All'interno di questa sezione vengono presentate le caratteristiche fondamentali che contraddistinguono la lingua tedesca dall'italiano.
Tra tutte le lingue europee, quali l'inglese, il francese, lo spagnolo e, appunto, il tedesco, quest' ultima è forse la lingua alla quale ci si avvicina con una certa titubanza. Il tedesco infatti ha la brutta fama di essere una lingua difficile che richiede tempi di apprendimento molto lunghi: da una parte ci sono le famigerate parole composte, quasi impronunciabili per un italofono, dall'altra una grammatica fatta di tante regole e tante eccezioni.
Per quanto riguarda le parole composte, la cosa è in parte vera, essendo il tedesco una lingua agglutinante; il tedesco infatti predilige la combinazione di più elementi, spesso appartenenti a categorie diverse (= nome + nome, aggettivo + nome, preposizione + nome,...). L'italiano, invece, per formare nuove parole ricorre al processo di derivazione oppure alla perifrasi.
der Buchhändler parole composta
Buch (= libro) + Händler (= commerciante), alla lettera: commerciante di libri
libraio derivazione
libro + desinenza -aio
die Buchhandlung parola composta
Buch (= libro) + Handlung (= negozio), alla lettera: negozio di libri
libreria derivazione
libro + desinenza -(er)ia
der Buchdruck parola composta
Buch (= libro) + Druck (= pressione), alla lettera: "pressa" (= stampa) di/del libro
stampa ricorso a voce specifica
der Buchtitel parola composta
Buch (= libro) + Titel (= titolo)
titolo di/del libro descrizione perifrastica
der Buchdeckel parola composta
Buch (= libro) + Deckel (= coperchio), alla lettera: "coperchio" di/del libro
copertina (del libro) ricorso a voce specifica
das Bücherregal composizione
Buch pl. die Bücher (= libri) + Regal (= scaffale)
scaffale, libreria ricorso a voce specifica
der Bücherwurm composizione
voce idiomatica, alla lettera: "bruco di libri", animaletto che mangia libri
espressione idiomatica analoga:"topo di biblioteca"
E non è finita qui!
das Wörterbuch parola composta
das Wort, pl. die Wörter (= parole) + Buch (= libro), alla lettera: il libro delle parole
vocabolario ricorso a voce specifica
das Lehrbuch parola composta
lehren (= insegnare) + Buch (= libro), alla lettera: il libro per insegnare
manuale, testo scolastico ricorso a voce specifica
das Kochbuch parola composta
kochen (= cucinare) + Buch (= libro), alla lettera: il libro per cucinare
libro di cucina, ricettario ricorso a voce specifica
das Kinderbuch parola composta
Kind (= bambino) + Buch (= libro), alla lettera: il libro per bambini
libro per bambini, per l'infanzia perifrasi
das Bilderbuch parola composta
Bild (= immagine) + Buch (= libro), alla lettera: il libro con immagini
volume illustrato ricorso a voce specifica
das Geschäftsbuch parola composta
Geschäft (= negozio, commercio) + Buch (= libro), alla lettera: il libro per il commercio
registro, libro per la contabilità ricorso a voce specifica
das Drehbuch composizione
drehen (= girare) + Buch (= libro), alla lettera: il libro per girare (un film)
copione ricorso a voce specifica
Osserva ora queste combinazioni!
der Wörterbucheintrag composizione
das Wort, pl. die Wörter (= parole) + Buch (= libro) + Eintrag (= iscrizione, registrazione), alla lettera: registrazione nel libro delle parole
voce nel vocabolario ricorso a voce specifica + perifrasi
der Lehrbuchverlag composizione
lehren (= insegnare) + Buch (= libro) + Verlag (= editore, casa editrice), alla lettera: casa editrice di libri per insegnare
casa editrice specializzata in testi scolastici perifrasi
das Fischkochbuch composizione
Fisch (= pesce) + kochen (= cucinare) + Buch (= libro), alla lettera: il libro per cucinare il pesce
ricettario specifico per pesce perifrasi
der Kinderbuchautor composizione
Kind (= bambino) + Buch (= libro) + Autor (= autore, scrittore), alla lettera: l'autore di libri per bambini
autore di libri per bambini, per l'infanzia perifrasi
HAI VISTO?
La capacità della lingua tedesca di combinare parole per formarne nuove voci è incredibile. Attorno ad una voce base possono essere "agglutinate" due o anche tre parole diverse. Questo crea spesso non poche difficoltà di interpretazione.
Immaginiamoci un malcapitato turista italiano che, appena sceso dal treno nella labirintica stazione di Monaco di Baviera, chiede lumi su dove potrebbe trovare informazioni e si sente gentilmente rispondere: nella Fahrkartenschalterhalle. Dietro questa parola di venti lettere si nasconde quasi un'intera frase italiana "androne-dove-si-trovano-gli-sportelli-per-fare-i-biglietti". Il turista avrà sicuramente dimenticato l'informazione contenuta all'inizio della parola, prima che il suo gentile interlocutore abbia finito di pronunciarla!
Anche se la natura agglutinante del tedesco sembra essere un grosso ostacolo, in realtà il fenomeno delle parole composte è molto meno ostico di quanto si crede.
Una volta compreso il meccanismo dell'agglutinazione ci si rende conto che questa lingua gioca su poche voci base e che la maggior parte dei vocaboli, oltre 500.000, non sono nient'altro che sapienti e precisissime combinazioni. Un volta capito il trucco si amplia in poco tempo la capacità di comprendere il significato di molte parole.
Il fenomeno dell'agglutinazione verrà approfondito all'interno della sezione dedicata al nome, all'aggettivo e al verbo.
TUTTO CHIARO?
Il tedesco viene considerato una lingua difficile non solo per il fenomeno dell'agglutinazione, che consente di creare parole composte, ma anche per la sua grammatica, fatta spesso di tante regole e di tante eccezioni.
Per quanta riguarda le difficoltà legate alle parole composte... la cosa è in parte vera, come abbiamo visto. Si tratta però di una difficoltà solo iniziale. Una volta entrati nel gioco le cose si semplificano.
Per quanto riguarda invece la grammatica del tedesco... il discorso non è affatto vero!
Il tedesco non è difficile, è solo diverso da tutte le altre lingue: diventa difficile se non si riesce a vedere e a capire in che cosa consiste questa diversità.
L'apparente difficoltà della grammatica tedesca è legata alla struttura fondamentale di questa lingua che si differenzia in modo sostanziale dall'italiano: il tedesco, unico tra le grandi lingue europee, appartiene alle cosiddette lingue SOV, mentre l'italiano segue l'ordine fondamentale SVO.
Ma che cosa vuole dire "SOV" o "SVO"?
Dietro queste sigle si nasconde semplicemente l'abbreviazione delle fondamentali parti del discorso: S (= soggetto), V (= verbo), O (= oggetto). I linguisti hanno scoperto che tutte le lingue del mondo seguono un preciso ordine nel disporre gli elementi che costituiscono la frase. Una lingua come l'italiano, che pone il verbo al centro della frase, sarà quindi una lingua SVO (= soggetto, verbo, oggetto): la sintassi della lingua italiana prevede che i vari complementi si collochino dopo il verbo.
La struttura della lingua italiana segue l'ordine SVO.
Il tedesco invece segue l'ordine fondamentale SOV. La sua sintassi prevede di conseguenza che i vari complementi si collochino prima del verbo.
In tedesco il verbo va quindi sempre alla fine della frase.
Lo spostamento del verbo alla fine della frase crea non pochi problemi a noi italofoni, abituati come siamo a mettere il verbo subito dopo il soggetto e a decorare la frase con vari complementi.
All'interno di questa sezione avrai modo di vedere che in tedesco le cose funzionano in modo completamente diverso: il verbo, essendo secondo l'ordine SOV posto alla fine della frase, determina il numero e la disposizione di tutti i complementi che lo precedono.
Questo spostamento del verbo alla fine della frase è poi la conseguenza di tante altre differenze che caratterizzano il sistema linguistico italiano rispetto a quello tedesco.
Andiamo un po' a curiosare e a provare se è vero che il tedesco è una lingua SOV.
Prendiamo per esempio le frasi italiane sopra citate e cerchiamo di disporle - in tedesco - secondo l'ordine fondamentale SOV.
L'italiano che risulta dall' inversione delle parti fondamentali del discorso è un po' buffo. Ancora più strano è l'esito del nostro piccolo esperimento in tedesco!
Chi ha già un po' di familiarità con la lingua tedesca, ha subito capito che l'inversione dell'ordine italiano SVO nell'ordine fondamentale tedesco SOV ha creato tutte frasi subordinate.
Per rendere queste frasi corrette dal punto di vista grammaticale è sufficiente anteporre una frase principale, solo che in questo caso avremo scoperto la sintassi della frase subordinata ancor prima di aver individuato quella della frase principale!
Abbiamo ottenuto cinque frasi in purissimo ordine SOV e tutte e cinque corrispondono alle regole della grammatica tedesca.
Proviamo ora ad analizzare l'ordine sintattico della frase principale.
L'italiano, lingua SVO, mantiene sempre questo ordine sintattico indipendentemente dal tipo di frase, principale o subordinata che sia.
L'italiano mantiene sempre l'ordine fondamentale SVO, sia nella costruzione della frase principale sia in quella subordinata.
Prendiamo ora in considerazione le frasi tedesche subordinate e trasformiamole in frasi principali.
Anche nella frase principale viene mantenuto l'ordine SOV, solo che tra il soggetto e l'oggetto viene inserita un'altra voce verbale. Questo perché la frase principale viene costruita sulla base di una ferrea regola linguistica, la quale dice che:
Non ti spaventare se in un primo momento non hai capito molto il significato di questa regola. Hai tutto il diritto di chiederti:
All'interno di questa sezione troverai le risposte a tutte queste domande e cioè:
Ti proponiamo quindi un percorso grammaticale che non parte dall'analisi delle singole categorie come il verbo, il nome, l'aggettivo e via dicendo, ma dalla sintassi della lingua tedesca.
Questo perché il tedesco non è una lingua difficile, ma è solo diversa da tutte le altre: diventa difficile se non si riesce a vedere e a capire in che cosa consiste questa diversità, la quale è legata proprio alla struttura di base della lingua.
prossima fermata