Mappe Strategiche
Mappe Strategiche

Come è noto non esistono ricette per il successo! Alcuni degli ingredienti di base, però, si possono individuare:
1. Avere obiettivi chiari e ben definiti
2. Tradurli in progetti concreti e misurabili
3.Mantenere flessibilità di comportamento
Le Mappe Strategiche, in particolare redatte secondo il metodo descritto più sotto...
•Aiutano a mettere a fuoco gli obiettivi, perché portano a ragionare sulla coerenza degli obiettivi scelti con gli attributi del contesto interno (punti di forza e di debolezza) ed esterno (opportunità e minacce).
•Aiutano a tradurli in progetti concreti e misurabili, perché portano a esplicitare i legami tra attività e risultati.

I Vantaggi della Visualizzazione
Secondo Eppler e Platts (2009)1 il ricorso alla visualizzazione nei processi di pianificazione strategica offre tre ordini di vantaggi:
•Cognitivi. Il ricorso alla visualizzazione aumenta le capacità di estrazione e sintesi delle informazioni, agevola il riconoscimento delle relazioni tra i diversi aspetti di un problema, facilità il reframing e il cambiamento di prospettiva. La visualizzazione espande le capacità di memorizzazione e dunque il numero di variabili che si è in grado di utilizzare. Inoltre aiuta a richiamare le informazioni a vantaggio di decisioni successive.
•Sociali. La visualizzazione facilita l’integrazione tra punti di vista divergenti rendendo esplicite le assunzioni di base che altrimenti rimarrebbero implicite e facilitando la comprensione reciproca.
•Emozionali: Le rappresentazioni visuali rendono convincenti le presentazioni, facilitano il coinvolgimento stimolando l’immaginazione delle persone e supportano l’identificazione e la motivazione.
Le mappe strategiche condividono con gli altri metodi e strumenti basati sulla visualizzazione questi vantaggi e ne aggiungono di propri, legati al metodo suggerito per procedere alla loro redazione.
Le Mappe Strategiche
Le “Mappe Strategiche” più famose sono certamente quelle proposte da Kaplan e Norton (2000)2. Descrivono le strategie dell’azienda attraverso le stesse 4 prospettive della Balanced Scorecard: Economico Finanziaria, del Cliente, dei Processi Interni, della Crescita e Apprendimento. Tendenzialmente in quest’ordine, salvo adattamenti per casi particolari. L’aspetto qualificante riguarda i nessi causali che occorre riconoscere tra le prospettive. I risultati economico finanziari voluti potranno essere ottenuti grazie al valore che si saprà generare per i clienti. Il valore per i clienti potrà essere generato attraverso una opportuna configurazione dei processi interni. Questa sarà possibile grazie alle risorse di cui siamo in possesso e che dovremo acquisire.
Uno strumento, il cui utilizzo non è circoscritto alla rappresentazione della strategia ma che può essere utilmente impiegato anche in quest’ambito, sono le Mappe Mentali. Sono delle rappresentazioni visuali che partendo da un concetto centrale ne approfondiscono lungo una struttura gerarchica radiale i diversi aspetti e implicazioni. Ogni nodo è spiegato e approfondito dai rami che da esso partono. I nodi potranno poi, al di fuori della struttura gerarchica, essere collegati tra loro da legami associativi. Il metodo di redazione delle mappe mentali è di tipo associazionista, cioè basato sull’inserimento progressivo di concetti per associazione mentale, riconfigurando in modo dinamico la mappa ad ogni inserimento.

Le Mappe Strategiche sono un esempio di mappe concettuali. La loro realizzazione è basato sul metodo connessionista, che prevede cioè due momenti distinti: quello della individuazione dei concetti e quello della loro connessione. Sono inoltre delle mappe semantiche perché la collocazione dei concetti nelle mappa e la loro colorazione sono associati a precisi significati.
A chi servono, a cosa servono...
Le Mappe Strategiche favoriscono la riflessione critica sulla strategia e la sua messa a fuoco nelle aziende di ogni tipo e dimensione.
Nelle piccole e piccolissime imprese prevalgono i benefici di tipo cognitivo, come il riconoscimento delle relazioni tra i diversi aspetti del problema strategico e la facilitazione nel cambiamento di prospettiva. I piccoli imprenditori, infatti, impegnati direttamente nelle attività operative e privi di interlocutori naturali con i quali confrontarsi, rimangono spesso ancorati ai modelli mentali e alle prassi cui sono abituati, perdendo talvolta di vista l’evoluzione del contesto. La redazione della Mappa Strategica offre l’occasione per ragionare criticamente sulle strategie e sulle assunzioni su cui sono fondate. Favorisce l’arricchimento delle informazioni e delle prospettive prese in considerazione per il ragionamento strategico. Conduce a una sintesi efficace degli aspetti rilevanti e alla individuazione delle priorità gestionali per supportare il cambiamento. Allena alla riflessione critica sulle variabili di contesto all’adeguamento dei processi aziendali in risposta alla loro evoluzione.
Nelle organizzazioni di dimensioni maggiori assumono rilevanza anche i benefici di tipo sociale e emozionale. Quando il numero di persone coinvolte nelle decisioni strategiche aumenta emergono infatti diversità di vedute, ambiguità, incomprensioni. Ciò introduce ulteriori fonti di inerzia e resistenza al cambiamento: routine, compromessi, equilibri di potere, visioni e assunzioni consolidate che diventano trappole dalle quali è difficile uscire. La redazione delle Mappe Strategiche dei soggetti influenti sui processi decisionali offre l’occasione per confrontare punti di vista e assunzioni, per organizzare la discussione e facilitare una sintesi condivisa e convincente.
Le Mappe Strategiche sono poi uno strumento utile per l’avvio di processi di collaborazione e aggregazione inter-aziendale. Consentono ai partecipanti di esplicitare le proprie assunzioni e i propri obiettivi, offrendo uno strumento per la comunicazione e il confronto meno ambiguo del linguaggio naturale, seppur sufficientemente flessibile. Spesso i progetti di collaborazione falliscono perché emergono diversità di visione, obiettivi differenziati, incomprensioni. Le Mappe Strategiche facilitano l’emersione dei temi rilevanti e la comprensione reciproca, consentono di mettere in luce i processi attorno ai quali organizzare la collaborazione, accelerano il percorso che porta all’avvio dell’integrazione.
1 Eppler M. J. e Platts K. W., Visual Strategizing, Long Range Planning 42 (2009) 42-74.
2 Kaplan R.S. e Norton D.P., Strategy Maps: Converting Intangible Assets into Tangible Outcomes (2004), HBP