsi nel Mittelfeld.
24_01 Frase subordinata
Funktionsverb
Il Funktionsverb, così come dice la parola stessa, è un verbo funzionale, ossia un verbo che fa da supporto a una parte nominale, con la quale forma il predicato della frase.
Dal punto di vista sintattico il Funktionsverb è simile ai verbi ausiliari, poiché fa da supporto ad una parte nominale, mentre dal punto di vista morfologico rimane un verbo vero e proprio ( Vollverb).
La combinazione tra il verbo funzionale e la sua parte nominale genera una nuova struttura verbale chiamata Funktionsverbgefüge, alla lettera: "incastro" funzionale.
16_05 Funktionsverben
Funktionsverbgefüge
I Funktionsverbgefüge sono dei complessi verbali costituiti da un verbo funzionale ( Funktionsverb) e da una parte nominale.
Dal punto di vista sintattico i Funktionsverbgefüge si comportano come un predicato nominale ( Prädikativ): la parte nominale che costituisce i Funktionsverbgefüge è parte integrante del verbo e si posiziona in V2.
16_05 Funktionsverben
16_05 Il comportamento sintattico dei Funktionsverbgefüge
futuro anteriore
Il futuro anteriore (= Futur II) è un tempo composto formato dall'ausiliare werden al presente più l'infinito passato del verbo (= Ich werde getan haben).
Il futuro anteriore viene utilizzato raramente, quasi esclusivamente nella lingua scritta.
Il futuro anteriore si usa per esprimere:
un'azione compiuta nel futuro (= In sechs Jahren werden wir unsere Wohnung abbezahlt haben);
una probabilità (= Er ist in Verspätung. Er wird in einen Stau gekommen sein);
un forte valore ipotetico della frase (= Tina und Peter? Ich habe lange nichts von den beiden gehört. Sie werden geheiratet haben, denke ich).
15_02 La coniugazione del verbo
futuro semplice
Il futuro semplice in tedesco è un tempo composto e si forma con l'ausiliare werden al presente più l'infinito presente del verbo.
Il futuro viene utilizzato per esprimere:
un' azione futura (= Ich werde es morgen erledigen);
un' intenzione (= Nächstes Jahr werden wir das Geschäft unserer Mutter weiterführen);
un' aspettativa o un timore (= Er wird schon kommen);
una supposizione (= Er ist nicht zu Hause. Er wird wohl noch beim Arzt sein);
un ordine impartito in maniera brusca (= Du wirst sofort deine Stiefel ausziehen!).
15_02 La coniugazione del verbo
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

G

genitivo
Il genitivo viene solitamente attribuito al complemento di specificazione italiano. In tedesco, questa funzione è assorbita dall'attributo posposto al genitivo (= Das Haus des Vaters).
Oltre a questa funzione il genitivo può coprire in qualità di Ergänzung la valenza di quei rari verbi che richiedono una reggenza al genitivo (= ich bin mir dessen bewusst).
Il genitivo può essere utilizzato nelle espressioni di tempo determinato (= montags kann ich nie).
03_06 I casi
20_01 La valenza al caso puro
genitivo sassone
Struttura linguistica tipica dell'inglese e del tedesco che sostituisce il complemento di specificazione italiano in caso di nomi propri.
In tedesco, il genitivo sassone si forma aggiungendo il suffisso -s al nome proprio (anche a quello femminile) che deve precedere il sostantivo di riferimento (= Peters Geschenk, Tinas Geburtstag).
Il genitivo sassone non tollera nessuna forma di determinante prima dell'intero sintagma nominale (= *** Das Peters Geschenk).
03_05 Nullartikel
gerundio
Il gerundio è in italiano un modo del verbo, utilizzato in forma invariabile, specialmente nelle frasi secondarie per esprimere un valore temporale, strumentale, causale, modale e ipotetico. In italiano il gerundio si articola in un tempo presente e in un tempo passato.
In tedesco invece non esiste questo modo e per riuscire a tradurre il gerundio italiano bisogna ricorrere a delle perifrasi particolari. È comunque sempre consigliabile riformulare l'intera frase secondo normali strutture tedesche.
15_02 La coniugazione del verbo
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

H

haben
Il verbo haben è uno dei tre ausiliari del tedesco. Viene utilizzato per la formazione del tempo composto del passato.
La voce haben corrisponde all'ausiliare italiano "avere", conosce però un uso diverso in tedesco e in italiano.
La coniugazione dei verbi riflessivi richiede per esempio in tedesco l'uso dell'ausiliare haben (= ich habe mich gewaschen).
09_02 La coniugazione degli ausiliari
heißen
Il verbo semi-modale heißen segue la coniugazione forte (= heißen - hieß - geheißen), si comporta come un autentico modale in quanto forma assieme al verbo pieno la parentesi verbale ( Verbalklammer) senza la particella sintattica zu; nei tempi composti forma con il verbo pieno il cosiddetto doppio infinito, esattamente come gli autentici modali (= ich habe ihn kommen heißen).
In qualità di verbo modale heißen indica un ordine blando, un'intimazione decisa, ma formulata in maniera cortese.
Oltre all'aspetto modale, il verbo heißen può ricoprire il ruolo di verbo pieno, con accezioni completamente diverse (= Ich heiße Tina).
11_03 semi-modali
Hilfsverben
vedi: ausiliare
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

I

imperativo
L'imperativo è un modo finito del verbo che esprime un comando o un'esortazione.
L'imperativo vero e proprio conosce solo due forme, cioè la seconda persona singolare e la seconda persona plurale (= geh!; geht!). Una terza forma è riservata alla forma di cortesia, in tedesco espressa tramite la terza persona plurale (= gehen Sie bitte!).
L'imperativo è l'unico modo del sistema verbale tedesco a non avere il soggetto espresso nel Vorfeld, ma nel Mittelfeld.
15 02_ La coniugazione del verbo
indicativo
L'indicativo è un modo del verbo. In tedesco l'indicativo corrisponde alla Wirklichkeitsform, ossia alla forma "della realtà".
L'indicativo è il modo destinato all'asserzione o alla semplice presentazione di un fatto oggettivo.
07_01 Introduzione
15_02 La coniugazione del verbo
infinito
L'infinito è un modo che esprime l'idea verbale senza determinare la persona e il numero.
Il tedesco conosce tre tipi di infinito:
Infinitiv Präsens (= l'infinito presente),
Infinitiv Perfekt (= l'infinito passato),
Infinitiv Futur (= forma non presente in italiano), che a sua volta si divide nella forma dell'Infinitiv Futur I e Infinitiv Futur II.
L'infinito presente può diventare un sostantivo. In questo caso prende la lettera maiuscola e il genere neutro (= lesen das Lesen).
15_02 La coniugazione del verbo
infinito passato
L'infinito passato è uno dei vari tipi di infinito che questo modo verbale conosce.
In tedesco la parentesi verbale ( Verbalklammer) formata da un verbo modale assieme all'infinito passato del verbo pieno crea una struttura con particolari accezioni semantiche (= Peter könnte den Film gesehen haben: "Potrebbe anche darsi che Peter abbia visto il film").
11_04 Il modale con l'infinito passato
infinito sintattico
L'infinito sintattico o infinito con zu non è altro che la frase secondaria (di norma una frase oggettiva) espressa in modo infinito, non introdotta da una congiunzione subordinante.
Per esempio:
Tina hat versprochen, dass sie morgen früher kommt (= frase secondaria, di tipo oggettivo);
Tina hat versprochen, morgen früher zu kommen (= infinito sintattico sostitutivo della frase oggettiva).
L'infinito sintattico (= sostitutivo di una frase) è sempre accompagnato dalla particella zu per segnalare la presenza del Nachfeld, ossia del campo sintattico riservato alle frasi secondarie.
Bisogna stare attenti a non confondere l'infinito sintattico con l'infinito preceduto dall'omofona preposizione zu che risponde invece alla valenza di precisi verbi.
Così gli stessi ausiliari sein e haben possono richiedere, in qualità di verbi modali una valenza all'infinito (= ich habe zu tun). In questo caso la combinazione della preposizione zu con un infinito non è un infinito sintattico, bensì nient'altro che una specie di complemento oggetto espresso tramite un sintagma verbale invece che da un sintagma nominale.
24_02. L'infinito con zu
09_05 Uso di sein e haben come verbo modale
inversione
La cosiddetta "inversione" non è un concetto della grammatica tedesca, ma la descrizione di un fenomeno, certo vistoso ma del tutto normale, dovuto alle specifiche regole della sintassi tedesca. Per "inversione" si intende lo spostamento del soggetto, di norma collocato nel Vorfeld, verso il Mittelfeld, se il Vorfeld è occupato da un altro costituente. Questo spostamento non è una regola in sé, bensì semplicemente la conseguenza del fatto che il Vorfeld contiene un unico posto sintattico e non tollera la presenza contemporanea di più costituenti. Questa particolarità del Vorfeld è a sua volta dovuta alla regola fondamentale della sintassi tedesca, ossia alla risalita del verbo che muove il verbo dalla sua posizione originaria in V2 verso l'inizio della frase e lo colloca esattamente in seconda posizione sintattica, suddividendo il Vorfeld dal Mittelfeld. Di conseguenza lo spazio disponibile all'interno del Vorfeld risulta ristretto ad un unico posto, seguito immediatamente dalla flessione del verbo ( V1).
23_02 La costruzione della frase principale
(Vorfeld)
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

J

torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

K

Kausal-Angabe
vedi: complemento di causa
Konjunktiv
vedi: forme del congiuntivo
Konjunktion
vedi: congiunzione
Konjunktiv 1
Il Konjunktiv 1 è una delle due forme del congiuntivo tedesco.
Il Konjunktiv 1 viene utilizzato per riportare il discorso indiretto, ossia per riportare in modo neutrale ciò che un'altra persona ha detto.
Il vero congiuntivo, ossia quello che riporta un modo del verbo, è invece il Konjunktiv 2.
Le forme del Konjunktiv 1 sono presenti quasi esclusivamente nella lingua scritta, in modo particolare nel linguaggio giornalistico.
09_03 La formazione del congiuntivo
09_03 La formazione del congiuntivo
Konjunktiv 2
Il Konjunktiv 2 è la vera forma del congiuntivo tedesco, ossia quella che riporta un preciso modo del verbo. In tedesco, il congiuntivo non segnala mai un aspetto temporale, ma solo un aspetto modale, legato al grado di Möglichkeit (= possibilità):
La forma semplice del Koniunktiv 2, ricavata dal Präteritum, esprime possibilità (= Potentialis);
la forma composta, ricavata dal piuccheperfetto, esprime irrealtà (= Irrealis).
Il congiuntivo 2 è usato anche per esprimere delle richieste cortesi.
Solo i verbi forti sono in grado di formare tutte le forme del congiuntivo chiaramente distinguibili dalle forme dell'indicativo. I verbi deboli devono invece ricorrere a perifrasi, soprattutto per la forma semplice che corrisponde al Potentialis. La forma sostitutiva si forma con l'ausiliare werden al congiuntivo seguito dall'infinito del verbo (= ich würde reden).
La perifrasi con würde sta diventando ormai la forma più usata del congiuntivo, anche per i verbi forti (= ich käme: ich würde kommen).
09_03 La formazione del congiuntivo
09_03 La formazione del congiuntivo
können
l verbo können esprime in linea di massima la modalità della capacità e della possibilità. Se viene usato al Konjunktiv 2 aggiunge all'indicazione di modalità intrinseca al verbo modale un ulteriore informazione, e cioè la valutazione soggettiva espressa da chi parla.
Nel suo aspetto modale können forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale ( Verbalklammer). Se il modale können viene usato con l'infinito presente di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale können con infinito passato esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
11_04 Il modale con l'infinito passato
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

L

lassen
Il verbo semi-modale lassen segue la coniugazione forte (= lassen - ließ - gelassen), si comporta come un autentico modale in quanto forma assieme al verbo pieno la parentesi verbale ( Verbalklammer) senza la particella sintattica zu; nei tempi composti forma con il verbo pieno il cosiddetto doppio infinito, esattamente come gli autentici modali (= ich habe ihn kommen lassen).
In qualità di verbo modale lassen indica ordinazione, incarico, il "far fare qualcosa".
Il verbo lassen può ricoprire il ruolo di verbo pieno; più diffusi (come verbi pieni) sono però i verbi derivati (sich) verlassen oppure etwas belassen.
11_03 semi-modali
Linke Satzklammer
La Linke Satzklammer (= parentesi sinistra) è il primo posto sintattico riservato al verbo della frase. Nella Linke Satzklammer entra solo il verbo flesso. La linke Satzklammer ( V1) è collocata immediatamente dopo il campo sintattico del Vorfeld e apre la Verbalklammer (= parentesi verbale) introducendo il campo sintattico del Mittelfeld.
01_05 I campi sintattici
08_02 Linke Satzklammer
Links-Ergänzung
La Links-Ergänzung è la reggenza che tende a posizionarsi a sinistra del Mittelfeld. Le Links-Ergänzungen sono le reggenze espresse al caso puro, in primo luogo il soggetto, sempre espresso al caso nominativo. Il soggetto si colloca di norma nel campo sintattico del Vorfeld; se deve spostarsi a causa di un altro costituente che occupa il Vorfeld, allora il soggetto occupa il posto più a sinistra disponibile nel Mittelfeld, diventando la Links-Ergänzung più importante di tutta la frase.
18_03 La distribuzione all'interno del Mittelfeld
Lokal-Angabe
vedi: complemento di luogo
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

M

Mittelfeld
Il Mittelfeld è il secondo campo sintattico, dopo il Vorfeld, riservato agli elementi nominali della frase. La disposizione degli elementi all'interno del Mittelfeld è regolata da principi morfologici ( criterio morfologico) e sintattici ( criterio sintattico) ben precisi.
18_01 Introduzione
18_02 L'ordine sintattico nel Mittelfeld
modale
In italiano i verbi modali vengono comunemente chiamati verbi servili (= dovere, potere, volere) e formano, se associati ad altri verbi, con questi un unico predicato verbale.
In tedesco il verbo modale è un ausiliare vero e proprio, il quale forma assieme ad un altro verbo la parentesi verbale ( Verbalklammer). Di conseguenza, il modale si posiziona sempre in V1, poiché porta le indicazioni grammaticali del sintagma verbale, mentre il secondo verbo, all'infinito, rimane collocato nella posizione originaria del verbo, ossia in V2 (= Ich kann heute leider nicht kommen).
Il tedesco conossce ben sei verbi modali e quattro semi-modali. I verbi modali sono: können, dürfen, müssen, wollen, mögen/möchte e sollen.
A questi modali si aggiungono poi i semi-modali: brauchen, lassen, heißen, tun.
10_01 Introduzione
10_02 La coniugazione
Modalverb
vedi: modale
Modalangabe
vedi: complemento di modo
Modalpartikel
vedi: particella modale
mögen/möchte
l verbo mögen/möchte esprime in linea di massima la modalità della simpatia e dell'ordinazione. Se viene usato al Konjunktiv 2 aggiunge all'indicazione di modalità intrinseca al verbo un' ulteriore informazione, e cioè la valutazione soggettiva espressa da chi parla.
Nel suo aspetto modale mögen/möchte forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale ( Verbalklammer). Se il modale mögen/möchte viene usato con l'infinito presente di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale mögen/möchte con infinito passato esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
11_04 Il modale con l'infinito passato
Möglichkeitsform
vedi: congiuntivo
morfologia
La morfologia è quel sottocampo della linguistica che studia la struttura interna delle parole.
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
müssen
Il verbo müssen esprime in linea di massima la modalità della necessità. Se viene usato al Konjunktiv 2 aggiunge all'indicazione di modalità intrinseca al verbo modale un ulteriore informazione, e cioè la valutazione soggettiva espressa da chi parla.
Nel suo aspetto modale müssen forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale ( Verbalklammer). Se il modale müssen viene usato con l'infinito presente di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale müssen con infinito passato esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
11_04 Il modale con l'infinito passato
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

N

Nachfeld
Il Nachfeld è il campo sintattico riservato alle frasi secondarie. Il Nachfeld è introdotto di norma da una congiunzione subordinante con funzione di complementatore che blocca la caratteristica risalita del verbo flesso in V1. L'ordine sintattico all'interno del Nachfeld mette quindi in evidenza la struttura fondamentale del tedesco, che è una lingua SOV.
01_05 I campi sintattici
24_01 Introduzione
negazione
La negazione è un concetto semantico che a livello grammaticale e sintattico può essere attuato attraverso delle modifiche al verbo ( negazione del verbo) oppure ai singoli sintagmi. In italiano, la negazione più diffusa si serve dell'avverbio negativo "non", preposto direttamente all'elemento che si vuole negare.
In tedesco la negazione funziona in linea di massima allo stesso modo, solo che non bisogna mai dimenticare che il tedesco è una lingua SOV: in caso di negazione del verbo la particella nicht si posiziona davanti a V2 che è il posto originario del verbo, e non davanti a V1 che contiene solo la flessione del verbo.
Oltre alla negazione con nicht il tedesco dispone di una seconda strategia efficace per rendere negativa una frase, e cioè l'articolo negativo kein, struttura grammaticale non presente in italiano. L'articolo kein può negare ovviamente solo sintagmi nominali, per cui è impiegato soprattutto in forme di predicato nominale.
Per esempio:
Ich bin Student/ich bin kein Student;
Ich habe Hunger/ich habe keinen Hunger.

23_03 La frase negativa
negazione con nicht
La particella nicht corrisponde al "non" italiano ed è come quest'ultimo un avverbio che precede sempre l'elemento della frase che viene negato.
Problemi con la posizione della particella nicht sorgono solo in caso di negazione del verbo, poiché il verbo in tedesco occupa l'ultima posizione della frase, secondo l'ordine fondamentale SOV. In seconda posizione ( V1) si trova solo la flessione del verbo, ma non il verbo vero e proprio che bisogna negare. In caso di tempo semplice, quando l'intero verbo risale in V1, può sembrare che la negazione segua addirittura il verbo, mentre in realtà è sempre posto davanti a V2, la posizione originaria del verbo, che risulta non visibile, ma comunque coperta dalla traccia ( simbolo "zero" = Ø) lasciata dal verbo risalito.
Per esempio:
Ich komme heute nicht Ø.
23_03 La frase negativa
negazione del verbo
La negazione del verbo viene chiamata in tedesco Satznegation, ossia alla lettera: "negazione della frase", poiché solo la negazione del verbo ( predicato) crea un'intera frase con accezione negativa.
La frase può essere negata tramite diverse particelle negative, tra cui la più importante la particella nicht che corrisponde alla voce italiana "non".
Se si sceglie la negazione con nicht questa particella si posiziona subito prima del verbo. Non bisogna però mai dimenticare che il tedesco è una lingua SOV, e di conseguenza il verbo si trova in ultima posizione, all'estrema destra della frase. In seconda posizione ( V1) si colloca solo la flessione del verbo, mentre il verbo vero e proprio rimane sempre e comunque in V2. Ed è davanti a questo posto che si colloca la negazione. In caso di tempo semplice quando l'intero verbo risale in V1, può sembrare che la negazione segua addirittura il verbo, mentre in realtà è sempre posto davanti a V2, la posizione originaria del verbo, che risulta non visibile, ma comunque coperta dalla traccia ( simbolo "zero" = Ø) lasciato dal verbo risalito.
Per esempio:
Ich komme heute nicht Ø.
In caso di tempo semplice formato da un verbo separabile si vede chiaramente che la negazione si colloca esattamente prima del verbo, dato che la parte non coniugabile di un verbo composto non si muove dalla posizione originaria.
Per esempio:
Ich komme heute nicht zurück.
23_03 La frase negativa
negazione di un singolo elemento
La negazione di un singolo elemento viene chiamata in tedesco Sondernegation, ossia alla lettera "negazione particolare". La Sondernegation ricorre, come la negazione del verbo (= Satznegation) alla particella nicht che precede direttamente l'elemento da negare.
Per esempio:
Ich, nicht er, müssen gleich weg.
Ich will mit dir sprechen, nicht mit ihm.
Nicht dieses Buch meine ich, sondern jenes dort.

23_03 La frase negativa
nome
Il nome o sostantivo è un elemento linguistico che serve a individuare e a designare le persone e le cose. Il nome declina variando sul piano morfologico il genere, il numero e il caso.
In tedesco esistono tre generi per il nome: maschile (der Saft), femminile (die Luft) e neutro (das Gift) che declinano secondo schemi forti, deboli o misti. Il plurale, unico per tutti e tre i generi, si differenzia però in ben sette categorie diverse.
Nella stragrande maggioranza dei casi non è possibile risalire dalla sola forma del nome al suo genere né alla sua appartenenza alla declinazione forte o debole.
Per questo è fondamentale imparare ogni nuovo termine con il suo articolo (= definizione del genere), la forma del genitivo singolare (= definizione di declinazione forte o debole) e la forma del nominativo plurale (= definizione della categoria del plurale).
Per esempio:
der Tag, des Tages, die Tage,
der Herr, des Herr(e)n, die Herren,
das Buch, des Buches, die Bücher,
das Herz, des Herzens, die Herzen,
die Blume, -, die Blumen,
die Angst, -, die Ängste,...

05_01 Introduzione
05_04 La declinazione del nome
nome del predicato
Il nome del predicato è il sintagma nominale che assieme al verbo forma il predicato della frase ( Prädikativ). In italiano il nome del predicato corrisponde al complemento predicativo del soggetto che può formare il predicato della frase solo con l'ausiliare "essere" (e con pochi altri verbi).
La struttura del Prädikativ tedesco comprende invece molte possibilità di predicato nominale.
03_05 Nullartikel
nominativo
Il nominativo è il caso in cui solitamente viene espresso il soggetto della frase.
Oltre alla funzione di soggetto, il caso nominativo può formare il nome del predicato in presenza dei verbi ausiliari o di determinati verbi funzionali.
03_06 I casi
Nullartikel
Il termine Nullartikel, alla lettera "articolo zero", indica il particolare comportamento morfologico e sintattico di tutti quei sostantivi (nomi geografici, di persona, espressioni generiche, …) che non tollerano l'uso dell'articolo.
03_05 Nullartikel
numerali
I numerali sono degli aggettivi che indicano i numeri. Oltre che come aggettivi possono essere usati come avverbi o sostantivi.
04_06 I numerali
numerali cardinali
I numeri cardinali indicano una quantità numerica in senso assoluto. I numeri cardinali possono essere utilizzati come sostantivi, aggettivi o avverbi.
04_06 I numerali
numerali ordinali
I numeri ordinali indicano la posizione di un elemento all'interno di un insieme ben ordinato. I numeri ordinali possono essere utilizzati come sostantivi, aggettivi o avverbi.
04_06 I numerali
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

O

ordine SOV
L'ordine SOV è l'ordine sintattico degli elementi della frase tedesca. La sigla indica semplicemente l'ordine obbligatorio in cui si susseguono le fondamentali parti del discorso: S è il soggetto che apre la frase ( Vorfeld), O indica gli oggetti che si posizionano al centro della frase ( Mittelfeld) e V è il verbo che in tedesco si trova alla fine della frase.
In tedesco i complementi precedono quindi il verbo (= SOV), mentre in italiano seguono il verbo (= SVO) che si trova in centro della frase, subito dopo il soggetto.
01_02 La struttura SOV
06_02 La costruzione sintattica OV
ordine delle Angaben
Le Angaben (alla lettera le "indicazioni" che corrispondono in linea di massima ai complementi di tempo, causa, luogo e modo) si collocano di norma all'interno del Mittelfeld, ossia il campo sintattico riservato agli oggetti. Nel Mittelfeld l'ordine seguito dai singoli costituenti non è mai casuale, ma è governato dalla struttura del verbo che a sua volta chiude la frase ( V2). L'ordine delle Angaben, sintagmi non obbligatori, è regolato da principi morfologici e sintattici molto precisi.
22_03 Adverbialbestimmungen
ordine marcato
Per ordine marcato si intende un ordine sintattico che diverge dall'ordine normale della frase. Per la realizzazione di precise intenzioni comunicative può risultare necessario lo spostamento di un costituente dal suo posto normale verso una posizione sintatticamente possibile, ma inconsueta. L'elemento per così dire "fuori posto" cade sotto fortissimo accento e attira di conseguenza la particolare attenzione dell'interlocutore.
Il tedesco conosce due strategie di ordine marcato:
collocare il costituente da accentuare nel Vorfeld, ossia il campo sintattico riservato di norma al soggetto. Questo procedimento costringe a sua volta il soggetto a spostarsi nel Mittelfeld (= il fenomeno della cosiddetta "inversione") e assegna al costituente in questione un forte rilievo;
collocare il costituente da accentuare in posizione di rilievo all'interno del Mittelfeld. Questo procedimento richiede più attenzione, poiché l'ordine all'interno del Mittelfeld è regolato direttamente dalle esigenze del verbo. In linea di massima si cercherà di collocare l'elemento da marcare il più a destra possibile del Mittelfeld, se questo è possibile secondo il criterio morfologico, regola fondamentale non violabile all'interno del Mittelfeld.
22_01 Introduzione
ordine nel Mittelfeld
All'interno del Mittelfeld, ossia il campo sintattico riservato agli oggetti, si collocano tutti i sintagmi nominali richiesti dal verbo ad eccezione del soggetto, che di norma si colloca nel Vorfeld. Nel Mittelfeld l'ordine seguito dai singoli costituenti non è mai casuale, ma è governato dalla struttura del verbo che a sua volta chiude la frase ( V2). Lo spazio disponibile nel Mittelfeld è regolato sempre dall'ordine fondamentale SOV che vede il verbo in ultima posizione: più un sintagma è legato per struttura al verbo, e più si avvicina al posto sintattico originario, ossia a V2. I complementi obbligatori ( Ergänzungen) si collocano quindi più a destra possibile del Mittelfeld, i complementi liberi ( Angaben) sono spinti invece a sinistra.
Questo ordine può essere capovolto dal criterio morfologico che stabilisce la superiorità assoluta della categoria piena su quella vuota. In presenza di anafore (p.es. sintagmi nominali ridotti a pronomi) saranno quindi queste ultime ad essere spinte a sinistra, a prescindere dalla loro importanza sintattica (= Ich habe meinem Vater ein Buch geschenkt Ich habe es meinem Vater geschenkt).
22_01 Introduzione
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

P

paradigma
Il paradigma è l'elenco fondamentale di tutte le forme del verbo, dal quale derivano poi i tempi semplici e composti. Nel paradigma del verbo vengono solitamente messe in risalto le forme dell'infinito, del presente (= solo in caso di presenza di dieresi), del Präteritum e del participio passato.
15_03 Verbi forti | Ulteriori spiegazioni - Paradigma dei verbi forti Ulteriori spiegazioni | Paradigma dei verbi forti
paradigma dei verbi forti
Il paradigma dei verbi forti è caratterizzato dall'apofonia, ossia dall'alternanza della vocale radicale. L'apofonia crea una voce apposita per il Präteritum ed una seconda per il participio passato. L'intero paradigma dei verbi forti comprende dunque tre voci:
l'infinito (= fahren), da cui si formano il tempo del presente, le forme infinite, il futuro e le forme del congiuntivo 1;
il Präteritum (= fuhr), da cui si ricavano i tempi del Präteritum e del congiuntivo 2;
il participio passato (= gefahren), da cui si ricavano i tempi composti del passato, perfetto e piuccheperfetto, e l'intero passivo.
Nel caso del verbo fahren bisogna indicare anche la presenza della dieresi in precise forme del presente:
du fährst, er fährt.
15_03 Verbi forti | Ulteriori spiegazioni - Paradigma dei verbi forti Ulteriori spiegazioni | Paradigma dei verbi forti
paradigma dei verbi deboli
Il paradigma dei verbi deboli è molto regolare, non essendoci variazioni della vocale radicale. Il paradigma dei verbi deboli presenta un'unica radice per la formazione di tutto il paradigma (= leben, lebte, gelebt).
15_04 Verbi deboli
particella modale
Le particelle modali sono avverbi capaci di formare una Modalangabe ( complemento di modo). Oltre alla loro qualità sintattica di costituente le particelle modali possono però fungere anche da Satzäquivalent, ossia da sintagma che equivale da solo ad un'intera frase. Le particelle modali sono molto usate anche in questa loro seconda funzione, ossia come risposta breve (= Ja, sicher! Doch! Vermutlich nicht,...).
22_05 Abtoenungspartikel
participio
Il participio è un modo infinitivo del verbo che prevede due forme, ossia il participio presente e il participio passato. Tutte le forme di participio possono essere utilizzate come un aggettivo, come sostantivo, come parte del predicato, come avverbio.
In funzione di aggettivo attributivo il participio rimane morfologicamente un participio, ma sintatticamente diventa un aggettivo e soggiace quindi al gioco dei tratti distintivi.
In funzione di sostantivo il participio deve essere scritto con la lettera maiuscola.
15_02 La coniugazione del verbo
participio passato
Il participio passato è il modo infinito del verbo che viene utilizzato nella coniugazione dei tempi composti del passato e nella formazione del passivo.
Il participio passato può essere utilizzato come aggettivo oppure come sostantivo.
Se usato come aggettivo soggiace al gioco dei tratti distintivi, se viene usato come sostantivo si scrive con la lettera maiuscola e si declina come un normale aggettivo sostantivato.
15_02 la coniugazione del verbo
Partizipialkonstruktion
La Partizipialkonstruktion è una costruzione complessa che presenta un participio assieme alle sue reggenze in posizione attributiva, e quindi sottoposto al gioco dei tratti distintivi.
Il participio che caratterizza le Partizipialkonstruktionen rimane morfologicamente sempre un participio, ma sintatticamente diventa un aggettivo.
04_04 La reggenza degli aggettivi
passivo
vedi: forme del passivo
perfetto
Il perfetto (= Perfekt) è un tempo composto del passato formato dal presente dell' ausiliare sein o haben più il participio passato del verbo.
Sul piano morfologico il Perfekt tedesco assomiglia al passato prossimo italiano, sul piano semantico invece ci sono delle differenze. Il perfetto può essere utilizzato per esprimere:
un fatto del passato ancora collegato al presente (= Ich habe das Buch gerade gekauft);
un fatto del passato, ma verificabile fin da subito (= Letzte Woche sind wir zusammen nach Manchester geflogen);
un fatto futuro e in questo caso il perfetto ha il valore di un futuro anteriore (= Nächstes Jahr haben wir das Haus fertig gebaut).
15_02 La coniugazione del verbo
piuccheperfetto
Il piuccheperfetto (= Plusquamperfekt) è un tempo composto del passato formato dal Präteritum dell'ausiliare sein o haben più il participio passato del verbo.
Sul piano morfologico il Plusquamperfekt tedesco assomiglia alle forme del trapassato italiano (= trapassato prossimo e remoto), in quanto viene utilizzato esclusivamente per esprimere l'anteriorità nel passato (= Bevor ich auf die Uni ging, hatte ich drei Jahre lang im Hotelfach gearbeitet).
15_02 La coniugazione del verbo
posto sintattico
Il posto sintattico è l'insieme della particolare struttura del verbo tedesco, ossia della Verbalklammer che si apre con il posto V1, riservato solo verbo flesso, e si chiude con V2, il posto originario del verbo secondo l'ordine fondamentale SOV. Il posto sintattico V1 divide il Vorfeld, ossia il campo sintattico riservato al soggetto, dal Mittelfeld, ossia dal campo sintattico che accoglie i complementi. A differenza del campo sintattico che può contenere più costituenti, il posto sintattico del verbo contiene sempre solo un unico elemento verbale: in V1 si posiziona sempre e solo la parte del sintagma verbale che porta la flessione, ossia le varie informazioni grammaticali; in V2 trovano spazio tutte le parti con coniugate o non coniugabili del sintagma verbale, compreso il Prädikativ.
01_05 I campi sintattici
01_05 I campi sintattici
posizione sintattica
La posizione sintattica è la collocazione che un elemento occupa all'interno della frase. A seconda della posizione sintattica che un elemento assume, questo varia in alcuni casi il suo aspetto morfologico, ma soprattutto il suo ruolo sintattico all'interno della frase. Per esempio il participio che viene utilizzato nelle Partizipialkonstruktionen, pur variando il suo aspetto morfologico rimane sempre un participio, ossia una forma del verbo, ma sintatticamente diventa un aggettivo.
01_03 La flessione
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
Prädikativ
Il Prädikativ tedesco corrisponde in linea di massima al predicato nominale italiano.
Il Prädikativ è composto da una parte verbale (costituita di solito da un ausiliare oppure da un Funktionsverb) più una parte nominale che può essere composta da un nome, un aggettivo o avverbio.
Sintatticamente il Prädikativ si comporta come un verbo separabile, colloca cioè la parte del predicato che porta la flessione in V1, mentre la parte nominale rimane in V2, ossia nella posizione originaria del verbo.
A differenza dell'italiano, la parte nominale del Prädikativ tedesco può essere composta da un intero complemento che però, essendo parte integrante del verbo, non si colloca nel campo sintattico riservato ai complementi, ossia nel Mittelfeld, bensì in V2 come parte non coniugabile del sintagma verbale.
03_05 Nullartikel
17_01 Introduzione
Prädikats-Ergänzung
La Prädikats-Ergänzung è l'elemento morfologico che assieme al verbo forma il predicato della frase. La Prädikats-Ergänzung corrisponde al complemento predicativo del soggetto e può essere costituita da un nome, da un aggettivo, oppure da un avverbio.
17_01 Prädikativ
17_02 La formazione del predicato
Präteritum
Il Präteritum è un tempo del passato, ma che non ha nessuna corrispondenza con i tempi passati italiani. Il Präteritum può corrispondere all'imperfetto, al passato remoto e al passato prossimo italiani.
Il Präteritum è infatti il tempo della narrazione scritta e orale, e viene utilizzato per descrivere con obiettività un avvenimento al quale il parlante non ha partecipato direttamente. E' il tempo delle fiabe, il tempo delle cose vissute, ma non verificabili direttamente.
Nel parlato il Präteritum viene utilizzato indifferentemente come il Perfekt, dato che i due tempi hanno in pratica lo stesso valore.
15_02 La coniugazione del verbo
predicato
Il predicato è un concetto dell'analisi logica della frase e indica quella parte del discorso che contiene l'informazione sul soggetto. In italiano esistono due tipi di predicato: il predicato verbale e il predicato nominale. Si parla di predicato verbale, quando il predicato della frase è formato di soli verbi. Si parla invece di predicato nominale, quando il predicato della frase è formato da una voce del verbo "essere" (oppure da altri verbi) più un nome, un aggettivo o un pronome.
Per quanto riguarda il predicato verbale, non ci sono differenze tra italiano e tedesco (a parte la diversa struttura sintattica).
Per quanto riguarda invece il predicato nominale, bisogna tenere presente che la struttura in tedesco è assai più complessa. In linea di massima il predicato nominale corrisponde al Prädikativ che differisce però dal predicato nominale italiano per motivi di carattere morfologico e sintattico.
17_02 La formazione del predicato
predicato con l'aggettivo
Il predicato con l'aggettivo è composto da una parte verbale, che può essere un ausiliare (= sein, haben, werden) oppure un Funktionsverb più un aggettivo.
L'aggettivo predicativo, essendo parte integrante del verbo non si declina e si colloca nel campo sintattico V2.
17_02 La formazione del predicato
predicato con l'avverbio
Il predicato con l'avverbio è composto da una parte verbale, che può essere un ausiliare (= sein, haben, werden) oppure un Funktionsverb più un avverbio.
L'avverbio, che solitamente svolge il ruolo sintattico di una Angabe, si trova ora ad essere la parte nominale del verbo con il quale forma il predicato della frase. Essendo parte integrante del verbo, l'avverbio si sposta dal Mittelfeld e si colloca nel campo sintattico V2.
17_02 La formazione del predicato
predicato con il nome
Il predicato con il nome è composto da una parte verbale, che può essere un ausiliare (= sein, haben, werden) oppure un Funktionsverb più un nome.
Il nome, essendo parte integrante del verbo si colloca nel campo sintattico V2.
Il predicato con il nome corrisponde in linea di massima al Prädikativ.
17_02 La formazione del predicato
predicato nominale
Il predicato nominale è un predicato formato da una voce del verbo "essere" (oppure da altri verbi) più un nome, un aggettivo o un pronome.
Il predicato nominale si contrappone al predicato verbale che è invece composto da soli verbi.
In linea di massima il predicato nominale corrisponde al Prädikativ che differisce però dal predicato nominale italiano per motivi di carattere morfologico e sintattico.
17_02 La formazione del predicato
predicato verbale
Il predicato verbale è un predicato formato da soli verbi. Il predicato verbale si contrappone al predicato nominale che è composto da un parte verbale più una parte nominale.
In tedesco il predicato verbale si esprime nella caratteristica Verbalklammer (= parentesi verbale) formata dai due posti sintattici V1 e V2.
17_01 Introduzione
prefisso
Il prefisso è l'affisso che precede la radice di un nome o di un verbo.
Nel processo di derivazione che in tedesco è molto attivo per quanto riguarda la creazione di nuove voci, il prefisso gioca un ruolo di primissimo piano.
Per esempio:
voce base stehen, voci derivate: be-stehen, ge-stehen, ver-stehen,...
Il prefisso, a differenza del suffisso, non provoca in generale mutamenti sintattici alla parola.
05_02_ La formazione dei sostantivi composti.
14_02 La tipologia del verbo
preposizione
La preposizione è un elemento invariabile del discorso che ha la funzione di porre in relazione gli elementi della frase. Le preposizioni fanno parte della categoria chiusa. In tedesco è difficile attribuire alle singole preposizioni un significato, in quanto queste variano a seconda del ruolo sintattico che svolgono all'interno della frase. Le preposizioni possono infatti:
contribuire alla formazione di verbi separabili (= aufstehen, vorkommen, anfahren,...);
introdurre la reggenza di tutti quei verbi che reggono una valenza al caso preposizionale (= kommen auf + akk, suchen nach + dat, ...);
introdurre i vari complementi facoltativi ( Angaben) come i complementi di tempo, di causa, di luogo, di modo.
21_01 Introduzione - spiegazioni: Lista delle preposizioni spiegazione
preposizione articolata
Le preposizioni articolate sono delle preposizioni formate dall'unione di una preposizione e di un articolo determinativo (zu + dem = zum; an + dem = am;...).
03_02 Articolo determinativo e indeterminativo
presente
Il presente è il tempo che indica un'azione che avviene, o si considera che avvenga nel momento in cui si parla.
In tedesco il presente viene utilizzato per esprimere:
un'azione presente (= Er trinkt ein Glas Wasser);
un'azione ripetuta o abituale (= Er geht jeden Tag zur Schule);
un'azione continua (= Er wohnt seit zwei Jahren hier);
un'azione futura (= Morgen fahre ich nach Rom);
un ordine (= Du kommst sofort mit!);
una verità universale (= presente con valore atemporale: Gott ist überall und nirgends).
15_02 La coniugazione
pronome
Il pronome è quella parte del discorso che si sostituisce al nome, assumendone le proprietà morfologiche, sintattiche e semantiche.
03_04 I determinanti
05_05 I Pronomi
pronome dimostrativo
Il pronome dimostrativo (= der, die, das, dieser, jener, solcher, derselbe, derjenige) declina secondo i tratti distintivi. Il pronome dimostrativo der, die, das serve inoltre come pronome relativo nelle frasi relative. I pronomi dimostrativi possono svolgere sia la funzione di articolo che di pronome. È la posizione all'interno della frase ad attribuire loro il ruolo.
05_05 pronomi
pronome es
Il pronome es è un pronome tuttofare in quanto svolge la funzione di:
pronome personale (= er, sie, es);
parte integrante di espressioni verbali (= es eilig haben);
soggetto fittizio (spesso utilizzato in frasi passive, p.es. es ist viel gelacht worden);
pronome correlativo (quando l'es anticipa una frase subordinata, p.es. Ich habe es dir gesagt, dass du den Termin nicht schaffen kannst).
05_05 Pronomi
pronome indefinito e negativo
I pronomi indefiniti e negativi (= einer, eine, eines, keiner, irgendein, irgendetwas, ein wenig, ein bisschen, ein paar, jeder, jemand / niemand, mancher, etwas, alles, nichts, mehrere / einige, welcher, man, wer immer ...) si chiamano così per la funzione logica che svolgono, cioè per la loro capacità di indicare una persona o una cosa non meglio definita. I pronomi indefiniti possono comportarsi:
come nomi, simili ai pronomi personali, per esempio niemand, man, irgendwer ecc.;
come articoli, simili ai pronomi possessivi e ai pronomi dimostrativi, per esempio irgendein, jeder, mancher ecc.;
come aggettivi, per esempio mehrere, etliche, einige ecc.;
come congiunzioni simili ai pronomi relativi se introducono una frase relativa, per esempio wer immer, welcher ecc.
05_05 Pronomi
pronome interrogativo
I pronomi interrogativi (= wer?, was?, welcher? was für ein?) si chiamano così perché hanno la capacità di introdurre una frase interrogativa.
I pronomi interrogativi possono comportarsi:
come nomi, simili ai pronomi personali, per esempio wer? was?;
come articoli, simili ai pronomi possessivi e pronomi dimostrativi, per esempio welcher?;
come congiunzioni, simili ai pronomi relativi, se introducono una frase interrogativa indiretta.
05_05 Pronomi
pronome personale
Il pronome personale è quel pronome che indica la persona che parla (= ich, wir), la persona o le persone a cui si parla (= du, ihr), la persona o le persone di cui si parla (= er, sie, es, sie, Sie). I pronomi personali vengono utilizzati solo nella funzione di soggetto o di oggetto della frase.
05_05 Pronomi
pronome possessivo
Il pronome possessivo (= mein, dein, sein, ihr, sein, unser, euer, ihr, Ihr) declina secondo i tratti distintivi dell'articolo determinativo. Il pronome possessivo può svolgere sia la funzione di articolo che di pronome. È la posizione all'interno della frase ad attribuirgli il ruolo.
05_05 Pronomi
pronome relativo
Il pronome relativo è uguale, come forma, all'articolo determinativo (= der, die, das), fatta eccezione per il genitivo di tutti e tre i generi e per il dativo plurale. I pronomi relativi svolgono la funzione di congiunzione subordinante, in quanto introducono una frase secondaria, ossia la frase relativa.
05_05 Pronomi
pronome riflessivo
I pronomi riflessivi (= mir/mich, dir/dich, sich, unser, euer, sich) declinano come i pronomi personali, fatta eccezione per la terza persona singolare e plurale che conosce solo la forma sich.
05_05 Pronomi
Pronominal-Adverb
vedi: avverbio pronominale
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

Q

torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

R

Rechte Satzklammer
La rechte Satzklammer (= parentesi destra) è il secondo posto sintattico riservato al verbo.
La rechte Satzklammer è collocata alla fine della frase, dopo il Mittelfeld, e chiude la parentesi verbale ( Verbalklammer).
La rechte Satzklammer è la posizione originaria del verbo, secondo l'ordine sintattico della lingua tedesca ( SOV).
01_05 I campi sintattici
13_02 Rechte Satzklamer
Rechts-Ergänzung
La Rechts-Ergänzung è una reggenza del verbo che si posiziona nella parte destra del Mittelfeld. Le reggenze che hanno la tendenza a spostarsi a destra sono le reggenze preposizionali, la reggenza al genitivo, al dativo e al accusativo se espresse da una categoria piena.
18_03 La distribuzione all'internro del Mittelfeld
reggenza
La reggenza è l'elemento morfologico richiesto in maniera obbligatoria per completare un sintagma. Reggenze possono essere richieste dal nome, dall'aggettivo e soprattutto dal verbo.
La reggenza del verbo corrisponde all'Ergänzung (= complemento obbligatorio) che è quell'elemento che riempie la valenza.
Per il verbo si distingue tra reggenza al caso puro e reggenza al caso preposizionale.
04_04 La reggenza degli aggettivi
06_03 La valenza del verbo
05_06 Comportamento sintattico del nome - Ulteriori spiegazioni Ulteriori spiegazioni | Le reggenze del nome
reggenza al caso puro
La reggenza al caso puro è l'elemento morfologico richiesto obbligatoriamente dal verbo ( Ergänzung) che corrisponde direttamente alla declinazione del nome ( nominativo, accusativo, dativo, genitivo).
20_02 La valenza al caso puro
20_02 La valenza al caso puro - Ulteriori spiegazioni Ulteriori spiegazioni | Lista dei verbi con reggenza al caso puro
reggenza al caso preposizionale
La reggenza al caso preposizionale è l'elemento morfologico richiesto obbligatoriamente dal verbo ( Ergänzung) che viene introdotto da una preposizione seguita da un caso.
21_02 La valenza al caso preposizionale
21_02 La valenza al caso preposizionale - Ulteriori spiegazioni Ulteriori spiegazioni | Lista dei verbi con reggenza al caso preposizionale
risalita del verbo
La risalita del verbo è la regola fondamentale della sintassi tedesca che genera la caratteristica parentesi verbale ( Verbalklammer). Il verbo, che in tedesco, lingua SOV, si trova sempre alla fine della frase dopo i complementi, risale verso l'inizio della frase per posizionarsi esattamente nella seconda posizione sintattica, dividendo il campo sintattico del Vorfeld da quello del Mittelfeld. A muoversi verso sinistra è però solo la flessione del verbo, ossia quella parte del verbo che porta le informazioni grammaticali (= modo, tempo, numero e persona). In caso di tempo semplice risale quindi l'intero verbo in V1 (= Das Kind spielt mit dem Ball); in caso di tempo composto si muove invece solo l'ausiliare, mentre il participio, ossia la parte non flessa del verbo, rimane in V2, nel posto originario (= Das Kind hat mit dem Ball gespielt).
La regola della risalita genera tutte le frasi principali tedesche, comprese la frase imperativa e quella interrogativa.
Nella costruzione della frase subordinata invece, la risalita del verbo viene bloccata dalla presenza di un complementatore che occupa esattamente il posto sintattico del verbo flesso ( V1). In questo caso il movimento del verbo verso sinistra non è possibile, e di conseguenza si vede nell'ordine sintattico della frase subordinata la struttura fondamentale del tedesco, ossia SOV (= ..., dass das Kind mit dem Ball gespielt hat).
08_01 Introduzione
08_02 Linke Satzklammer
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

S

Satzäquivalent
Un Satzäquivalent, così come dice la parola stessa, sono elementi che "equivalgono ad una intera frase". Tipici Satzäquivalente sono gli avverbi affermativi o negativi (= ja, nein, aber gern,...) che sostituiscono (sempre solo in un contesto preciso) una frase.
Un altro costituente che può fungere da Satzäquivalent sono le particelle modali (= vermutlich, wahrscheinlich,...).
22_04 Modalangaben
Satzglied - satzgliedfähig
Un Satzglied, alla lettera una "parte del discorso" è il termine tedesco per indicare il costituente, ossia un elemento che è in grado di occupare da solo un posto sintattico.
Stabilire se un qualche elemento in questione sia satzgliedfähig (= "capace di occupare un posto sintattico") è di fondamentale importanza per la sintassi tedesca, in quanto solo un elemento dotato di questo requisito può essere spostato nel Vorfeld, ossia nel campo sintattico riservato di norma al soggetto. Se nel Vorfeld entra un elemento che abbia la capacità sintattica richiesta, il soggetto è costretto a spostarsi nel Mittelfeld, poiché il campo sintattico del Vorfeld tollera sola la presenza di un unico Satzglied. Questo fenomeno viene chiamato in italiano l'"inversione" (= Ich habe dich deshalb angerufen/Deshalb habe ich dich angerufen).
22_02 Avverbio
Satznegation
vedi: negazione del verbo
secondo posto sintattico
vedi: risalita del verbo
sein
Il verbo sein è uno dei tre ausiliari del tedesco. Viene utilizzato per la formazione del tempo composto del passato e del Zustandspassiv.
La voce sein corrisponde all'ausiliare italiano "essere", ma conosce però un uso diverso in tedesco.
Il verbo sein può svolgere anche la funzione di modale, ossia di ausiliare che dà una particolare sfumatura al verbo vero e proprio. L'uso di sein come modale serve soprattutto per rendere costruzioni passive tramite eleganti strutture attive (= Das muss getan werden das ist zu tun).
09_02 La coniugazione degli ausiliari
semi-modale
I semi-modali sono una categoria di verbi in trasformazione, in quanto oscillano tra la categoria dei verbi normali e quella dei verbi modali.
Attualmente il tedesco conosce tre verbi con comportamenti semi-modali, lassen, heißen, brauchen, a cui si sta aggiungendo tun, non ancora entrato nell'uso della lingua scritta, ma sempre più diffuso nel parlato.
11_03 Semi-modali
simbolo "zero" = Ø
Il simbolo Ø segnala la presenza di un elemento grammaticale non visibile, ossia apparentemente assente, le cui ripercussioni sulla frase sono però molto evidenti.
La presenza di un agente grammaticale nascosto è per esempio riscontrabile nel comportamento dell'aggettivo attributivo all'interno del sintagma nominale: l'aggettivo declina in tedesco secondo il gioco dei tratti distintivi, ossia secondo l'alternarsi di precisi elementi morfologici. In caso di assenza di articolo, l'aggettivo si fa carico dell'informazione grammaticale non visibile, ma comunque attiva.
Fondamentale è il concetto del simbolo Ø per la corretta comprensione della parentesi verbale ( Verbalklammer): secondo la struttura SOV il verbo segue i complementi e chiude la frase ( V2), risale però in seconda posizione sintattica ( V1), suddividendo tramite la flessione i due campi sintattici riservati agli elementi nominali, ossia al soggetto ( Vorfeld) e agli oggetti ( Mittelfeld). Anche in caso di completa risalita del verbo, la posizione originaria (= V2) non rimane mai vuota, ma risulta comunque occupata da una cosiddetta traccia, segnalata tradizionalmente con il simbolo Ø. La presenza di questo elemento grammaticale non visibile, ma attivo, spiega molti fenomeni altrimenti non comprensibili della sintassi tedesca, come per esempio la negazione del verbo.
01_02 La struttura SOV
03_02 Articolo determinativo e indeterminativo
sintagma
Il sintagma è un costituente sintattico autonomo. In tedesco si distinguono fondamentalmente due grandi sintagmi: il sintagma nominale e il sintagma verbale.
L'ordine all'interno del sintagma non è libero, ma è governato da determinate leggi linguistiche.
02_01 Introduzione
sintagma nominale
Il sintagma nominale è un'unità sintattica costituita da un articolo e da un nome. Tra l'articolo e il nome si forma una parentesi nominale che funziona in linea di massima esattamente come la caratteristica parentesi verbale ( Verbalklammer): l'articolo apre la parentesi e il nome la chiude, e nello spazio che si crea tra i due elementi può essere inserito l'aggettivo, il quale trovandosi all'interno del sintagma nominale segue il gioco dei tratti distintivi. Se nello spazio all'interno del sintagma nominale entrano più elementi, si parla di un sintagma nominale complesso.
02_01 Introduzione
sintagma nominale complesso
Si parla di sintagma nominale complesso quando all'interno del sintagma, ossia nello spazio tra l'articolo e il nome, sono presenti più aggettivi, aggettivi con avverbi oppure interi complementi richiesti dalle reggenze dell'aggettivo ( Partizipialkonstruktion). Il comportamento all'interno di un sintagma nominale complesso è regolato dagli stessi principi morfologici e sintattici che sovrintendono all'ordine all'interno del Mittelfeld.
Di sintagma nominale complesso si parla anche in presenza di più determinanti che aprono il sintagma. Il comportamento dei singoli determinanti è regolato da una precisa gerarchia interna.
04_03 L'aggettivo all'interno del sintagma nominale
03_04 I determinanti
sintagma verbale
Il sintagma verbale è il costituente della frase che contiene il verbo.
In tedesco il sintagma verbale controlla il posto sintattico del verbo, ossia la caratteristica parentesi verbale ( Verbalklammer) formata dalla flessione del verbo ( V1) e dalle parti coniugate o non coniugabili di esso rimaste nella posizione originaria del verbo ( V2); inoltre il sintagma verbale domina anche il campo sintattico riservato ai complementi, ossia il Mittelfeld racchiuso nella parentesi verbale.
06_01 Introduzione
sintassi
La sintassi è quel sottocampo della linguistica che studia la struttura interna della frase e i rapporti che intercorrono tra i vari elementi che la compongono.
In tedesco la sintassi è molto più importante della morfologia: a compromettere la comunicazione non è tanto l'errata declinazione di un aggettivo quanto la sua posizione all'interno della frase.
01_01_Introduzione
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
sollen
Il verbo sollen è una forma difettiva:
questo verbo non conosce l'indicativo, e quindi non segnala mai aspetti temporali, ma solo aspetti modali.
Le due forme soll e sollte segnalano due diversi gradi di possibilità: la forma sollte è paragonabile in linea di massima al condizionale italiano; la forma soll invece può ricoprire diverse accezioni: dovere morale, norma, comandamento; per esempio:
Du sollst pünktlich sein (= norma);
Der Arzt meint, ich soll mit dem Rauchen aufhören (= ordine esterno);
Er soll krank sein (= resoconto, asserzione di altri);
Sollen wir ins Kino gehen? (=indicazione di intenzione).
Nel suo aspetto modale sollen forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale ( Verbalklammer). Se il modale sollen viene usato con l'infinito presente di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale sollen con infinito passato esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
12_02 Le funzioni semantiche di sollen
Sondernegation
vedi: negazione di un singolo elemento
sostantivo
Il sostantivo in analisi grammaticale è il nome che serve a designare persone, animali e cose.
05_06 Comportamento sintattico del sostantivo
sostantivo composto
Il sostantivo composto è un sostantivo formato dall'unione di due elementi che possono appartenere alla stessa categoria oppure a due categorie diverse. Questo fenomeno ( agglutinazione) è molto attivo in tedesco ed è capace di formare in continuazione nuovi concetti (= neologismi).
05_02 La formazione
sostantivazione
Si parla di sostantivazione quando alcuni elementi (= aggettivi, verbi) vengono utilizzati in funzione di sostantivi. In tedesco questo slittamento di categoria ha delle ripercussioni sull'aspetto morfologico delle parole.
Parole sostantivate si scrivono con la lettera maiuscola (= lesen / das Lesen).
05_01 Introduzione
SOV
La sigla SOV indica l'ordine fondamentale del tedesco. Le singole lettere indicano l'esatto susseguirsi degli elementi sintattici: S (= soggetto) O (= oggetto) V (= verbo).
Il tedesco, a differenza dell'italiano, vede il verbo a destra della frase, il predicato segue quindi i complementi, e non li precede, come succede in italiano.
01_02 La struttura SOV
01_04 Tedesco e italiano: differenze fondamentali
suffisso
Il suffisso è l'affisso che segue la radice di un nome o di un verbo.
Il suffisso, a differenza del prefisso, provoca mutamenti morfologici e sintattici alla parola.
Al suffisso è per esempio affidata l'intera coniugazione del verbo (lesen = infinito, ich lese = prima persona singolare del presente).
Inoltre i suffissi possono ricavare nuove categorie di parole da radici esistenti,
per esempio: lesen = verbo, lesbar = aggettivo, die Lesung = sostantivo.
05_02_ La formazione dei sostantivi composti.
superlativo
Il superlativo è il terzo grado della comparazione dell'aggettivo. Il grado superlativo può essere assoluto o relativo.
04_05 Superlativo
superlativo assoluto
Il superlativo assoluto esprime la qualità dell'aggettivo al suo massimo grado senza alcuna idea di paragone.
04_05 Il superlativo
superlativo relativo
Il superlativo relativo indica una qualità posseduta al massimo grado, ma relativamente ad un gruppo di persone o di cose che si prendono in considerazione.
04_05 Il superlativo
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

T

tempo del verbo
Il tempo del verbo è manifestato nell'apposita coniugazione attraverso la morfologia del verbo ( affissi).
Gli affissi indicano non solo il tempo, ma anche il modo, il numero e la persona del verbo.
07_01 Introduzione
15_02 la coniugazione del verbo
tempo semplice
Il tempo semplice è il tempo espresso da una sola voce verbale. Il tedesco conosce solo due tempi semplici, ossia il presente e il Präteritum, mentre il perfetto, il piuccheperfetto, il futuro semplice e il futuro anteriore sono tempi composti.
07_01 Introduzione
tempo composto
Il tempo composto è un tempo formato da due voci verbali, ossia da una forma infinita del verbo stesso (infinito o participio) e da un ausiliare coniugato. In tedesco sono tempi composti il perfetto, il piuccheperfetto, il futuro semplice e il futuro anteriore.
Il perfetto e il piuccheperfetto sono formati dagli ausiliari haben oppure sein, rispettivamente al presente (= perfetto) o al Präteritum (= piuccheperfetto) più il participio passato del verbo;
il futuro semplice è formato dall'ausiliare werden coniugato al presente più l'infinito del verbo;
il futuro anteriore è formato invece sempre dall'ausiliare werden coniugato al presente seguito dall'infinito passato del verbo.
07_01 Introduzione
Temporal-Angabe
vedi: complemento di tempo
Thema-Rhema
Vedi: criterio Thema-Rhema
tipologia del verbo
Per tipologia del verbo si intende la descrizione delle varie categorie di verbi secondo il loro caratteristico comportamento sintattico. Attraverso il processo di agglutinazione e di derivazione il tedesco è in grado di formare continuamente nuove voci verbali variando una semplice radice (= fahren: erfahren, wegfahren, hinfahren, zurückfahren, weiterfahren,...). Questi verbi derivati sono i verbi composti.
A seconda del loro comportamento sintattico, i verbi composti si dividono poi in verbi separabili e verbi inseparabili.
14_02 La tipologia del verbo
traccia
vedi: simbolo "zero" = Ø
tratti distintivi
I tratti distintivi sono dei segni che portano le informazioni grammaticali fondamentali all'interno del sintagma nominale.
I tratti distintivi possono essere di tipo forte (= informazione grammaticale completa) oppure di tipo debole (= richiamo all'informazione già presente). All'interno del sintagma nominale (= articolo + aggettivo + nome) i tratti distintivi seguono delle regole ben precise: il tratto distintivo forte appare sempre almeno una volta, ma mai più di una. Di norma il tratto distintivo forte viene espresso dall'articolo (o dal determinante), mentre l'aggettivo richiama solo il tratto debole. In assenza di articolo (o di determinante indefinito) il tratto distintivo forte passa all'aggettivo (= der junge Mann / ein junger Mann).
02_02 I tratti distintivi
04_02 La declinazione dell'aggettivo
tun
Il verbo tun segue la coniugazione forte e si comporta di norma come un verbo pieno a tutti gli effetti.
Inoltre può comportarsi come un autentico modale in quanto forma assieme al verbo pieno la caratteristica parentesi verbale ( Verbalklammer).
Il comportamento da semi-modale si è sviluppato solo di recente e non è ancora entrato nell'uso della lingua scritta. Nel parlato invece l'uso di tun in qualità di modale è molto diffuso (= Ich tu mir nur noch schnell was überziehen).
11_03 Semi-modali
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

U

Umlaut
vedi: dieresi
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

V

V1 (= linke Satzklammer)
V1, la "parentesi sinistra" ( linke Satzklammer) è il posto sintattico riservato al verbo flesso. Secondo la struttura SOV del tedesco il verbo segue i complementi e chiude la frase. Di conseguenza il posto originario del verbo è sempre alla fine della frase, in V2.
Seconda la regola fondamentale della sintassi tedesca il verbo si muove verso sinistra, all'inizio della frase ( risalita del verbo) e si colloca in seconda posizione, dividendo i due campi sintattici riservati agli elementi nominali, ossia il Vorfeld (= soggetto) dal Mittelfeld (= oggetti).
In V1 si trova esclusivamente la flessione del verbo, quindi:
i verbi flessi nei tempi semplici;
tutti i verbi ausiliari, che aiutano a formare i tempi composti oppure il passivo;
i verbi modali e semi-modali che in tedesco appartengono alla categoria dei verbi ausiliari.
08_01 Introduzione
08_02 Linke Satzklammer
V2 (= rechte satzklammer)
V2, la "parentesi destra" ( rechte Satzklammer) è il posto sintattico originario del verbo secondo l'ordine SOV.
V2 è il perno della frase, attorno al quale ruotano tutti gli altri elementi.
Il posto sintattico originario del verbo (= V2) non è mai vuoto: anche se il verbo risale in V1 secondo la regola della risalita del verbo, in V2 rimane sempre una invisibile, ma attiva traccia ( simbolo "zero" = Ø).
In V2 si trovano, oltre alla traccia del verbo risalito, tutte le parti non coniugate o non coniugabili del verbo, come:
l'infinito o un participio del verbo;
la particella di un verbo composto;
un aggettivo, un avverbio o un nome in caso di predicato nominale.
V2 può quindi essere occupato da svariati elementi, che però sono sempre parte integrante dell' espressione verbale.
13_01 Introduzione
13_02 Rechte Satzklammer
valenza
La valenza è la capacità del verbo di aprire posti sintattici all'interno della frase. Questi posti sintattici possono essere riempiti da una o più reggenze legate in maniera obbligatoria ( Ergänzungen) oppure facoltativa ( Angaben) al verbo stesso della frase.
Anche alcuni aggettivi (e in misura minore pure gli avverbi e i nomi) possono avere delle valenze, ossia la capacità di attirare a sé altre parole. Queste valenze dell'aggettivo (o dell'avverbio o del nome) sono create sempre all'interno del predicato nominale, ossia quando il predicato è formato da un verbo ausiliare integrato da un elemento nominale. Le valenze vengono poi riempite dalle reggenze che l'aggettivo (o l'avverbio o il nome) conserva anche se si sposta all'interno di un sintagma nominale.
04_04 La reggenza degli aggettivi
06_03 La valenza
Verbalklammer
La Verbalklammer (= "parentesi verbale") è la caratteristica struttura verbale della frase tedesca che abbraccia tutti gli elementi (nominali e verbali) del sintagma verbale. La Verbalklammer si apre subito dopo il Vorfeld, ossia il campo sintattico riservato al soggetto, con il posto sintattico del verbo flesso ( V1), e si chiude con il posto sintattico originario del verbo, V2.
La Verbalklammer include il campo sintattico del Mittelfeld, ossia lo spazio riservato agli oggetti che si trovano di conseguenza sotto il diretto controllo del verbo.
07_03 Verbalklammer
verbo
Il verbo è la categoria grammaticale che descrive l'azione o il processo che il soggetto compie, oppure che subisce, ma può anche descrivere lo stato o la qualità del soggetto stesso.
Sotto il punto di vista grammaticale il verbo si comporta in modo assai analogo sia in italiano che in tedesco.
Fondamentale invece è la differenza nel comportamento sintattico: secondo l'ordine fondamentale del tedesco, SOV, il verbo segue i complementi e chiude la frase. Il verbo si trova quindi sempre alla fine della frase, e non al centro, subito dopo il soggetto, come in italiano.
07_01 Introduzione
verbo composto
I verbi composti sono il risultato della combinazione di un verbo base con parole appartenenti a categorie grammaticali diverse (= fenomeno dell'agglutinazione) oppure combinazioni del verbo base con suffissi di derivazione (= fenomeno di derivazione). I verbi composti possono essere di tipo separabile ( verbo separabile) oppure di tipo inseparabile ( verbo inseparabile).
14_02 I verbi composti
verbo debole
vedi: coniugazione del verbo debole
verbo forte
vedi: coniugazione del verbo forte
verbo impersonale
I verbi impersonali sono quei verbi che si usano solo alla terza persona singolare, per esempio i verbi che indicano fenomeni atmosferici (= es regnet, es schneit,...)
I verbi impersonali non hanno un soggetto determinato, poiché esprimono un'azione compiuta in sé.
I verbi impersonali usano come soggetto il pronome personale es ( pronome es).
16_03 Verbi impersonali
verbo inseparabile
I verbi inseparabili sono quei verbi composti che provengono dal fenomeno della derivazione, cioè che premettono al verbo base un prefisso non dotato di significato autonomo (= fahren: er-fahren, be-fahren, ver-fahren,...)
I verbi inseparabili non separano mai il verbo base dalla particella. In caso di tempo semplice risale quindi l'intero verbo in V1, mentre in V2 rimane solo la traccia ( simbolo "zero" = Ø).
14_02_ La tipologia del verbo
14_02 La tipologia del verbo - Ulteriori spiegazioni | Verbi separabili Ulteriori spiegazioni | Verbi separabili
verbo pieno
Il verbo pieno (= Vollverb) è il verbo vero e proprio, autonomo sotto il punto di vista semantico e sintattico, capace cioè di reggere da solo l'interno predicato. Il Vollverb può essere costituito da un verbo semplice (= fahren, stehen, gehen,...) oppure da un verbo composto (= erfahren, aufstehen, weitergehen,...)
A differenza del Vollverb, il verbo ausiliare (= Hilfsverb) non contiene da solo un preciso significato, ma serve invece a fare i tempi composti del Vollverb o a modificarne l'aspetto modale.
A metà strada tra Vollverb e il Hilfsverb si trova il Funktionsverb che abbisogna di un'integrazione con una parte nominale per fornire un significato completo.
14_01 Introduzione
verbo riflessivo
I verbi riflessivi indicano un'azione o un sentimento che si riflette sul soggetto, oppure possono indicare un'azione reciproca. I verbi riflessivi sono contraddistinti sempre all'infinito dal pronome sich.
A differenza dell'italiano i verbi riflessivi in tedesco:
reggono sempre l'ausiliare haben per la formazione dei tempi composti del passato, e non "essere" ( sein) come in italiano;
il pronome riflessivo tedesco può essere al caso dativo o al caso accusativo.
16_04 Verbi riflessivi
verbo separabile
I verbi separabili sono quei verbi composti che provengono dal fenomeno dell'agglutinazione, cioè che premettono al verbo base una parola appartenente ad un'altra categoria (= nome, aggettivo, preposizione, verbo,..., p. es. fahren: weg-fahren, auto-fahren, spazieren-fahren,...) dotata di significato autonomo. I verbi separabili muovono solo la loro parte coniugabile verso sinistra, in posizione V1, mentre l'elemento autonomo, non coniugabile, rimane nel posto sintattico originario del verbo, ossia in V2.
14_01 Introduzione
14_02 I verbi separabili
Vollverb
vedi: verbo pieno
Vorfeld
Il Vorfeld è il primo campo sintattico riservato ai nomi. Il Vorfeld è di norma occupato dal soggetto della frase, ma è possibile spostare nel Vorfeld qualsiasi altro elemento che sia un costituente, ossia una parte del discorso, anche un'intera frase subordinata.
Come conseguenza della risalita del verbo che vede il verbo flesso obbligatoriamente in seconda posizione sintattica, il Vorfeld può però ospitare un unico elemento sintattico, mai meno di uno e mai più di uno. Se quest'unico posto nel Vorfeld è occupato da un altro costituente, il soggetto è costretto a spostarsi nel Mittelfeld.
01_05 I campi sintattici
23_02 La funzione dei campi sintattici
Vorgangspassiv
vedi: forme del passivo
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

W

werden
Il verbo werden è uno dei tre ausiliari del tedesco. Viene utilizzato per la formazione del tempo composto del futuro e del futuro anteriore e di tutte le forme del Vorgangspassiv.
La voce werden non ha nessuna corrispondenza con gli ausiliari italiani.
A differenza dell'ausiliare sein e haben che formano il tempo composto ricorrendo alle proprie forme (= ich bin gewesen / ich habe gehabt), l'ausiliare werden forma i suoi tempi composti ricorrendo all'ausiliare sein (= ich bin geworden). In caso di tempi composti del passivo, il participio di werden usa la forma breve worden accanto al participio del verbo pieno (= ich bin geliebt worden).
09_02 La coniugazione degli ausiliari
Wirklichkeitsform
vedi: indicativo
wollen
l verbo wollen esprime in linea di massima la modalità della volontà e del desiderio.
Nel suo aspetto modale wollen forma assieme ad un secondo verbo una parentesi verbale ( Verbalklammer). Se il modale wollen viene usato con l'infinito presente di un altro verbo, serve per esprimere diversi significati a seconda del rapporto che si stabilisce tra soggetto e il predicato della frase.
Il modale wollen con infinito passato esprime un diverso grado di certezza della frase.
10_02 La coniugazione dei modali
torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

X

torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

Y

torna all'inizioindice breveindice commentatoindice delle tabelleglossario

Z

Zeit-Angabe (= Temporal-Angabe)
vedi: complemento di tempo
Zustandspassiv
vedi: forme del passivo
| home | indice | che cos'è | come si usa | iniziamo | aiuto | chi siamo | |
| mail | | mappa del sito | privacy |
© 2002 Università Ca'Foscari di Venezia - all rights reserved